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ECCO L’AGGIORNAMENTO DEL “GIOCO DELL’EROE. La porta dell’IMMAGINAZIONE” di Gianluca Magi



 

Presentazione di FRANCO BATTIATO per il libro più atteso del 2019. «Una delle opere più importanti della mia carriera».

Al primo posto dei libri più attesi del 2019 (fonte: Messaggerie Italiane, wuz.it].
È uscito il 5 settembre ed è balzato subito ai primi posti della classifica Amazon dei libri più venduti nelle sezioni Filosofia, Psicologia e Capacità cognitive.



di Enzo Cecchini

Qual è la novità della nuova edizione?

“La nuova edizione mette in luce come di tutte le facoltà umane, la meno valorizzata sia l’Immaginazione. E questo è un problema da non sottostimare, perché l’uso sistematico dell’immaginazione oggi, e ancor più nel futuro alle porte, è indispensabile non solo per l’accrescimento della tua conoscenza, ma anche per salvarci dalle apparenze, dal caos e dalla stupidità. Privo d’Immaginazione sei totalmente prevedibile. Fattore non trascurabile, se pensi che in generale il successo di un’impresa  umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.
Da questo punto di vista, il “Gioco dell’eroe” (GdE) è un immagino-stimolatore all’avanguardia, fuori dagli schemi, ad alto quoziente psico-ludico e a elevato tasso di meraviglia.”
Sei molto amato dalle persone. In rete si raccolgono giudizi entusiasti. Come ti spieghi il tuo successo nonostante la tua assenza dalla TV [fonte: Wikipedia]?

“Viviamo in una società in cui il ciclo di vita di informazione è ultra-rapido e le notizie che oggi sono sul giornale o in TV domani non ci sono più. E un quotidiano di tre giorni fa non interessa a nessuno. Io pubblico solo quando ho davvero qualcosa da dire e che possa rimanere valido oggi e nei prossimi anni. E non dico mai quello che ci si vuol sentir dire. Troppo facile. Quell’attitudine la lascio tutta al grigiore morale che ogni borghese, come si diceva un tempo, cela dietro la maschera perbenista del politically correct.
Avendo rifiutato ogni aderenza col potere, che è un grande inganno al pari dell’ego, ho la necessaria libertà nel movimento di pensiero e di espressione per mettere il dito sulle contraddizioni di ciò che sembra ovvio e incontrastato, per irridere le evidenze dei luoghi comuni e il conformismo ipocrita. C’è chi per questo mi ha definito un Trickster [N.d.R.: nel folklore, personaggio paradossale al di fuori delle regole convenzionali e categoria dell’amoralità sacra]. Chi segue il mio lavoro lo sa bene e per questo mi premia ogni volta con grande generosità e benevolenza. In più di vent’anni di carriera si è creata tra noi una singolare complicità. Un contatto speciale.”


Anna Mazzone, giornalista Tg2 RAI, con cui dialoghi nel libro, cosa pensa del tuo non rapporto con la TV?

“Anna Mazzone non è solo una giornalista ottima e coraggiosa, è una persona intelligente. Sa bene che il mio rapporto con la TV è questo: non ci vado e non la voglio: in casa mia non c’è da 16 anni.
Ti racconto questa: nel 2003 il mio libro 36 stratagemmi ha una risonanza pazzesca. Ricevo molti inviti per talk show e trasmissioni del genere. Allora ero un docente universitario. E anche un giovane padre. Che c’entra?, penserai. C’entra perché ho visto troppi studiosi seri abbruttiti dalla TV. Uno su tutti, Vittorio Sgarbi. Li ho presi a esempio per non cadere nella stessa buca. E ho ricusato cortesemente tutti gli inviti. La notorietà televisiva è come il potere o la cocaina: tende ad esaltare gli aspetti brutti in noi.
Il potere su se stessi è meglio di mille anni di potere sugli altri. Lo disse dodici secoli fa un ex bandito, poi diventato un sufi. Fudail Ibn Ayad.
È un principio che mi fa da bussola. Per non tradire me stesso e gli altri. Ne parlo nel mio libro di racconti “Il tesoro nascosto” (Sperling & Kupfer).
Amo studiare. Sondo le cose. Considero lo studio una declinazione della felicità. E poi condivido quello che so con le persone. Per pensare insieme.
Questo restare defilato dalle fiere della vanità mi ha consentito di restare un uomo tranquillo e di non abbassare lo sguardo allo specchio. Di avere un rapporto speciale con mio figlio e la mia compagna. Di aver cura di persone e cose con cui sono in rapporto.
Noi umani per essere sereni e gioiosi abbiamo bisogno di cose molto semplici. Ma tendiamo a dimenticarlo. Fa parte del gioco. Anche dell’eroe.

