Pionieri delle tradizioni spirituali mondiali


Pavel A. Florenskij, Nicholai e Elena Roerich, Ananda K. Coomaraswamy, Nisargadatta Maharaj, Simone Weil, Paramahansa Yogananda, Jiddu Krishnamurti, il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, Elémire Zolla, sono alcuni individui di elevato rango spirituale il cui cammino mondano e mistico traccia una scia luminosa nello spicchio temporale tra il XIX e il XX secolo fino alle soglie del XXI.
Nonostante i loro atti, pensieri, visioni, intuizioni siano oggi mediamente noti attraverso libri circolanti e studi specialistici, la cifra originale del loro rango spirituale rimane nascosta come una perla sigillata nel guscio.
Tocca ai militanti di INCOGNITA, a coloro che “patendo conoscono” tentare di aprire le valve che sigillano la perla, facendosene un cibo non da fiutare soltanto come si fa leggendo in modo critico ma INGOIANDOLO!

In questo tempo burrascoso la SAPIENZA va letteralmente masticata: è un pasto indigesto che occorre acquisire un piccolo boccone dopo l’altro, un sorso di ossigeno dopo l’altro in una masticazione senza fine.

Patrul Rimpoche, uno dei maestri-radice delle tradizioni tibetane pre-buddhiste Dzogchen, insegna ad addentrarsi negli anfratti della NATURA della MENTE.
MENTE e l’inglese MIND, sono nomi al singolare, invece le designazioni tibetane sono tante quante i gradini di addentramento dal piano sensibile ordinario: vedo, odo, odoro, assaporo, tocco, al piano dell’autoconsapevolezza specchiante che a sua volta si specchia in altri specchi.

Immaginate di trovarvi sul polo artico o su quello antartico e guardate da lì la Terra; poi immaginate di veleggiare sui piani alti dell’atmosfera, nella galassia e oltre ancora.

La fisica addita un multiverso senza fine.
È la MENTE a scrutarlo: MIND MATTERS, MATTER MINDS, ossia:
La Mente è MATERIA, la MATERIA è MENTE.
Come a dire:
La FORMA è VUOTO, il VUOTO è FORMA.
Siamo MATERIA e MENTE, FORMA e VUOTO.

Noi, piccole creature fragili, indifese siamo fatti della stessa MATERIA INTELLIGENTE dei maestri-radice, dei pionieri citati e di moltissimi altri ignoti. Possiamo immedesimarci nel loro cammino, facciamolo con GRATITUDINE, contando le lune trascorse nella nostra vita: Padre Sole e Sorella Luna.


Pesaro, sabato 19 giugno 2021 (h. 14 – 19) Grazia Marchianò terrà un Seminario, in presenza, per AC Mind School di Incognita, dal titolo:
… e la materia si accende di luce:come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune”.

GRAZIA MARCHIANÒ:
Tra le figure di maggiore spicco nel panorama filosofico e orientalistico internazionale, già docente di Estetica e Storia e civiltà dell’Asia orientale all’Università di Siena-Arezzo, ha praticato tecniche di meditazione shingon in un monastero buddhista a Koyasan (Giappone), e di kriya yoga nella linea del maestro indiano Paramahansa Yogananda. Moglie di Elémire Zolla, responsabile del Fondo Scritti Zolla/Marchianò, cura e analizza dal 2012 l’opera omnia dello scrittore presso Marsilio.
È co-direttore scientifico di AC MIND SCHOOL presso INCOGNITA (Pesaro).

Programma dettagliato: www.incognita.online

• NB: I posti disponibili stanno terminando.

• Segreteria di Incognita: 340.3820327


Guarda, c’è un Kibbutz!


E se, nascoste dal simbolico vessillo Greta, costretti dall’emergenza sanitaria e cavalcando il preoccupante accumulo di immondizia, scorie tossiche di allevamenti intensivi in attesa del Earth Overshoot Day, nascessero realtà alternative inquietanti al pari di Sampa?
E se queste comunità, questo collettivismo, spacciando volontariato e divisione dei beni in comune (tanto simile al reddito di cittadinanza) come alternativa green, simulassero una fittizia oasi felice mentre la casa è in fiamme?

Chi vi dovesse prender parte, guidato dall’anelito del cuore e dal romantico ideale degli anni 70, lascerebbe alle spalle il peso di mutui ed affitto, offrendo il fianco alla neanche troppo incredibile totale eliminazione della proprietà privata.
Sempre protetto sotto la campana di vetro delle pari opportunità, lentamente abbandonerebbe moti d’animo, autodeterminazione, sogni e speranze schiacciato sotto la bandiera della fantasiosa democrazia “love and peace” in un isolamento sociale e una monotona ripetitività tipica della sindrome Thunberghiana.
Figli che, al grido di Skolstrejk för klimatet, non usciranno più di casa.
Uccellini che non scapperanno mai dalla gabbia se non per ritornarci. Una falsa sicurezza e protezione scaturita dal senso di appartenenza che li ridurrebbe alla stregua di frustrati invertebrati, vittime della pressione del gruppo e intenti ad una fittizia collaborazione. Questa situazione fuori dal mondo a lungo andare potrebbe scatenare, in un popolo privo di una sana educazione etologica, episodi di schismogenesi.

