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Un granello di sabbia nell’ingranaggio


La piega che stanno prendendo il presente e il futuro della democrazia sono molto preoccupanti. Siamo in tanti ad essere in allarme per un futuro politico, sociale, civico, economico e psicologico che si profila terrificante.

In questo senso, considero questo mio libro di pubblica utilità.
Per scriverlo ho lavorato per cinque anni su un’importante quantità di documenti raccolta in dieci anni di ricerca. Documenti, in gran parte, in lingua tedesca, inglese e francese, inediti in Italia.

Il mio concetto di pubblica utilità e di quello delle migliaia di Lettori che dalla fine di gennaio mi hanno scritto, non coincide evidentemente con il concetto di pubblica utilità dei grandi editori – che avevano censurato preventivamente il libro (sarebbe dovuto uscire a maggio 2020) – e dei mass media mainstream – che continuano a osteggiare la conoscenza di questo saggio e a ostracizzarmi.
Da “scrittore di successo” sono passato, come per incanto, a “scrittore non gradito al sistema”.
Il che la dice lunga anche sullo stato avanzato di putrefazione della grande editoria e della totale assenza di dignità dei mass media mainstream che se ne fregano di quel che pensa la gente e dell’oggettività dei fatti.

Attenzione! Nessuno si senta al riparo.
Come il sistema ha colpito me, ha colpito anche i medici, infermieri e sanitari che obiettano, ha colpito quei pochi giornalisti che ancora sono i controllori del potere e non i controllati dal potere, ha colpito altre categorie e ne colpirà altre ancora.
Non ci sono intrugli salvifici che tengano.
Ripeto: nessuno si senta al riparo. Neppure i collaborazionisti e il lacchè del sistema. Neppure gli indifferenti. Neppure le categorie che si sentono illusoriamente protette dal sistema: quando non saranno più funzionali e strumentali al sistema, saranno soverchiate e gettate via come un paio di scarpe vecchie. Non come quelle nobilitate nel dipinto di Van Gogh.
Se non facciamo rete, resistenza e disobbedienza nessuno sarà al riparo da questa situazione coercitiva.
Se non alziamo le barricate, niente sarà come prima. E niente andrà tutto bene.

A differenza dei libri di storia o di comunicazione, questo libro non spiega cosa significò ieri la propaganda del ministro nazista Joseph Goebbels, ma spiega come e perché quella propaganda oggi “funziona”: cioè tratta la propaganda del “diavolo zoppo” del Terzo Reich come un orologio da smontare per osservare i meccanismi psicologici e comunicativi della manipolazione e gli incastri psicosociali dell’ingegneria del consenso.
Per comprendere come difendersi dalla applicazione di quella stessa propaganda oggi in vigore.

Il concetto di “pubblica utilità” di questo studio deriva dal fatto che queste undici tattiche vanno assolutamente conosciute da più persone possibili. Per avere risorse attive – strategiche, psicologiche, sociali e civiche – di difesa. Per smascherare gli scopi distruttivi della propaganda ed evitare di farsi contagiare.

Tra le migliaia di mail, commenti ai post, ai video e messaggi che mi sono giunti in questi quattro mesi, desidero riportarvi quella di un gruppo di studio di giovani. Il fatto che sono giovani, mi dà gioia e conforto:

«Nel nostro gruppo stiamo leggendo il suo libro “Goebbels. 11 Tattiche di manipolazione oscura”.
Non esagero nel dire che siamo tutti impressionati dal lavoro di ricerca e dalla semplicità di esposizione dei contenuti.
L’argomento è notevole come è notevole l’audacia nel pubblicarlo.
Non si stupisca se tale lavoro la metterà alla berlina dall’attuale sistema mediatico, il contenuto del libro mette a nudo i meccanismi e gli ingranaggi che muovono questa famelica Bestia, rendendola di fatto vulnerabile…
Una sorta di “Pillola Rossa di Matrix” che permette di vedere al di là della cortina fumogena con cui l’abile governante nasconde i suoi reali intenti. Non è poco.
Non è poco per il mainstream ma non è poco nemmeno per il comune cittadino che se dovesse aprire gli occhi di fronte a tali meccanismi si troverebbe di fronte ad un baratro senza fine».

Quando un granello di sabbia entra nell’ingranaggio, può bloccare il micidiale motore della macchina del potere e dell’asservimento.
E – recita un’antica massima di strategia bellica – «Tanti granelli di sabbia insieme formano una grande pagoda».

Conoscere è difendersi ed evolversi.
Spargete la voce. Alzate il segnale.
Sempre in alto il cuore e la mente!

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Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://bit.ly/3yGoios
È tra i saggi più letti e apprezzati nel 2021 – cinque ristampe in quattro mesi – solo grazie al passaparola dei Lettori.

Ecco come il neoliberismo opprime attraverso la paura


La tattica della “forza attraverso la paura” e la conseguente confezione di idee e azioni su misura per i mass media fu ampiamente utilizzata da Goebbels. La “sezione Nostradamus” del ministero della Propaganda è uno degli esempi di questa tattica politica ansiogena e oppressiva.
[Della diabolica e pressoché ignota “sezione Nostradamus” ideata dal diavolo zoppo della Propaganda, ne parlo a p. 51 del libro Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Piano B].