”
Mi accennavi prima della collaborazione di Cristoforo, tuo figlio.

“Sì, questa collaborazione è stata una manna dal cielo. Ieri, Cristoforo bambino compariva nella foto in aletta del libro GdE con me e Battiato nella sua casa a Milo. Oggi, collabora con le sue competenze musicali in questa che è una delle opere più importanti della mia carriera. Che meraviglia! 
La precedente traccia audio nel libro è stata completamente rinnovata. Cristoforo ha elaborato un Visual Ambient Sound spaziale, una strategia obliqua per indurre stati di coscienza di riflessione profonda, dal titolo “Follow the White Rabbit”. Un bijou che rasserena Cuore e Mente. Che ha cura del fruitore. C’è tenerezza. Un accompagnamento costruito secondo regole geometrico-sonore reiterate. Per agevolare l’ingresso nella Zona Autonoma Temporanea Interiore (Z.A.T.I.). Che eleva l’esperienza GdE all’ennesima potenza. È geniale! Lo dico non da padre, ma da persona esigente, rigorosa. E posso dire che rispetto alla vecchia traccia audio l’evoluzione qualitativa è sorprendente. Ascoltare per credere.”


E Battiato che dice: «Il Gioco dell’Eroe è un grande sasso gettato in un immobile stagno»?
“Franco è un grande. Un fratello maggiore.”
– Mensile “La Piazza”, Settembre 2019, p. 31
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GdE-Copertina-Panorama

“Che razza di macchina è l’uomo! Le metti pane, vino, pesci, rapanelli, ed escono sospiri, risate e sogni. Una fabbrica!”.

Così scriveva Nikos Kazantzakis, sapendo bene che il carburante della “macchina uomo” è un prodotto unico ed ha caratteristiche straordinarie. Quel carburante è l’immaginazione.

La capacità di creare mondi e universi con il pensiero. E questo non solo nei romanzi, dove le storie prendono forma, ma nella vita di tutti i giorni, che da ordinaria può trasformarsi in straordinaria in un batter di ciglia. Come nei giochi che facevamo da bambini, in cui tutto era possibile, perché tutto era immaginabile.
La grande assente nel mondo di oggi è proprio l’immaginazione, quella capacità di volare che gli uomini hanno sin dalla nascita, ma che spesso dimenticano chiusa nei cassetti della vita che trascorre scandita da ritmi conosciuti, sempre uguali a sé stessi.

Non è un caso che la nuova edizione aggiornata del libro “Il Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione” di Gianluca Magi, uscito il 5 settembre, sia già balzata ai primi posti della classifica Amazon dei libri più venduti nelle sezioni di Filosofia, Psicologia e capacità cognitive.
C’è fame di immaginazione, c’è fame di giocare, di leggere pensieri nuovi, di conoscere e prendere nuove strade. Il libro di Gianluca Magi, orientalista e filosofo che da anni riesce a sintetizzare le parole dell’Occidente con i densi silenzi dell’Oriente, in realtà non è un libro, ma è una possibilità. E’ una porta magica che si apre su nuovi mondi paralleli.

Autore di una quindicina di libri di successo e tradotto in 33 Paesi, Gianluca Magi in Italia è una specie di star, che brilla perché sta in ombra. Non ama apparire in tv, nonostante sia largamente corteggiato per partecipare a talk show di ogni genere, e questo già ne fa un animale raro.
Grande viaggiatore fin da giovane e docente universitario, Magi ha fondato a PesaroIncognita – Advanced Creativity”, centro d’eccellenza transdisciplinare d’Immaginazione, Filosofie, Scienze e Arti, che dirige insieme a Franco Battiato.
E nell’edizione aggiornata non poteva certo mancare la presentazione del cantautore siciliano, una sorta di fratello maggiore per Magi. I due da anni condividono storie e ispirazioni, musica, film e canzoni, in un intreccio vitale, in un gioco costante, condotto con sapienza e affetto anche a distanza.