Vorrei parlare sì di ecologia, ma ecologia della mente.
Il termine “schismogenesi”, coniato da Gregory Bateson negli anni trenta deriva da “skhisma” (divisione) e “genesis” (nascita, creazione) e si può applicare anche a dominii esterni alle relazioni individuali quali economia, ecologia ed evoluzione.
Con esso si identifica quell’insieme di interazioni tra individui, che dà origine a divisioni tra gruppi o individui stessi.
Condizione necessaria al suo verificarsi, è che gli individui coinvolti siano legati, per le circostanze sociali, da un interesse comune, da una reciproca dipendenza, o dallo statuto sociale.
Lo status quo è un equilibrio dinamico in cui hanno luogo dei cambiamenti.

In molti sistemi è insita una tendenza a mutamenti progressivi come la schismogenesi complementare, ovvero un rapporto tra autorità e sottomissione: questa sottomissione può incoraggiare un altro atto autoritario e richiedere a sua volta un altro atto di sottomissione.
Altro modello che contiene in sé germi di cambiamento progressivo è la schismogenesi simmetrica, ovvero la competizione.

Il dato interessante è che la schismogenesi è un circolo vizioso.
Le personalità degli individui coinvolti subiscono una distorsione che prima o poi sarà accompagnata da ostilità e da gelosia reciproca.

La distorsione ha come risultato un corrispondente sottosviluppo di altri lati della personalità. I membri di ogni gruppo notano che gli aspetti inibiti nella loro vita affettiva sono pienamente sviluppati invece nei membri del gruppo opposto. Ad esempio, l’invidia dei servi verso gli aristocratici, oppure nel caso contrario, quando gli aristocratici cominciano a detestare il proprio ethos e a desiderare la vita semplice.

Quanto più le personalità si evolvono separatamente e si specializzano, tanto più diviene difficile tener conto del punto di vista dell’altro.
L’influsso che una personalità esercita sull’altra viene allora capovolto ed i modelli di comportamento, che originariamente erano adottati nel tentativo di adattarsi reciprocamente, cedono il posto a una netta reazione contro l’altra parte. Un’espressione del disprezzo per il tipo di adattamento emotivo che la controparte è stata forzata ad adottare.
Tale stato, se non viene frenato, conduce al collasso del sistema.

Se così fosse finiremmo per sbranarci a vicenda ma, come ci racconta Phaulo il Kashmiro dalle pagine del libro La vita è uno stato mentale di Gianluca Magi: «Se non vuoi che ti venga portato via l’agnello, preoccupati prima di agguantare il lupo».

Secondo Bateson «la diversità riveste la funzione di mantenere l’equilibrio all’interno di una società o di un popolo senza una legge codificata e un’autorità stabilità che possa imporre sanzioni».
Esiste quindi una soluzione, “la reciprocità”, ovvero una configurazione compensata ed equilibrata al suo interno.

Mi auguro che il sempre più frequente “double bind” come modalità comunicativa paradossale e inevitabile, possa almeno trovare soluzioni alternative sfociando in un pensiero divergente. Ma questa forse è creatività avanzata.

Fonti:
• “Il kibbutz: l’utopia dei realisti”: https://bit.ly/33tru8l
• Gregory Bateson, Naven, Einaudi, 1988.
• Gianluca Magi, La vita è uno stato mentale, Bompiani, 2009.
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Vagabondando per le stelle con Jack London


Nel corso della nostra vita ognuno viene consapevolmente o inconsapevolmente a contatto con testi di particolare risonanza che, per la loro multidimensionalità di significato, sviluppano le loro potenzialità nel corso di un arco temporale dilatato dove gli strati dei livelli del senso assumono di volta in volta sfumature e profondità diverse rispetto alla posizione interiore dell’interlocutore e al suo stato di coscienza, tra storia collettiva e personalità individuale.
È proprio in questa prolifica variabilità che emerge la forza segnante di messaggi con simili caratteristiche che, attraverso una sofisticata macchina del tempo, si attualizzano prendendo nuova energia di significato, in perfetta sincronicità con gli accadimenti del presente e con le coscienze che alcuni soggetti riescono a sviluppare all’interno del loro contesto storico nei vari stadi della loro esistenza.

Proprio attraverso questa dimensione di conoscenza, che supera i convenzionali confini dell’esperienza, in questo ultimo periodo continua a risuonare con insistenza un testo pubblicato nel 1915 che, per sua vocazione intrinseca, tenta di superare la concezione di spazio e tempo comunemente concepita in questo piano di realtà. Stiamo parlando de Il vagabondo delle stelle (titolo originale The star Rover) di Jack London, romanzo che in questi “strani giorni” che ci troviamo ad attraversare sembra lasciare un particolare riverbero di lettura. Infatti al di là del significato più superficiale che gli viene attribuito di critica al sistema carcerario del tempo e di esposizione della dottrina della metempsicosi, si può leggere oltre le righe un sofisticato messaggio di libertà, speranza e spiritualità lasciato a conclusione di una carriera narrativa dove l’uomo, la natura e le relazioni tra di esse sono state spesso al centro dei contenuti dell’autore.