Ingigantire i fatti in modo da farli apparire come la prova di minaccia da cui dipende la sopravvivenza e la stabilità della società, l’economia, il buon costume, la morale vigente, la salute pubblica è l’obiettivo dell’VIII Principio tattico “Esagerazione calcolata e travisamento”.
È l’invisibile creazione di un universo paranoico per agire sui recessi profondi dello spirito dell’individuo, per programmarne le azioni e indirizzarne i comportamenti. La pressione che instilla paura nelle persone è il modo più facile per dominare, poiché spinge ad accettare ogni soluzione.
[…]
Il Principio tattico della Esagerazione calcolata e travisamento si rivela altresì nella messa in scena, nella regia di cui detiene il monopolio. L’evento è presentato come un coro assordante che suscita insieme orrore e ammirazione. Un coro maggioritario, ma non plebiscitario.
Oggi, per vivere, il potere neoliberale ha bisogno di incutere risentimento, rabbia, odio e, per conseguenza, seminare paura, mostrare che la maggioranza dei buoni non è del tutto al riparo dal pericolo: se tutti sono favorevoli, il terrore perde ragione d’essere.
Laddove l’Autorità non disponga di un coro maggioritario, sfrutterà la paura e la rabbia che covano nella società per dirottarle, in modo accelerato, dalle vere cause del malessere verso bersagli più vulnerabili. Libererà le forze della mobilitazione popolare in modo autodistruttivo – contro i suoi stessi interessi – per danneggiarla il più possibile, per spingere a un’intelligenza depressa degli individui e delle collettività politiche: odio e attacchi reciproci, deterioramento delle relazioni sociali, restringimento in se stessi in una quarantena dello spirito, desolidarizzazione, impossibilità di reale dialogo e confronto, rabbia indiscriminata e generalizzata, mutua diffidenza, di cui la dimostrazione quotidiana evidente è la Tv, il telegiornalismo di Stato, talk show e social network. …

Estratto da:
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Vagabondando per le stelle con Jack London


Nel corso della nostra vita ognuno viene consapevolmente o inconsapevolmente a contatto con testi di particolare risonanza che, per la loro multidimensionalità di significato, sviluppano le loro potenzialità nel corso di un arco temporale dilatato dove gli strati dei livelli del senso assumono di volta in volta sfumature e profondità diverse rispetto alla posizione interiore dell’interlocutore e al suo stato di coscienza, tra storia collettiva e personalità individuale.
È proprio in questa prolifica variabilità che emerge la forza segnante di messaggi con simili caratteristiche che, attraverso una sofisticata macchina del tempo, si attualizzano prendendo nuova energia di significato, in perfetta sincronicità con gli accadimenti del presente e con le coscienze che alcuni soggetti riescono a sviluppare all’interno del loro contesto storico nei vari stadi della loro esistenza.

Proprio attraverso questa dimensione di conoscenza, che supera i convenzionali confini dell’esperienza, in questo ultimo periodo continua a risuonare con insistenza un testo pubblicato nel 1915 che, per sua vocazione intrinseca, tenta di superare la concezione di spazio e tempo comunemente concepita in questo piano di realtà. Stiamo parlando de Il vagabondo delle stelle (titolo originale The star Rover) di Jack London, romanzo che in questi “strani giorni” che ci troviamo ad attraversare sembra lasciare un particolare riverbero di lettura. Infatti al di là del significato più superficiale che gli viene attribuito di critica al sistema carcerario del tempo e di esposizione della dottrina della metempsicosi, si può leggere oltre le righe un sofisticato messaggio di libertà, speranza e spiritualità lasciato a conclusione di una carriera narrativa dove l’uomo, la natura e le relazioni tra di esse sono state spesso al centro dei contenuti dell’autore.

Il protagonista Darrell Standing è un carcerato di San Quentin, destinato alla pena capitale, al quale vengono applicate disumane sedute di camicia di forza come punizione per presunti crimini commessi all’interno del sistema di detenzione. Durante queste sedute punitive, più vengono strette le cinghie e più il protagonista del romanzo diviene libero, mettendo in pratica una tecnica di morte apparente del corpo appresa da un altro detenuto all’interno del carcere stesso. Sembra un paradosso ma è così. Più il corpo viene “strangolato”, più la sua mente e la sua anima si liberano iniziando un viaggio “stellare” all’interno delle sue vite passate, oltre le catene imposte, fino a giungere alla consapevolezza che vince la morte.

Il libro acquista capitolo dopo capitolo la fattezza di un manifesto di libertà, dove il confinamento della materia non riesce nulla contro i viaggi che la mente e l’anima compiono oltre la materialità del corpo, che purtroppo ad oggi sembra essere divenuto bene assoluto da dover difendere ad ogni costo, ma che nel romanzo diviene quasi impedimento alla libertà assoluta.

È per questo che la nostra quotidianità ci impone di portare la riflessione su temi che davamo per scontati come la libertà di espressione e di opinione o come la libertà di fruire dell’arte e della cultura come beni necessari alla stregua del cibo che ingeriamo per il nostro corpo, ma che nell’ultimo periodo sono state messe in discussione in nome della sicurezza biologica: per questa ragione la onnipresente narrazione dominante cerca costantemente e senza sosta di uniformarci nella prevedibilità dell’azione, del consumo e soprattutto del controllo dei desideri e delle opinioni incentrando il suo sforzo nel costruire vere e proprie “celle mentali” a cui non servono pareti fisiche per ottenere il potere assoluto sugli individui che, una volta reclusi, si autoimpongono i confini della loro prigionia.

È per questo motivo che la partita della libertà, come ci rammenda London nel suo visionario testo, oggi più che mai si è direzionata all’interno della mente di ognuno di noi ed è per questo che abbiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di rimanere vigili, per poter ancora definirci uomini, per poter ancora avere la possibilità di vagabondare tra le stelle.