Il Gioco dell’Eroe è in realtà un grande sasso gettato in un immobile stagno”, scrive Battiato, cogliendo in pieno la capacità dinamica del libro di Magi, che smuove acque immobili, che imprime nuova forza alle gambe per seguire nuovi percorsi.

E se Paul Gauguin chiudeva i suoi occhi per poter vedere, il Gioco dell’Eroe li spalanca invece su nuovi mondi. Come in un’avventura. Ognuno ha la sua. A ognuno il suo gioco.
La nuova edizione mette in luce come di tutte le facoltà umane, la meno valorizzata sia proprio l’immaginazione. Spesso sottostimata, eppure fondamentale per salvarci dalle apparenze e dal caos che impregnano le fitte trame di questa epoca in bilico che ci ritroviamo a vivere.

Prima del cane, il miglior amico dell’uomo è l’immaginazione – ci dice Gianluca Magi – e purtroppo invecchia precocemente. Aggrinzisce, man mano che cresciamo. Per diventare prima un’ombra e poi una menzogna.
Ma perché l’immaginazione è così importante?
Perché privo d’immaginazione sei totalmente prevedibile. Fattore non trascurabile, se si pensa che in generale il successo di un’impresa umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.

Il Gioco dell’Eroe è quindi una sorta di stimolatore dell’immaginazione. Attraverso una traccia audio, completamente rinnovata nella nuova edizione grazie alla creazione di un Visual Ambient Sound spaziale a firma di Cristoforo Magi (figlio dell’autore), è possibile indurre uno stato di coscienza di riflessione profonda.
La musica si intitola “Follow the White Rabbit”, segui il coniglio bianco, ed è impossibile non pensare immediatamente al Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E il gioco è già iniziato.

– Articolo di Oriana Allegri.
Panorama, 6 settembre 2019: https://www.panorama.it/cultura/libri/gianluca-magi-gioco-eroe-porta-immaginazione-salvera-tutti-si-spera/

Gianluca Magi e il nuovo Gioco dell’Eroe


Gianluca-Magi-Optical

Oggi abbiamo dimenticato che non sono le fortune a determinare il nostro stato d’animo, ma è lo stato d’animo a determinare le nostre fortune.
Lo abbiamo dimenticato perché preferiamo barattare la felicità per un pugno d’illusoria sicurezza. Chiudere nel cassetto gli slanci vitali. A fare la muffa. In compagnia degli scheletri nell’armadio.

Perché, in un punto della sua Presentazione al libro, Franco Battiato scrive: «Il Gioco dell’Eroe è un invito diretto alla vita interiore, e alla sua (inevitabile) trasmutazione evolutiva»?
Perché ogni Giocatore sa che il GdE è un piccolo grande miracolo di ecosostenibilità della Mente, di rinnovamento delle risorse interiori e delle relazioni con gli altri. In chiave ecosolidale. A cui ciascun Giocatore contribuisce. In un’azione collettiva. Che genera sentimento.
Quel sentimento che genera slanci vitali. Fuori dal cassetto. E dall’armadio.

Il nuovo GdE lo puoi acquistare qui, scontato: bit.ly/gioco-dell-eroe

Evviva!
Gianluca Magi

AC MIND SCHOOL – Grazia Marchianò


Brillante articolo di Roberto Onofrio, caporedattore centrale de Il Secolo XIX, sul corso “Umano, disumano, sovrumano, postumano” di Grazia Marchianò alla AC Mind School presso Incognita • Advanced Creativity diretta da Franco Battiato e Gianluca Magi.
Buona lettura!

 

Incognita-Il-Secolo-XIX-26-giugno-2019.jpg

GdE Ukiyoe


Hiroshige-Iris

La visione degli OdeonGdE (che cosa sono? ☞ https://bit.ly/2NJKf1O) sono sempre una sorpresa per i Giocatori.

Una selezione attenta d’incantevoli pellicole, ad hoc per ciascun Livello del Gioco dell’Eroe, ma fuori circuito distributivo o dimenticate o trascurate o ignorate o piombate nell’oblio.

Per esempio, per l’OdeonGdE2 dell’incontro in Circolo Magico GdE di questo sabato ho scelto una visione che non è propriamente né un film né un documentario.
Sono stati girati oltre 20 chilometri di pellicola per ottenere questo mediometraggio che non giunge ai 70 minuti.