Il protagonista Darrell Standing è un carcerato di San Quentin, destinato alla pena capitale, al quale vengono applicate disumane sedute di camicia di forza come punizione per presunti crimini commessi all’interno del sistema di detenzione. Durante queste sedute punitive, più vengono strette le cinghie e più il protagonista del romanzo diviene libero, mettendo in pratica una tecnica di morte apparente del corpo appresa da un altro detenuto all’interno del carcere stesso. Sembra un paradosso ma è così. Più il corpo viene “strangolato”, più la sua mente e la sua anima si liberano iniziando un viaggio “stellare” all’interno delle sue vite passate, oltre le catene imposte, fino a giungere alla consapevolezza che vince la morte.

Il libro acquista capitolo dopo capitolo la fattezza di un manifesto di libertà, dove il confinamento della materia non riesce nulla contro i viaggi che la mente e l’anima compiono oltre la materialità del corpo, che purtroppo ad oggi sembra essere divenuto bene assoluto da dover difendere ad ogni costo, ma che nel romanzo diviene quasi impedimento alla libertà assoluta.

È per questo che la nostra quotidianità ci impone di portare la riflessione su temi che davamo per scontati come la libertà di espressione e di opinione o come la libertà di fruire dell’arte e della cultura come beni necessari alla stregua del cibo che ingeriamo per il nostro corpo, ma che nell’ultimo periodo sono state messe in discussione in nome della sicurezza biologica: per questa ragione la onnipresente narrazione dominante cerca costantemente e senza sosta di uniformarci nella prevedibilità dell’azione, del consumo e soprattutto del controllo dei desideri e delle opinioni incentrando il suo sforzo nel costruire vere e proprie “celle mentali” a cui non servono pareti fisiche per ottenere il potere assoluto sugli individui che, una volta reclusi, si autoimpongono i confini della loro prigionia.

È per questo motivo che la partita della libertà, come ci rammenda London nel suo visionario testo, oggi più che mai si è direzionata all’interno della mente di ognuno di noi ed è per questo che abbiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di rimanere vigili, per poter ancora definirci uomini, per poter ancora avere la possibilità di vagabondare tra le stelle.

• Jack London, Il vagabondo delle stelle, Trad. Stefano Manferlotti, Adelphi, 2005.
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

[Foto in copertina: Christian Riminucci]

11 tattiche della propaganda. Ai nostri giorni


Leggere questo libro è stato un tuffo nella profondità dell’anima e della psiche che poi forse non sono così separate.

Siamo diventati un popolo senza memoria e per ricordare abbiamo dovuto istituirne un giorno dedicato ad essa.
Io sono solito ricordare gli eccidi perpetrati dall’uomo durante il periodo nazista dedicandomi alla lettura di romanzi o testi che ricordano la crudeltà umana.

Quest’anno è stato pubblicato Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura di Gianluca Magi e ho pensato che fosse più utile una lettura attiva, come sempre accade coi suoi testi, anziché la solita lettura di interesse ma comunque passiva.

Da precisare che questo libro ha dovuto resistere, combattere e vincere contro mesi di censura preventiva, infatti il testo sarebbe dovuto uscire un anno fa. Soltanto grazie una piccola casa editrice (Piano B) ha potuto vedere la luce.

Questo bellissimo libro, scritto magistralmente da una mente lucida e non allineata, parte dall’analisi del personaggio di Joseph Goebbles, ministro della propaganda e braccio destro di Hitler, per arrivare ai giorni nostri dove troviamo ancora applicata la stessa metodologia di manipolazione di massa, attraverso i media, sia per un processo economico che per un processo politico.

Il volume inizia con una bellissima prefazione di Jean-Paul Fitoussi ed un aiuto alla lettura per poi raccontarci del protagonista attraverso un’analisi della sua vita e dell’ascesa al potere che fa venire i brividi, poi c’è un interludio molto poetico che serve per agganciare l’ultima parte dove viene analizzato il sistema di propaganda nazista e applicarlo ai nostri giorni.

Analisi limpida e molto lucida che se letta da una mente libera e aperta fa tremare, che però dovrebbe essere letta da tutti per poter aiutare l’avvio di un processo di risveglio.

Nell’ultima parte dedicata alle 11 tattiche della propaganda sono analizzati e descritti anche undici diversi esperimenti di psicologia sociale documentati che storicamente sono serviti per lo studio dell’efficacia degli stessi.

Gianluca Magi come sempre è intellettualmente un passo avanti e quindi consiglio la lettura e la rilettura come dovrebbe essere fatto di ogni suo testo.

Buona lettura!

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Tracce dal corpo di arcobaleno


Tracce dal corpo di arcobaleno. Per un umano interiormente ridestato.

Due Seminari della Advanced Creativity Mind School a Pesaro, presso INCOGNITA, sulle rive del mare che dal centro della penisola guarda a Oriente, assumono un nome che vuole porsi cautamente come un programma di risveglio plenario dell’UMANO sulle tracce di un mito antichissimo affiorato e coltivato nel Tibet oltre mille anni fa. Chiamato “corpo di arcobaleno” o “corpo di luce”, esso allude alla possibilità di uno spostamento della coscienza (tib. phowa) dal piano della dualità fisica e psichica a quello di una unificazione delle energie interiori simboleggiata dall’arco di tutti i colori dell’arcobaleno dopo una tempesta.