• Jack London, Il vagabondo delle stelle, Trad. Stefano Manferlotti, Adelphi, 2005.
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

[Foto in copertina: Christian Riminucci]

11 tattiche della propaganda. Ai nostri giorni


Leggere questo libro è stato un tuffo nella profondità dell’anima e della psiche che poi forse non sono così separate.

Siamo diventati un popolo senza memoria e per ricordare abbiamo dovuto istituirne un giorno dedicato ad essa.
Io sono solito ricordare gli eccidi perpetrati dall’uomo durante il periodo nazista dedicandomi alla lettura di romanzi o testi che ricordano la crudeltà umana.

Quest’anno è stato pubblicato Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura di Gianluca Magi e ho pensato che fosse più utile una lettura attiva, come sempre accade coi suoi testi, anziché la solita lettura di interesse ma comunque passiva.

Da precisare che questo libro ha dovuto resistere, combattere e vincere contro mesi di censura preventiva, infatti il testo sarebbe dovuto uscire un anno fa. Soltanto grazie una piccola casa editrice (Piano B) ha potuto vedere la luce.

Questo bellissimo libro, scritto magistralmente da una mente lucida e non allineata, parte dall’analisi del personaggio di Joseph Goebbles, ministro della propaganda e braccio destro di Hitler, per arrivare ai giorni nostri dove troviamo ancora applicata la stessa metodologia di manipolazione di massa, attraverso i media, sia per un processo economico che per un processo politico.

Il volume inizia con una bellissima prefazione di Jean-Paul Fitoussi ed un aiuto alla lettura per poi raccontarci del protagonista attraverso un’analisi della sua vita e dell’ascesa al potere che fa venire i brividi, poi c’è un interludio molto poetico che serve per agganciare l’ultima parte dove viene analizzato il sistema di propaganda nazista e applicarlo ai nostri giorni.

Analisi limpida e molto lucida che se letta da una mente libera e aperta fa tremare, che però dovrebbe essere letta da tutti per poter aiutare l’avvio di un processo di risveglio.

Nell’ultima parte dedicata alle 11 tattiche della propaganda sono analizzati e descritti anche undici diversi esperimenti di psicologia sociale documentati che storicamente sono serviti per lo studio dell’efficacia degli stessi.

Gianluca Magi come sempre è intellettualmente un passo avanti e quindi consiglio la lettura e la rilettura come dovrebbe essere fatto di ogni suo testo.

Buona lettura!

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Autodifesa psicologica


L’orientalista professore universitario Gianluca Magi ha pubblicato, il 21 gennaio 2021 un libro molto controverso e di grande successo, intitolato Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, per i tipi di Piano B.

Gianluca Magi è anche uno storico delle idee e delle religioni, amico di Franco Battiato, che ha scritto le presentazioni di alcuni suoi libri, anche ispirando il titolo del suo album “X Stratagemmi”, e conoscitore di dottrine esoteriche.

Il libro in oggetto è stato pubblicato con un ritardo clamoroso, circa un anno, poiché l’argomento è talmente scottante e pericoloso per il mondo mediatico, che la maggior parte delle case editrici, generalmente ben disposte verso tutti i libri precedenti del professore, non ha voluto compromettersi (nella rete di relazioni e verso chi comanda).

Il professore è autore di numerosi best seller di tipo divulgativo, tradotti in ben 32 Paesi, eppure questa volta ha dovuto ripiegare su una casa editrice relativamente poco nota, ma non per questo meno coraggiosa, la “Piano B”.

Una censura simile colpisce in questi mesi numerosi canali e autori.
Il libro non doveva entrare nei circuiti di promozione editoriale.

La scrittura dell’opera ha richiesto ben dieci anni di studio e ricerca su oltre trentamila pagine dei diari di Joseph Goebbels e altri documenti storici importantissimi.
Joseph Goebbels, il “Diavolo zoppo”, ministro della Propaganda nazista, sviluppò un sofisticato sistema di addomesticamento e condizionamento usato ancora oggi da coloro che guidano realmente le sorti dell’umanità. Senza che le masse ne siano consapevoli.

Il giornalista Edoardo Gagliardi ha chiesto a Gianluca Magi: «Da dove arriva la capacità manipolatoria che il potere mette in azione?»
Il professore: «Prima della pubblicazione di questo libro, era pressoché sconosciuto il fatto che le tattiche di manipolazione di Goebbels fossero usate a tutto campo dai Media Brain Trust, e nelle dinamiche propagandistiche su cui si fonda in gran parte la promozione culturale. Mancavano degli studi scientifici seri e documentati, per cui ho cercato di colmare questa lacuna».
Continua: «L’editoria è avviluppata intorno a contenuti rigidamente standardizzati creati dalla bolla autoreferenziale mainstream, che non ammette discussioni né al proprio interno né all’esterno».

È un libro di autodifesa psicologica.
Il linguista Noam Chomsky ha affermato che «l’istruzione e la conoscenza non significano solo sapere ciò che è accaduto, ma anche saper leggere i segni della storia quando la storia si ripete».
«Tutto ciò che è accaduto, dunque può accadere di nuovo», aggiunge Primo Levi.

Questo libro più unico che raro fornisce al lettore delle armi per affrontare tattiche subdole di manipolazione psicologica e sociale di quelli che possiamo definire i “padroni dell’umanità”.

Leggendo questo libro, scoprirete che queste geniali ma perverse tattiche non appartengono ad un lontano nebbioso passato, ma sono più vive che mai e attivamente usate anche oggi.

Il dottissimo Gianluca Magi ci dona le armi per smascherare e interpretare la nostra realtà «per salvarci dalla Trinità del Potere: il Male, la Stupidità e la Menzogna».