Per immergerti nelL’Oltre – è sufficiente una pianta in un vaso di casa o una foglia con una goccia di pioggia ristagnante – occorre guardare il mondo con occhi di bambino o con gli occhi di un artista giapponese di “ukiyoe” (浮世絵 “immagini del mondo fluttuante”).

Immedesimati nell’artista Utagawa Hiroshige (1797 – 1858).
Van Gogh fece altrettanto; rapito da quest’opera.
Sei nel villaggio di Horikiri.
Come Hiroshige e Van Gogh, acquattato dietro un cespuglio di iris.
O, come un bambino. Che è lo stesso stato mentale.
Ti lasci avvolgere dai profumi e dai piccoli suoni naturali circostanti. Osservi il paesaggio. Ti trasfondi nel paesaggio. Per divenire il paesaggio stesso.

Questo è lo stato della mente naturale.

Per entrare in stati di gioia non occorre molto. Solo guardare il mondo con gli occhi di bambino.
Osservare con rinnovata meraviglia, simile a quella che proverebbe un neonato ritrovandosi improvvisamente adulto.

Per entrare in stati di gioia non occorre molto.
È la mente sciamanica del bambino. O dell’artista.
La creatività avanzata che è in tutti noi.
Nessuno escluso.

Per chi vuole conoscere Il Gioco dell’Eroe [Presentazione di Franco Battiato] ☞ https://amzn.to/2OWu0LG

Buone visioni!
Gianluca Magi
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Incognita – Diario di viaggio nell’Oltre [Il Secolo XIX martedì 18 settembre 2018]


Mettiti piacevolmente comodo.
L’articolo di oggi – Il Secolo XIX, scritto dal caporedattore Roberto Onofrio – ti riguarda.
Impeccabile. Equilibrato. Esemplare.
Condividi ciò che fa Bene.

Incognita Secolo XIX 18.9.18

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Franco Battiato


Franco-Battiato

«Nulla è come sembra.
Siamo infiniti ed eterni quanto il cosmo.
In realtà siamo prigionieri delle nostre abitudini, paure e potenti illusioni.
Dunque non riusciamo a considerare consapevolmente di essere parte del tutto universale».
Franco Battiato

da: F. Battiato, G. Magi, Lo stato intermedio (Arte di Essere, 2016)

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Mondi annidati l’uno dentro l’altro: Arte dei Frattali


Acari-nella-trachea-di-un'ape

Jonathan Swift, lo scrittore satirico inglese del XVIII secolo – sì! proprio lui, l’autore dei Viaggi di Gulliver -, avrebbe trovato divertente l’immagine al microscopio che hai davanti agli occhi.
Osservi degli acari all’interno della trachea di un’ape.

Con lo humor che lo contraddistingueva, Swift espresse con queste parole l’invarianza di scala della natura:
«Così, osservano i naturalisti, una pulce ha delle pulci più piccole che si nutrono di lei, e queste sono morsicate da altre ancora più piccole, e così via, ad infinitum».

Swift aveva colto correttamente il fatto che l’attività evolutiva della vita produce mondi dentro altri mondi, tutti quanti dinamici, in movimento, in mutamento, retroagenti l’uno sull’altro, dalla scala più piccola a quella più grande e di nuovo dalla più grande alla più piccola.

Franco Battiato ventisettenne, al quarantaduesimo secondo del sesto minuto del brano “Beta”, in: Pollution, così chiosava:
«Dentro di me vivono la mia identica vita dei microrganismi che non sanno di appartenere al mio corpo… Io a quale corpo appartengo?».

 

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I MIEI LIBRI

Sold out per “Padre” di Colagrande a INCOGNITA


Locandina-Padre-margini-per-stampa-senza-margini

★ ★ ★ A V V I S O INCOGNITA (Pesaro) 29 settembre ★ ★ ★

I posti per la proiezione del film “Padre” e conversazione della regista e attrice Giada Colagrande col prof. Gianluca Magi e partecipanti sono completamente esauriti.

Grazie di cuore per la fiducia accordata e per l’entusiastico interesse. Sarà una serata intima.

Per le iscrizioni, che continuano a giungere copiosamente, è stata aperta una lista d’attesa:
incognitapadre@gmail.com
347.7899647
Evento: facebook.com/events/2021588454559436/


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I MIEI LIBRI

Intervista a Gianluca Magi. Incognita: innovazione cognitiva creativa e mente connettiva


Posted by Gianluca Magi – Gioco dell'Eroe on Wednesday, July 18, 2018

 

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