Così come la terra coi suoi deserti, oceani e montagne, la luna, il sole e gli infiniti mondi galattici attraversano tempeste e catastrofi obbedendo alle leggi del DHARMA universale, egualmente il nostro privato universo interiore generato dal connubio di Cielo e Terra, è teatro di moti e smarrimenti ricorrenti soprattutto in un tempo in cui l’UMANO deperisce a vista d’occhio e nessun rimedio estrinseco può soccorrere perché riappropriarsi dell’integrità dell’“umano’’ non può infatti che venire dall’“interno’’.

Non si riflette mai abbastanza che l’UMANO attraverso i millenni della sua presenza sulla terra, deve alla MENTE TUTTO: il limite ma anche l’ILLIMITATO, l’attaccamento a se stessi e alle cose ma anche il DISTACCO e il POTERE di non farsi soggiogare dalla paura o attenersi alla sola SPERANZA: i due compagni di viaggio che tanto spesso ci fanno incespicare.

I seminari di INCOGNITA si propongono come “incontri” non convenzionali dove chi parla e chi ascolta condivide in parti eguali il tentativo di cogliere nelle immersioni creative e cognitive dell’immaginario, in certi vagabondaggi illuminati e nei saperi non ancora del tutto spenti ai quattro capi del mondo, quell’indecifrabile linea dell’OLTRE in cui il SOVRUMANO e il POST-UMANO, figli gemelli della MENTE UNIFICATA, si passano le consegne nell’ora presente.

● Sabato 19 giugno (h. 14 – 19)
GRAZIA MARCHIANÒ
… e la materia si accende di luce: come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune
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PROGRAMMA DEL CORSO:
A mostrare l’incastro di materia e luce si sono arrovellate menti coraggiose nelle torbide acque di ogni tempo e solco culturale. In quelle recenti del Novecento la navigazione travagliata di un concerto di menti luminose ha toccato picchi di soppressione cruenta come nel caso dello scienziato e mistico russo Pavel A. Florenskij, di riconoscimento tardivo da noi del magistero sapienziale del cingalese Ananda K. Coomaraswamy, di tentata devozione isterica nei confronti del maestro indiano Jiddu Krishnamurti, di criticità e sospetto dell’entourage scientifico riguardo alle teorie quantistiche del fisico statunitense David Bohm, di determinata negligenza post-mortem in Italia nel caso dello scrittore e pensatore Elémire Zolla.
Spicca all’opposto, la condivisa deferenza sul versante sia scientifico che spirituale rivolta al XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso esiliato dal Tibet.
L’incastro di materia e luce è riuscito tuttavia a sorvolare le torbide acque del tempo in cui le vite di quei ricercatori hanno navigato facendo tracimare le loro menti luminose in opere dell’ingegno rese accessibili ai tanti, come i frequentatori di INCOGNITA, desiderosi di sfiorare la complessità delle <cose come stanno> dentro e fuori di loro.Il seminario incrocia i percorsi intellettuali dei pensatori citati e di altri esploratori dell’ignoto nel noto, uomini e donne senza paura.

GRAZIA MARCHIANÒ:
Tra le figure di maggiore spicco nel panorama filosofico e orientalistico internazionale, già docente di Estetica e Storia e civiltà dell’Asia orientale all’Università di Siena-Arezzo, Grazia Marchianò ha praticato tecniche di meditazione shingon in un monastero buddhista a Koyasan (Giappone), e di kriya yoga nella linea del maestro indiano Paramahansa Yogananda. Moglie di Elémire Zolla, responsabile del Fondo Scritti Zolla/Marchianò, cura e analizza dal 2012 l’opera omnia dello scrittore presso Marsilio.È co-direttore scientifico di AC MIND SCHOOL presso INCOGNITA.

● Domenica 20 giugno (h. 9 – 14)
ALESSANDRO SERRA
Dentro il vuoto. Teatro, gioco, sovrannaturale.


PROGRAMMA DEL CORSO:
«L’oggetto della ricerca non deve essere il sovrannaturale bensì il mondo. Il sovrannaturale è la luce: se ne facciamo un oggetto lo abbassiamo» – SIMONE WEIL

«Non c’è niente di misterioso che non diventa evidente e viceversa tutto ciò che è evidente nasconde in sé un mistero» – PAVEL FLORENSKIJ

• ATTORE
Gesto-azione-atto. Parola-canto-mantra. Presenza oscena. Videor ut video | sull’arte di essere guardati. La danza delle ossa. Memoria involontaria delle membra. Il corpo vita. Respirare incessantemente. Il coro.
• FIGURA E PERSONAGGIO
La figura. Costruzione e composizione di una figura. Il personaggio non esiste. Entelechia: raggiungere l’acme.
• SPAZIO-SCENA-LUOGO
Geometria: cerchio-triangolo-rettangolo. Dallo spazio sacro al luogo di rappresentazione.
• TEATRO E LETTERATURA
Analisi del testo. Lingua e traduzione. Il morto orale. Parole radianti. Cliché e Archetipo. Convenzione e conoscenza.
• GLI OGGETTI
Il potere degli oggetti. Oggetti requisiti e oggetti accessori. Il bio-oggetto.
• IL VUOTO
Macchie nuvole e ombre. Creare e sostenere il vuoto.
• ACUSTICA VISIVA
Suono. Ritmo. Musica.
• LA LUCE
Relazione carnale tra attore e fonti luminose.
• IMMAGINE
Drammaturgia dell’immagine: comporre e costruire la scena.