[Originariamente pubblicato su “Casiciclici”: https://bit.ly/3xLzPlA]

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Il mostro è accanto a noi


Intervista in diretta radio a Gianluca Magi sul libro: “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
Ecco come rivive la propaganda del Diavolo zoppo in mezzo a giornalisti, influencer, personaggi della cultura e dello spettacolo che tacciono davanti ai ripetuti attentati alla democrazia.

Dalla manipolazione della comunicazione al male istituzionale


Gianluca Magi è uno scrittore nato a Pesaro nel 1970, che si è specializzato nello studio delle filosofie orientali e della storia delle religioni. Ha insegnato Storia delle religioni in Cina e Storia della filosofia all’Università di Urbino (https://it.wikipedia.org/wiki/Gianluca_Magi).
Joseph Goebbels è stato un giornalista tedesco e il ministro della Propaganda del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori di Hitler, e si è suicidato il primo maggio 1945, poco dopo Hitler, all’interno del bunker di Berlino (https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Goebbels).

Questo saggio molto originale ha richiesto ben dieci anni lavoro, per sintetizzare in maniera magistrale le oltre trentamila pagine dei diari di Goebbels (dal 1923 al 1945), e le vaste pubblicazioni internazionali relative alla sua figura politica. E veniamo subito al cuore della questione: la volontà di potenza e l’arte dell’inganno sono due i mestieri maschili più antichi del mondo. Però la gestione della manipolazione della comunicazione è una questione molto recente. Goebbels confessò al giornalista americano Karl von Wiegand di ispirarsi al famoso pubblicitario Edward L. Bernays (nipote di Sigmund Freud). Questi due personaggi furono i primi due spin doctor della storia, cioè i primi grandi esperti di comunicazione che lavorarono al servizio di uomini politici di primo piano (https://www.agoravox.it/Bernays-le-pubbliche-relazioni-e.html).

Un manipolatore della comunicazione agisce sulle emozioni proponendo una qualsiasi idea o ideologia come una questione di fede. I contenuti realistici sono molto ridotti o assenti, e si lavora sulle immagini mentali primarie, molto vicine agli archetipi culturali della popolazione di riferimento (la famiglia, le radici territoriali della patria, gli antenati, eccetera). Il pensiero critico deve essere evitato e ostacolato con il silenzio forzato. In un certo senso fare propaganda è una cosa relativamente facile, che si basa sul narcisismo individuale e sociale (nazionalismo). In realtà “è molto più facile ingannare la gente, che convincerla di essere stata ingannata” (Mark Twain).

In ogni persona esiste una pulsione sociale più o meno gregaria, e “la maggior parte della gente è terribilmente a disagio a meno che non segua la stessa linea dei propri simili” (p. 90). L’angoscia umana di sentirsi esclusi è probabilmente la paura più perturbante dopo quella della morte. Del resto un proverbio arabo afferma che “La vittoria si ottiene non contando quanti ne hai uccisi, ma quanti ne hai spaventati” (p. 148). In estrema sintesi il cuore della propaganda si può sintetizzare con queste parole di Erich Fromm: “Un’illusione condivisa da tutti diventa realtà” (p. 151).

Le parole che rappresentano meglio gli undici principi tattici di Goebbels sono le seguenti: semplificazione (creare un solo nemico), deresponsabilizzazione, verosimiglianza, orchestrazione, esagerazione, travisamento, distrazione, trasposizione, contropropaganda, silenziamento, ripetizione, unanimità (apparente), inondazione, celebrazione dell’autorità e creazione di una realtà pilotata attraverso l’infodemia da sovraccarico di notizie vere, dubbie e false.

Comunque l’esempio più rappresentativo della propaganda nazista fu quello che fece scatenare la Seconda Guerra Mondiale. “Per incolpare la Polonia dello scoppio delle ostilità, la dirigenza nazista fa inscenare dalle SS un falso attacco polacco alle linee difensive tedesche… per tutta la durata delle operazioni belliche la campagna propagandistica non farà mai pronunciare ai quotidiani tedeschi l’espressione “guerra alla Polonia”, bensì “risposta al fuoco polacco” (la Polonia viene occupata in poco più di un mese). Per Goebbels la semplicità di stampo popolare era fondamentale, l’intuito era molto importante e la sintesi era più potente dell’analisi (p. 120).

Invece una forma di propaganda molto utilizzata ai giorni nostri è quella basata sulla verosimiglianza scientifica e sulla manipolazione dei dati statistici, che “consiste nel far credere che questi dati supportino una certa verità o interpretazione della verità quando invece la verità è un’altra, oppure ci sono altre dieci interpretazioni legittime alla luce di quegli stessi dati” (p. 166). Ogni realtà umana è soggetta a numerose interpretazioni e la vera scienza si crea con il confronto trasparente e leale tra i vari punti di vista. Purtroppo questa cosa non sta accadendo a livello mediatico e politico quando si parla dei vari fenomeni legati all’attuale emergenza sanitaria.

Oggi il potere della propaganda si riflette nelle grandi manipolazioni finanziarie, mediatiche e accademiche. Da moltissimi anni la propaganda pubblicitaria e politica ha condizionato i nostri modelli comportamentali, trasformando i cittadini in consumatori passivi, nei piccoli ingranaggi di un vasto sistema commerciale. Ogni lavoratore dipendente dipende dagli ordini di una persona collocata in un livello gerarchico superiore. Chi è al livello inferiore in molti casi non conosce gli scopi reali di quello che esegue. A volte li può intuire, ma fa finta di non sentire e di non vedere (e si tappa la bocca). Ogni lavoratore indipendente è costretto a seguire le leggi economiche di un mercato avariato e pilotato a livello finanziario e a livello politico (nazionale e internazionale).

Naturalmente gli innumerevoli condizionamenti finanziari e commerciali riguardano anche il mondo sanitario: “La globalizzazione dell’intelligence sul consumatore [anche farmacologico] richiede una combinazione di fortuna, furbizia e forza bruta” (William Davies, L’industria della felicità. Come la politica e le grandi imprese ci vendono il benessere, p. 178). I capi delle grandi multinazionali conoscono benissimo la legge delle Finestre di Overton, con le sei tappe di comunicazione e di persuasione che permettono di “introdurre idee e fatti sociali non ancora accettati dalla società” (p. 102). L’ingegneria sociale è l’apice della nuova burocrazia. Le cose prima impensabili diventano radicali, poi accettabili, poi ragionevoli, poi diffuse, infine legalizzate.

Oggi ci stanno addestrando come si addestrano i cani. Il vero scopo progettuale del coprifuoco è quello di renderci dipendenti dalle certificazioni burocratiche statali e dalle varie autorizzazioni. La coerenza comportamentale e le verità scientifiche sono le ultime cose che interessano a chi gestisce le leve del potere. L’obbedienza totalmente acritica è il necessario preludio al nuovo regime di libertà limitata, condizionata e vigilata. Ai politici che hanno svenduto i diritti fondamentali dei cittadini ricordo queste parole di Abraham Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. 

Possiamo ancora difendere la Libertà insieme ai veri avvocati e ai veri magistrati. “L’educazione predispone alla libertà. La libertà, come tutte le cose umane, funziona validamente solo in un contesto di abitudini acquisite” (p. 12). Il coprifuoco serve a eliminare l’abitudine più indigesta ai potenti. Nei secoli scorsi in molti paesi i servi della gleba e i lavoratori agricoli, fissi o stagionali, dopo aver lavorato, venivano rinchiusi all’interno delle case coloniche, dal tramonto fino all’alba.

Comunque Gianluca Magi riesce ad attualizzare lo studio della propaganda, creando un piccolo manuale molto chiaro, fluido e snello, che può garantire una buona predisposizione all’autodifesa psicologica (vengono citati molti film e le principali ricerche della psicologia sociale che esemplificano come agiscono gli undici principi della manipolazione più o meno oscura).

Infine dedico quattro righe ai capi della propaganda dei nostri giorni: voi volete fare in modo che esistano solo le vostre parole. Così noi non possiamo usare le nostre parole per descrivere quello che sentiamo e quello che vediamo. Qualcuno ci vuole come clienti addomesticati e vaccinati dalla culla alla tomba. Qualcuno è nato libero e vuole morire libero. Chi vivrà vedrà, chi vincerà.
 
Gianluca Magi è stato tradotto nelle principali lingue di tutto il mondo. Per avere una panoramica delle sue pubblicazioni vi lascio questo link: www.ibs.it/libri/autori/gianluca-magi (Rizzoli, Einaudi, Sperling, eccetera). Per ascoltare due interviste molto approfondite sul suo ultimo libro: https://www.byoblu.com/2021/04/07/goebbels-e-le-11-tattiche-di-manipolazione-oscura-spiegati-da-gianluca-magi; https://www.fcom.it/tag/gianluca-magi (con Beatrice Silenzi). Per altri approfondimenti: https://www.youtube.com/watch?v=D4RyWpl95ik, http://incognita.online; https://giocodelleroe.wordpress.com. Per trovare alcuni riferimenti a due delle più importanti ricerche psicosociali citate nel libro: https://www.agoravox.it/La-nazione-delle-piante-e-le.html (naturalmente in fondo al breve saggio di Magi troverete una bibliografia molto approfondita).

Nota spirituale – “In futuro, elimineremo l’anima con la medicina. Con il pretesto di un ‘punto di vista scientifico’, ci sarà un vaccino con il quale il corpo umano verrà trattato il prima possibile direttamente alla nascita, in modo che l’essere umano non può sviluppare il pieno pensiero dell’esistenza, dell’anima e dello Spirito.” (Rudolf Steiner). In realtà le anime si annullano in prima battuta con il pensiero unico: https://www.youtube.com/watch?v=DS9pIqRhuR0 (Giulietto Chiesa, dicembre 2019, morto il 26 aprile 2020, in modo poco sospetto, in una data molto sospetta; https://www.youtube.com/watch?v=jo70OwJ9IwQ). Per fortuna l’esistenza è un fenomeno strano e “la consapevolezza cresce di più perdendo un’illusione che ritrovando una verità” (p. 116). Quando i decreti leggi vanno contro i diritti umani inizia la prima resistenza civile: https://rumble.com/vfw26n-aprite-tutti.html (Rosanna Spatari, la barista attivista di Chivasso).

Nota storica – Su circa cinquantamila direttive inviate da Goebbels alla stampa, il 25 per cento erano istruzioni di silenziamento tramite la censura o una distrazione: “Nel 1935, mentre la persecuzione antisemita scandalizzava l’opinione straniera, Goebbels lanciò sulla stampa tedesca e internazionale una campagna contro la persecuzione inglese dei cattolici irlandesi e contro la loro crudeltà in India” (p. 157).