ALESSANDRO SERRA:
Pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, fondatore della Compagnia Teatropersona, i cui spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo, si forma come attore a partire dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nel solco della tradizione di Grotowski per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejerchol’d e Decroux. Integra la sua formazione teatrale con le arti marziali che pratica sin da giovanissimo. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Fondamentale, negli ultimi anni di formazione, l’incontro con Yves Lebreton e il suo metodo del Teatro Corporeo.La sua recente regia porta in scena il celebre capolavoro di Cechov “Il giardino dei ciliegi”, un omaggio allo sguardo bambino come origine di tutte le cose e luogo della rivolta permanente.N.B.: Seminari a numero chiuso.I posti disponibili sono in via d’esaurimento.

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Corpo di Arcobaleno


Nell’inviolato paradiso delle terre pure della Mente (Gokuraku jōdo 極楽浄土), in assenza di tempo e di spazio, vivono esseri luminosi.

La cosmologia buddhista li chiama Kalaviṅka (in sanscrito) o Karyōbinga (in giapponese).I loro “corpi di luce” o “corpi di arcobaleno” sono descritti con capo e braccia di Bodhisattva. Eroi della Mente illuminata che scelgono di tornare ancora. E ancora.

Il loro corpo è di fenice. Dal piumaggio iridescente. D’arcobaleno.Suonano strumenti musicali celesti. E il loro canto irraggia il cosmo intero.

Il “corpo di arcobaleno” o “corpo di luce” allude anche alla possibilità di uno spostamento della coscienza (tib. Phowa འཕོ་བ) dal piano della dualità fisica e psichica a quello di una unificazione delle energie interiori simboleggiata dall’arco di tutti i colori dell’arcobaleno dopo una tempesta.

Il maestro Katsushika Hokusai (Edo, 1760 – 1849), il vecchio pazzo per la pittura, in un surimono, xilografia a circolazione privata, regala la sua visione del corpo di luce. Che percepisce con il puro sguardo del terzo occhio. L’occhio interiore.

Con limpidezza, il pensiero indiano ci parla dell’occhio interiore.Uno dei termini sanscriti che utilizza è parokṣa. Alla lettera, «oltre l’occhio».
Si riferisce al campo di ciò che è invisibile alla coscienza ordinaria, alle immagini trans-empiriche, spirituali, archetipiche o esoteriche, adhidaivata, cioè «le immagini divine che operano nel mondo materiale». Percepite negli stati visionari. Tramite profonda meditazione. Appartengono al campo della «materia sottile». Inaccessibile all’occhio materiale.

La natura di queste immagini è estremamente fluida e mutevole. Diversamente dagli oggetti di materia grossolana illuminati dall’esterno, i corpi sottili possiedono luce propria e sono inesauribili se analizzati dal punto di vista della coscienza ordinaria in stato stato di veglia.

In India si ritiene che vi sia una reale e necessaria corrispondenza tra la fenomenologia della coscienza in stato visionario e quella in stato di veglia.In altre parole, la logica del visibile è al servizio dell’invisibile.

Si dice che quando l’occhio interiore è aperto, l’anima scopre lo stato che ascende alla Gioia.

E viceversa

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Ps.: E per l’occhio esteriore desto: domani – finalmente! – gioiose novità.

Bodhicitta. Pensiero del risveglio


SCENARI PRESENTI E FUTURI
Nell’era elettronica planetaria, immaginare che qualcosa si possa studiare isolatamente, per disgiunzione e riduzione, è futile. Eppure, è il paradigma del nostro sistema didattico (scolastico e universitario) e dello specialismo, che non fa mai piccoli errori mentre avanza verso un grande errore.

Oggi che non abbiamo più un presente unitario e coerente in cui vivere, abbiamo bisogno di una visione che giochi su: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza.
Per essere in grado di abbracciare un’armonia ricca e complessa. Come preconizzato da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane.

Le regole del gioco sono mutate. A tutto campo. La mente della nostra specie è in cambiamento. È in atto un mutamento cognitivo-sensoriale-paradigmatico. Una mente connettiva, un Hyperthinking, che consente di «pensare insieme» e di fornire risultati utilizzabili per costruire future visioni di sintesi.

Stiamo passando da una cultura formata per il telespettatore-lettore a una cultura dell’utente, dell’inter-attore.
La conoscenza sta passando dalla O alla E.
Dalla O (questo o quello) che divide e contraddice, alla E che connette, co-evolve e armonizza.
La co-evoluzione è il processo in cui le persone, le culture, le idee imparano le une dalle altre e insegnano le une alle altre.