Nota personale – Per capire meglio un fatto fondamentale della Seconda Guerra Mondiale, vi lascio un link a un documentario lampo di sette minuti sulla morte poco documentata di Mussolini, https://www.youtube.com/watch?v=W_EfnL6-GCM. Poi vi lascio un secondo link, con un altro video con diverse testimonianze: https://www.youtube.com/watch?v=Su9maP5exRM (autore: http://www.larchivio.com/xoom/enzocicchino.htm). E una domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto i discendenti delle grandi famiglie industriali che hanno finanziato, che anno assecondato, e che hanno guadagnato con le due principali dittature europee?
Nota aforistica – “Il potere corrompe e il potere assoluto corrompe in modo assoluto. Gli uomini di potere sono quasi sempre malvagi” (Lord Acton); “Tutto per noi e niente agli altri” (il motto dei padroni del mondo secondo Adam Smith); “La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità” (Goebbels); “Noi governiamo con l’amore, non con la baionetta” (Goebbels); Ripetete una menzogna mille volte e diventerà una verità (attribuita a Goebbels); “Tutto ciò che è accaduto, dunque può accadere di nuovo” (Primo Levi, internato ebreo e scrittore italiano).

Nota tombale – Di solito, chi non viene ingannato, e ha potere mediatico, viene eliminato (con la censura o la morte): https://vcomevittoria.it/covid-19-il-killer-dei-capi-africani (Dr. Leopoldo Salmaso). Comunque consiglio un breve corso di autodifesa dalla propaganda (36 minuti): https://www.luogocomune.net/27-media/5748-piccolo-corso-di-autodifesa-dalla-propaganda (Riccardo Pizzirani, http://www.911truth.it). Infine consiglio una serie di articoli molto interessanti sui probabili scenari futuri: http://www.lintellettualedissidente.it/author/federico-nicola-pecchini.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

[Originariamente pubblicato su “AgoraVox”: https://bit.ly/3dQqGAm]

Oggi è un 25 aprile che ricorderò per sempre


Questo per me è un 25 aprile particolare, che ricorderò per sempre.
E per due motivi.

La mia nuova casa è in via Tasso, a due passi da quello che fu un centro del Male a Roma. Al civico 145 c’era il quartier generale nazista.
Gli anziani di Roma hanno ancora timore nel pronunciare il nome della strada. Alcuni lo dicono sottovoce, come per correre via e mettersi alle spalle quei ricordi terribili e dolorosi.
Un tempo dire: “L’hanno portato a via Tasso”, equivaleva a dare un annuncio di morte. Significava evocare orrende torture e una spietata persecuzione per chi fosse ebreo o per chi avesse aiutato gli ebrei.
Oggi quel luogo nero è il Museo Storico della Liberazione. Ci sono ancora gli spazi dove le SS interrogavano i detenuti, le finestre murate per non far scorgere all’esterno l’orrore di quelle stanze chiuse.
Molti sono usciti freddi da lì. Altri hanno trovato la morte appena fuori. In pochi hanno potuto raccontare cosa avveniva tra quelle mura.Andare a vivere proprio lì per me ha un significato importante. Ogni giorno passerò davanti a quel civico e ricorderò che il Male si può e si deve battere. Sempre!

Il secondo motivo per cui questo 25 aprile per me è particolare è la pubblicazione di un libro che ho seguito passo dopo passo, parola dopo parola, quando ancora non era stato scritto. Un libro che racconta e dimostra quanto il nazismo sia riuscito a sopravvivere alla sua fine storica.
Sto parlando del saggio Goebbels. 11 tecniche di manipolazione oscura di Gianluca Magi.
In questo 25 aprile di lotta per una Liberazione che tarda ad arrivare, come la Primavera nella splendida canzone di Battiato, voglio postare qui la recensione che avevo scritto a fine gennaio, in occasione dell’uscita del libro.
Per motivi che tuttora mi sono oscuri, non è mai stata pubblicata sulla rivista su cui doveva uscire, nel primo giorno della diffusione del libro.
La metto qui. Non ho cambiato il riferimento temporale, anche se quell’ “oggi” risale al 21 gennaio scorso.
E’ uno dei miei (tanti) modi per continuare a lottare.
Sempre.
Buon 25 aprile!

GOEBBELS. 11 TATTICHE DI MANIPOLAZIONE OSCURA.

Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera, diceva Johann Wolfgang Goethe.

E mai come in questi tempi apparentemente trasparenti, dove ogni cosa può in teoria essere verificata in controluce nel mare magnum della rete, mai come in questi tempi apparentemente luminosi, le ombre si addensano nere sopra di noi.

E’ uscito oggi, dopo una censura di diversi mesi, il nuovo libro di Gianluca Magi:

Goebbels. 11 Tattiche di manipolazione oscura (edizioni Piano B).

Una censura che ha fatto volare le prevendite. Il libro è già alla seconda ristampa in preordine, prima ancora di arrivare sugli scaffali delle librerie. Un testo tagliente e intelligente, quello di Magi, filosofo, orientalista e già autore di best seller, che per la prima volta ha trovato chiuse le porte delle principali case editrici italiane, che in precedenza lo avevano largamente corteggiato.

Il tema è scottante. La copertina con Goebbels che sorride con un mazzo di fiori in mano fa accapponare la pelle. Le grandi case editrici hanno forse temuto l’ira funesta del mainstream, il giudizio dei critici a comando, schierati, schiavi di qualcuno che pensa per loro e al posto loro.

“E’ una strana avventura scrivere la prefazione di un libro su Goebbels”, dice Jean-Paul Fitoussi, che ha curato la potente presentazione del testo. Tra i perversi narcisisti Goebbels occupa un posto unico, quello del grande manipolatore. Rimarrà un mistero, dice il grande economista francese, come un bastardo come lui riuscì a innamorarsi di due persone, sua madre e Hitler.