FINALITÀ DI AC MIND SCHOOL
Nel XXI secolo è necessaria la chiave cognitiva che apra la porta della multiforme creatività del Sapiens, una creatività che, con una immaginazione poggiata sulle nuove e accreditate ricerche scientifiche, tesoreggi ‘l’intelligenza del cuore’ e ciò che si è inteso per ‘principio dell’interiorità’ in Oriente, Occidente e nei mondi indigeni, ora messi a repentaglio col decollo verso i lidi robotici. Aprendo gli occhi, senza altra gruccia che la nostra lucidità e riconoscendo nel caos un ordine incognito ma presente.

Esiste un pensiero più vasto di quello esclusivamente razionale e argomentativo.In sanscrito lo si chiama bodhicitta, ‘pensiero del risveglio’. È una finalità raggiungibile quando azione e contemplazione, pensiero e esperienza, mente e cuore si rendono complici l’uno dell’altro. Con integrità e intimità.

In questo caso la conoscenza non gretta ma coraggiosamente avanzata, si fa portatrice di un modo di essere arricchito e rinnovato, opportunamente ossigenato e nutrito evitando le slabbrature che diminuirebbero la serietà gioiosa promossa dalla Advanced Creativity Mind School.

Consiglio scientifico
prof.ssa Grazia Marchianò, prof. Gianluca Magi.

● INCOGNITA ◦ Advanced Creativity

La AC Mind School ha sede nel centro transdisciplinare “Incognita ◦ Advanced Creativity” a Pesaro, fondato da Gianluca Magi e co-diretto sin dal suo esordio da Franco Battiato.
È concepito come il successore dei Circoli letterari parigini del XVII secolo, del Cabaret Voltaire dadaista di Zurigo e del programma televisivo “Bitte, keine réclame” curato da Manio Sgalambro e da Franco Battiato che, in quattro punti cardinali, ospitava filosofia, psicologia, scienza, spiritualità e arti in una singolare sintesi non omologata, transdisciplinare e immaginativa.

La sede di “Incognita” è un piccolo vascello Space Age transdisciplinare, atterrato nel cuore antico di Pesaro. Progetto di un’idea avanzata di conoscenza nell’età planetaria.

Restate sintonizzati su questo canale: in arrivo gran belle News!

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Autodifesa psicologica


L’orientalista professore universitario Gianluca Magi ha pubblicato, il 21 gennaio 2021 un libro molto controverso e di grande successo, intitolato Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, per i tipi di Piano B.

Gianluca Magi è anche uno storico delle idee e delle religioni, amico di Franco Battiato, che ha scritto le presentazioni di alcuni suoi libri, anche ispirando il titolo del suo album “X Stratagemmi”, e conoscitore di dottrine esoteriche.

Il libro in oggetto è stato pubblicato con un ritardo clamoroso, circa un anno, poiché l’argomento è talmente scottante e pericoloso per il mondo mediatico, che la maggior parte delle case editrici, generalmente ben disposte verso tutti i libri precedenti del professore, non ha voluto compromettersi (nella rete di relazioni e verso chi comanda).

Il professore è autore di numerosi best seller di tipo divulgativo, tradotti in ben 32 Paesi, eppure questa volta ha dovuto ripiegare su una casa editrice relativamente poco nota, ma non per questo meno coraggiosa, la “Piano B”.

Una censura simile colpisce in questi mesi numerosi canali e autori.
Il libro non doveva entrare nei circuiti di promozione editoriale.

La scrittura dell’opera ha richiesto ben dieci anni di studio e ricerca su oltre trentamila pagine dei diari di Joseph Goebbels e altri documenti storici importantissimi.
Joseph Goebbels, il “Diavolo zoppo”, ministro della Propaganda nazista, sviluppò un sofisticato sistema di addomesticamento e condizionamento usato ancora oggi da coloro che guidano realmente le sorti dell’umanità. Senza che le masse ne siano consapevoli.

Il giornalista Edoardo Gagliardi ha chiesto a Gianluca Magi: «Da dove arriva la capacità manipolatoria che il potere mette in azione?»
Il professore: «Prima della pubblicazione di questo libro, era pressoché sconosciuto il fatto che le tattiche di manipolazione di Goebbels fossero usate a tutto campo dai Media Brain Trust, e nelle dinamiche propagandistiche su cui si fonda in gran parte la promozione culturale. Mancavano degli studi scientifici seri e documentati, per cui ho cercato di colmare questa lacuna».
Continua: «L’editoria è avviluppata intorno a contenuti rigidamente standardizzati creati dalla bolla autoreferenziale mainstream, che non ammette discussioni né al proprio interno né all’esterno».

È un libro di autodifesa psicologica.
Il linguista Noam Chomsky ha affermato che «l’istruzione e la conoscenza non significano solo sapere ciò che è accaduto, ma anche saper leggere i segni della storia quando la storia si ripete».
«Tutto ciò che è accaduto, dunque può accadere di nuovo», aggiunge Primo Levi.

Questo libro più unico che raro fornisce al lettore delle armi per affrontare tattiche subdole di manipolazione psicologica e sociale di quelli che possiamo definire i “padroni dell’umanità”.