Lungi dall’essere una celebrazione del “gran bastardo”, il libro di Gianluca Magi cala il deus ex machina della propaganda hitleriana nei giorni nostri. Oggi, se pensiamo ai malefici metodi di Joseph Goebbels potremmo credere che appartengano a un passato ormai tramontato, ma non è così. I metodi della propaganda nazista, i suoi sistemi e le sue metodologie di manipolazione dell’opinione pubblica sono di un’attualità impressionante, per il modo scientifico con cui da decenni il regime mediatico del mondo occidentale li sta implacabilmente utilizzando, a beneficio delle élites che governano il mondo, e a discapito di chi si illude di essere libero, ma libero non è.

Le dittature sono fondate sulla paura e sul terrore – scrive sempre Fitoussi – e le 11 tattiche di manipolazione oscura hanno un peso relativo rispetto a quello della paura. Per dirla in altri termini, l’arma del terrore accresce notevolmente l’efficacia di qualsiasi impresa di manipolazione.

Gianluca Magi fa calare il lettore nelle 11 tattiche di manipolazione oscura, che sono princìpi semplici, lineari, proprio perché diretti alle masse. Per farlo ha costruito un testo a mosaico, che consente a chi legge di immergersi nel libro allo stesso modo di come si naviga sul web. A ogni principio tattico segue un commento, che ne condensa il senso, a cui si aggiunge una spiegazione, che fa emergere alcuni possibili significati. Il tutto è poi corredato da un esempio di esperimento psicosociale, che attesta la validità (e la piena funzionalità) del principio tattico di Goebbels.

Leggere questo libro è come immergersi nelle acque profonde di un abisso oscuro. Si tocca la paura, ci si addentra nella tenebra, e si riemerge inseguendo la luce della libertà, che è una strada, un percorso, un’attitudine, che non può essere insegnata.

Il pensiero unico, la scelta di un capro espiatorio, l’unificazione del messaggio attraverso un abile uso dei media, sono prassi comune in ogni dittatura, di ieri e di oggi. In questa nostra epoca di apparenti libertà, dove la censura del pensiero unico e buono regna sovrana, la lettura di questo libro fa intravedere una speranza, per liberarsi definitivamente non solo da Goebbels, ma anche dai suoi feroci princìpi, che continuano a oscurare le menti anche nell’era 2.0.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Il Giudizio in una stanza


Da sempre in casa mia il cattolicesimo è così ben radicato che se potessi sezionarne le pareti troverei corone di spine a sorreggerle.
Ogni abitazione costruita a metà del secolo scorso aveva una stanza/salotto sempre chiusa dedicata all’accoglienza degli ospiti (che puntualmente non arrivavano mai). Quella della mia residenza, sono sicuro, è stata progettata appositamente per ricevere il portatore del tanto sofferto ma auspicato Giudizio Universale.
In famiglia, la necessità di avere regole ferree di educazione ed un comportamento retto sul sacrificio e il “timor di Dio”, soprattutto all’apparenza, era e rimane lo scheletro del buon cattolico.

Considerando che orientamenti religiosi determinano sempre gusti politici, ritengo essere questi i motivi che anni or sono regalarono a mio nonno una fiducia nelle istituzioni, poi tramandata, paragonabile a quella canina verso il padrone. Così profonda da indirizzare le sue preferenze governative a favore di quell’egocentrico e marmoreo urlatore di Predappio, soprattutto dopo che nel 1928 – con l’articolo 43 dei Patti Lateranensi – salvò l’Azione Cattolica dall’estinzione.

Dopo la fine del fascismo, il grande fratello fu la Democrazia Cristiana. Essa incarnava perfettamente quel perverso connubio Stato-Chiesa, ideale sistema linfatico famigliare. Il suo sguardo era così persistente che da un’immagine satellitare la mia casa avrebbe avuto le orecchie a sventola. Ma la stanza per gli ospiti restava ancora disabitata.

Solo negli anni 90 si palesò l’ombra dell’ospite ideale, quando il carismatico sorriso di quell’imprenditore milanese, che già tanto lavoro aveva dato agli italiani, seppellì le reliquie di un ormai cadaverica DC. Se solo fosse stato padrone di una squadra di calcio differente, avrebbe incarnato il messaggero perfetto del Giudizio Universale.

Figuratevi che tragedia quando si scoprì che chiuso fra le mura di Arcore, divenuto nel frattempo il paradiso terrestre, invece di incidere sulla pietra nuove norme di condotta democratica, erano praticati costanti rituali della primitiva e subumana arte del “Bunga Bunga”.

Dopo decenni la struttura architettonica del cattolico meritevole sorretta dal matrimonio fra Istituzione e Clero sparì dal radar famigliare. Con essa si richiuse la finestra del salotto, ed il buio ripiombò nella stanza.

Oggi, con la popolarità cattolica ridotta ai minimi storici e un’incapacità politica priva di ideali, che da tempo ha superato il limite di sopportazione, trovo naturale il senso di frustrazione e disorientamento dei miei genitori (e di molti devoti religiosi di terza età). Sul viale del tramonto, l’ipotetico supporto morale – fornito loro tramite pseudospiritualità e Istituzione – utile ad addolcirgli il passaggio a nuova vita (tanto guadagnata a suon di sacrifici) si è dissolto piano piano.

Il terremoto planetario scaturito dal virus del secolo, non ha fatto altro che enfatizzare questo dramma. Perché di una cosa occorre dare merito al nuovo male: ha ricordato all’uomo che da un momento all’altro può lasciare questa realtà e gli ha mostrato la sua recondita incapacità ad accettarlo.

Che poi sia diventata l’unica causa di morte, non è certo colpa sua. Di questo possiamo ringraziare la propaganda di “Semplificazione e nemico unico”, orchestrata a regola d’arte dai narratori sopracitati. “Scegliere un avversario e insistere sull’idea che sia lui la fonte di tutti i mali”*.
Una diabolica tattica degna del più accattivante Giudizio Universale.