Leggendo questo libro, scoprirete che queste geniali ma perverse tattiche non appartengono ad un lontano nebbioso passato, ma sono più vive che mai e attivamente usate anche oggi.

Il dottissimo Gianluca Magi ci dona le armi per smascherare e interpretare la nostra realtà «per salvarci dalla Trinità del Potere: il Male, la Stupidità e la Menzogna».

[Originariamente pubblicato su “Casiciclici”: https://bit.ly/3xLzPlA]

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Supercazzola d’autore


Due date dagli anni del terrorismo e delle leggi speciali.
Il 7 aprile 1979, giorno dell’ingiusto arresto dei dirigenti di Potere Operaio e dell’Autonomia.
Il 3 maggio del 1979, giorno del “falso arresto d’autore” . La geniale redazione del settimanale controcorrente “Il Male” inondò il paese di false testate giornalistiche sulla cui prima pagina capeggiava l’arresto di un fantastico Ugo Tognazzi: in grembiule da cucina, ammanettato, col pugno alzato e trascinato a forza dai carabinieri. L’accusa: essere il capo delle famigerate Brigate Rosse.

L’invenzione perimetrale di un universo adulterato da parte della rivista “Il Male”, per “épater la bourgeoisie”, impressionare la borghesia, fu creata per esser creduta notizia solo per poche ore, al massimo qualche giorno, per essere una rapidissima terapia narrativa e risvegliare l’attenzione come il bagliore di una stella che illumina le contraddizioni. Per trarre fuori interrogativi sullo sviluppo di “queste singolari efflorescenze dell’immaginazione collettiva”.

Ci chiediamo ancora oggi come passano per vere notizie così paradossali.
Ma quella logica della “zingarata”, dove bene e male erano solo facce della stessa medaglia, oggi ha subìto la brutale distorsione della più bieca creazione di pseudoeventi, creati su un tema caldo o un tema verosimile.
Una rete di tranelli diffusi a dismisura dai media mainstream come virus, non solo nel web, instilla, insinua dubbi irrisolvibili, crea disagio, perplessità, disorientamento, veicola notizie tendenziose o false trapelate da sedicenti «fonti anonime», subito eliminate dalla rete.
La “Orchestrazione” – IV principio tattico di manipolazione oscura – di notizie che rafforzano la rappresentazione stereotipata della realtà, oggi trova terreno fertile per attecchire, perché – come afferma Gianluca Magi – siamo entrati «nell’Era del Caos», in cui siamo tutti vittime della difficoltà di distinguere i fatti dalla loro rappresentazione.
La quantità di caos prodotta dalle società di pubbliche relazioni e/o di consulenza in outsourcing dei governi, richiede la creazione di continui pseudoeventi per condizionare i flussi dei mercati e le menti degli individui.

Una rete di tranelli pianificati a tavolino orienta l’attenzione del pubblico o promuove nuovi valori sociali o ideologici. Come vuole il luciferino VII principio tattico di Goebbels, “Trasposizione e contropropaganda”, vera «arma silenziosa per guerre tranquille».

Una notizia ben confezionata, creata dal nulla, come un trucco di prestigio che ci incanta, viene propagata con ben altra potenza di fuoco rispetto a quella assai modesta di questa pagina.
Creata dal nulla, ripresa, condivisa e diffusa come un “Contagio psichico” (VI principio tattico di manipolazione), si perde l’origine della notizia che prosegue ad essere citata nei successivi happening, nelle immagini e in ampollosi titoli-guida. Circola con la rapidità di un incendio boschivo che non si riesce più a domare.
Lo stato di paura e tensione costanti a cui è sottoposto il pubblico si occuperà poi di gettare benzina sul fuoco.
Lo dimostrò Orson Welles la sera del 30 ottobre 1938 con la sua trasmissione radiofonica sull’invasione aliena: cfr. pp. 134-138 del libro di Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”.

Nella mente del lettore, l’inondazione quotidiana di supercazzole corrompe le immagini di riferimento e porta a creare un universo interno confuso, «come se fosse Antani».«Lo credo che non capisci, farnetico!», conferma il conte Mascetti, personaggio dei tre film “Amici miei” interpretato dal grande Ugo Tognazzi.

Questo genera l’acquiescenza popolare di fronte alla narrazione manipolativa mainstream (da tanti, troppi, considerata autorevole), in mano ai pochi che ne traggono profitto.
E se chi la spara più grossa ha sempre un credito speciale, la conditio sine qua non per creare una buona falsa notizia è riconoscerne la falsità.

Durante lo scrolling, gli oramai scoglionati fruitori, privati del pensiero logico, navigano alla ricerca del male peggiore o minore da rigirare prontamente a tutti i loro conoscenti social.

Oggi non è più una burla destinata a durare poche ore, ma un temibile strumento di distrazione di massa e, al contempo, di rimozione utile a coprire le azioni fraudolente dell’èlites dominanti.
E persino questo ora è già sorpassato per lasciare come suo effetto una modalità comunicativa povera, triste, priva di complessità, unilaterale.
«Accidenti un’altra merda, ma chi l’ha scelto questo posto?», sempre il conte Mascetti.

Con il gesto di Ugo Tognazzi, la redazione di Incognita Quotidiana, contro ogni dinamica social, ha rivendicato il potere della burla che mette a nudo, che svela i retroscena, fa cadere veli ed etichette, anima l’intelligenza divergente: cuore del dissenso critico.
Quel dissenso critico che smaschera tutti gli pseudoeventi che in questi giorni le “Rapid Response Unit” stanno artificialmente mettendo in scena.

Fonti:
• “Il Male”, settimanale,7 febbraio 1978 – 5 giugno 1982.
• Gianluca Magi, 101 burle spirituali, Presentazione di Alejandro Jodorowsky, Sperling & Kupfer, 2020: https://amzn.to/32YsdOv
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 Tattiche della manipolazione oscura, Prefazione di J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Cittadinanza cinese


Gli incontri di questi ultimi mesi tra Angela Merkel e Vladimir Putin erano di fatto convocazioni del Presidente russo per far visionare alla Cancelliera tedesca tutte le prove della consegna dell’Italia alla Cina.

Angela Merkel si era precedentemente rivolta al Presidente russo per indagini e verifiche circa la neutralità dei rapporti Europa-Cina e sul ruolo in questi giocato da Ursula von der Leyen, Presidente in carica della Commissione Europea dal dicembre 2019. La Merkel non immaginava minimamente di trovarsi dinanzi a fatti in stato avanzato di attuazione. Anche Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese è stato informato sulle prove fornite da Putin.

Una mole sterminata quella dei documenti fuoriusciti dalla piattaforma russa sul Deep Web alle ore 7.00 di questa mattina e scomparsi circa un’ora dopo. Vi si trovano esplicitate le motivazioni della Blacklist di Putin che vieta l’ingresso in Russia ad esponenti dell’Unione Europea, quali il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea per i Valori e la trasparenza, e molti altri.

Dai dati in nostro possesso emerge che la digitalizzazione delle aziende private e della Pubblica Amministrazione in Italia è stata sollecitata dalla Cina per procedere al cambio di nazionalità di tutti i cittadini italiani.

Tra le misure urgenti richieste dalla Cina è stato indicato come assolutamente necessario anche il riconoscimento facciale (biometric face detection). Procedura velocizzata sia attraverso le telecamere della multinazionale cinese Hikvision, sia attraverso i termoscanner della Zhejiang Dahua Tecnology, società di Hangzhou quotata alla borsa di Shenzhen.
La prima operante nei luoghi dell’organismo di controllo chiave del nostro Paese: il palazzo di Giustizia, sede della Corte suprema di cassazione e del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma.
La seconda agisce direttamente dall’interno di Palazzo Chigi e non solo. La Zhejiang Dahua Tecnology, ha infatti da diversi anni contatti con i Musei Vaticani e il Festival del Cinema di Venezia, così come in tanti altri luoghi commerciali e in molte aziende private.
Il tecnosistema della Huawei, Oppo, Vivo, ZTE, Lenovo, TLC, Meizu e della Xiaomi, con smartphone, orologi, pc, elettrodomestici, domotica, monopattini elettrici, ecc… a completare la raccolta di tutti i dati necessari al passaggio alla cittadinanza cinese.

Tra i documenti, comparsi e subito spariti oggi dal web, anche il file audio dell’intercettazione ambientale di un ex presidente – a noi noto per le sue comunicazioni in diretta con i cittadini – e un Pubblico Ministero.
Le informazioni trapelate sono sconcertanti. Emerge anche l’effettivo ruolo svolto dal marito di una soubrette della tv italiana degli anni ’80, come se fosse Antani.
Augurandoci di ritrovare la notizia già da domani sotto i riflettori di tutti i media nazionali e di poterne seguire gli ulteriori sviluppi, rispondiamo al dovere di cronaca di anticiparla.
Perché c’è rischio che si perda l’origine temporale della sua fuoriuscita.
Per ora riportiamo solo la breve trascrizione dal lungo file audio, nelle parti in cui si ode quella voce chiaramente distinguibile:

«Si! All’inizio sembrava uno scherzo riuscire ad organizzarci […] Draghi me l’ha appoggiato, ma poi, con le cose fatte in fretta, non siamo riusciti e quando la Merkel ha girato le spalle […] Sai, all’inizio ci riuscivamo con lei grazie alla posizione di Ursula, ma poi eravamo meno distesi […] Avevamo cambiato anche […] poi qualche luce di troppo […]
Comunque adesso è tardi […] prematurata […] Se ci ritiriamo va tutto a rotoli lo stesso, comunque non salviamo neanche il salvabile, e chi glielo dice? […]
Abbiamo tirato troppo la corda […] Scappellato […] anche con Erdogan, guarda che casino! Gli ha detto: dittatore! Il bue che dà del cornuto all’asino […] mi tanto fa ridere».

Stiamo valutando se condividere l’intero file audio e i documenti che siamo riusciti a salvare prima della cancellazione dal Deep Web e rischiare così la chiusura della pagina Facebook “Gianluca Magi – Incognita“, già più volte segnalata da anonimi, memori dello scandalo innescato dai file di Snowden.
È troppo per essere sottaciuto.
Da domani avremo il quadro più completo di questa anticipazione Shock.

– Giuliana Resta


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