Da qualche mese però la finestra del salotto è spesso aperta e il locale ben areato. Non so se i miei cari abbiano rinunciato ad attendere l’invitato o annusato che il Messia è già passato.
Quel che conta è che per ora la stanza è illuminata.

* “Semplificazione e nemico unico” è il primo Principio tattico di manipolazione individuato da Gianluca Magi nella propaganda di Joseph Goebbels.
Vedi: Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021, pp. 77-86: https://amzn.to/3umkWUn

La paura super-arma di qualunque manipolazione


Qualche anno fa, non solo in Germania, ha destato enorme scalpore l’uscita di Lui è tornato, il romanzo paradossale del giornalista Timur Vermes. L’idea da cui nasce il plot è semplice e geniale: la scoperta (ovviamente immaginaria) che Adolf Hitler non è realmente morto, e anzi si è risvegliato – sempre uguale a sé stesso, e però in un mondo totalmente cambiato – nella Berlino del 2011.

Così, il romanzo risulta tutto giocato sul filo del rasoio: Vermes si immedesima perfettamente nel mondo di ragionare di Hitler, alle prese con novità “intollerabili” (una per tutte: una Germania inspiegabilmente piena di turchi!), e quindi impietoso e svelto nel giudicare la classe politica ora al potere (“mascalzoni di basso livello”). Nel gioco di specchi costruito da Vermes, l’autore ottiene effetti irresistibilmente comici, ma non rinuncia a rendere la ferocia ideologica e la convinzione fanatica di Hitler, tuttora determinato a condurre in porto la sua missione storica. Insomma, il registro è leggero, ma non c’è alcuna scivolata giustificazionista.

Piano piano, però, la cosa si fa più seria. Hitler è proprio Hitler, lo dichiara esplicitamente, lo proclama: eppure, nessuno gli crede. Lo considerano un imitatore, un comico, un comedian, e ovviamente lo portano in tv. Il successo di pubblico è sconvolgente: audience alle stelle, milioni di clic su YouTube, ragazzini impazziti con i selfie. E qui Vermes – come su un tavolo autoptico – disseziona il cadavere della nostra società ipermediatizzata, nevrotica, superficiale: l’intervista che dovrebbe inchiodare il nazista alle sue responsabilità, al contrario, lo “lancia”; i magistrati prima aprono l’inchiesta e poi la chiudono “perché l’arte non si censura”; i giornaloni mainstream e i relativi intellettuali di riferimento dibattono, avvoltolati e persi nelle loro chiacchiere inutili, e – in ultima analisi – finiscono per celebrare e premiare Hitler.

Ora, non è quasi mai il caso di accostare un romanzo a un saggio. Eppure produce un analogo effetto di spiazzamento, di riflessione acuta e dolorosa sul passato, ma pure sul presente, il saggio appena uscito (edizioni Piano B, 15 euro) dal titolo Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura. Ne è autore il filosofo, e storico delle idee e delle religioni, Gianluca Magi, con una bella prefazione di Jean-Paul Fitoussi.

Magi, con metodo e rigore scientifico, esamina le caratteristiche della propaganda nazista e il modo di operare del suo massimo artefice, Joseph Goebbels (dalla semplificazione all’esaltazione dell’unanimità, dalla volgarizzazione all’orchestrazione, dal continuo rinnovamento all’esagerazione calcolata, dal travisamento al silenziamento, passando per la verosimiglianza). Ma, pagina dopo pagina, più il lettore avanza e più (senza nemmeno il bisogno che Magi forzi la mano o suggerisca parallelismi troppo rozzi con il presente) è in grado di fare da sé l’atroce scoperta: non si tratta solo di una tragica parentesi della storia, non si tratta nemmeno di qualcosa di sepolto negli oscuri cassetti della storia, ma di una tecnologia di manipolazione dei media e dell’opinione pubblica di impressionante attualità.

L’autore, giustamente, non risparmia nulla a Goebbels: arroganza, narcisismo, disprezzo per gli esseri umani. Ma non ha timore di mostrarci anche la sua genialità, pur applicata alle detestabili imprese che conosciamo. Eppure, come si diceva, la parte più coraggiosa del saggio è quella – neanche troppo subliminale – che parla a noi e di noi, all’oggi e dell’oggi. Quella in cui Magi riflette sulla paura, sull’arma del terrore che potenzia e rende iper-efficace qualunque “ordinaria” attività di manipolazione. O ancora la parte in cui l’autore evoca alcuni esperimenti di psicologia sociale, in cui un gruppo di persone viene diviso tra “prigionieri” e “guardiani”, con gli effetti e le reazioni più inquietanti che possiamo immaginare. “L’abito fa il monaco”, annota sconsolato ma lucidissimo Fitoussi nella prefazione.

Magi passa in rassegna i metodi e gli espedienti goebbelsiani, ma ha sempre la capacità di richiamarci ai rischi attuali: la stessa attenzione ai grandi eventi, al gigantismo delle parate di regime, ai mega spettacoli, serve a dare l’idea dell’unanimità di pensiero, anzi a costruire un muro di unanimismo, e quindi a piegare ogni resistenza individuale rispetto al (vero o presunto) orientamento della massa.
Così, Magi ci consegna una lezione indimenticabile: il mostro è accanto a noi, e serve a poco negarlo o esorcizzarlo. Occorre guardarlo negli occhi, capirlo, studiarlo. Per evitare che alcuni metodi, pur in contesti totalmente diversi, possano in qualche modo riproporsi.

Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

[Originariamente pubblicato su “Atlantico Quotidiano”: https://bit.ly/3sKhQsd]


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