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Un granello di sabbia nell’ingranaggio


La piega che stanno prendendo il presente e il futuro della democrazia sono molto preoccupanti. Siamo in tanti ad essere in allarme per un futuro politico, sociale, civico, economico e psicologico che si profila terrificante.

In questo senso, considero questo mio libro di pubblica utilità.
Per scriverlo ho lavorato per cinque anni su un’importante quantità di documenti raccolta in dieci anni di ricerca. Documenti, in gran parte, in lingua tedesca, inglese e francese, inediti in Italia.

Il mio concetto di pubblica utilità e di quello delle migliaia di Lettori che dalla fine di gennaio mi hanno scritto, non coincide evidentemente con il concetto di pubblica utilità dei grandi editori – che avevano censurato preventivamente il libro (sarebbe dovuto uscire a maggio 2020) – e dei mass media mainstream – che continuano a osteggiare la conoscenza di questo saggio e a ostracizzarmi.
Da “scrittore di successo” sono passato, come per incanto, a “scrittore non gradito al sistema”.
Il che la dice lunga anche sullo stato avanzato di putrefazione della grande editoria e della totale assenza di dignità dei mass media mainstream che se ne fregano di quel che pensa la gente e dell’oggettività dei fatti.

Attenzione! Nessuno si senta al riparo.
Come il sistema ha colpito me, ha colpito anche i medici, infermieri e sanitari che obiettano, ha colpito quei pochi giornalisti che ancora sono i controllori del potere e non i controllati dal potere, ha colpito altre categorie e ne colpirà altre ancora.
Non ci sono intrugli salvifici che tengano.
Ripeto: nessuno si senta al riparo. Neppure i collaborazionisti e il lacchè del sistema. Neppure gli indifferenti. Neppure le categorie che si sentono illusoriamente protette dal sistema: quando non saranno più funzionali e strumentali al sistema, saranno soverchiate e gettate via come un paio di scarpe vecchie. Non come quelle nobilitate nel dipinto di Van Gogh.
Se non facciamo rete, resistenza e disobbedienza nessuno sarà al riparo da questa situazione coercitiva.
Se non alziamo le barricate, niente sarà come prima. E niente andrà tutto bene.

A differenza dei libri di storia o di comunicazione, questo libro non spiega cosa significò ieri la propaganda del ministro nazista Joseph Goebbels, ma spiega come e perché quella propaganda oggi “funziona”: cioè tratta la propaganda del “diavolo zoppo” del Terzo Reich come un orologio da smontare per osservare i meccanismi psicologici e comunicativi della manipolazione e gli incastri psicosociali dell’ingegneria del consenso.
Per comprendere come difendersi dalla applicazione di quella stessa propaganda oggi in vigore.

Il concetto di “pubblica utilità” di questo studio deriva dal fatto che queste undici tattiche vanno assolutamente conosciute da più persone possibili. Per avere risorse attive – strategiche, psicologiche, sociali e civiche – di difesa. Per smascherare gli scopi distruttivi della propaganda ed evitare di farsi contagiare.

Tra le migliaia di mail, commenti ai post, ai video e messaggi che mi sono giunti in questi quattro mesi, desidero riportarvi quella di un gruppo di studio di giovani. Il fatto che sono giovani, mi dà gioia e conforto:

«Nel nostro gruppo stiamo leggendo il suo libro “Goebbels. 11 Tattiche di manipolazione oscura”.
Non esagero nel dire che siamo tutti impressionati dal lavoro di ricerca e dalla semplicità di esposizione dei contenuti.
L’argomento è notevole come è notevole l’audacia nel pubblicarlo.
Non si stupisca se tale lavoro la metterà alla berlina dall’attuale sistema mediatico, il contenuto del libro mette a nudo i meccanismi e gli ingranaggi che muovono questa famelica Bestia, rendendola di fatto vulnerabile…
Una sorta di “Pillola Rossa di Matrix” che permette di vedere al di là della cortina fumogena con cui l’abile governante nasconde i suoi reali intenti. Non è poco.
Non è poco per il mainstream ma non è poco nemmeno per il comune cittadino che se dovesse aprire gli occhi di fronte a tali meccanismi si troverebbe di fronte ad un baratro senza fine».

Quando un granello di sabbia entra nell’ingranaggio, può bloccare il micidiale motore della macchina del potere e dell’asservimento.
E – recita un’antica massima di strategia bellica – «Tanti granelli di sabbia insieme formano una grande pagoda».

Conoscere è difendersi ed evolversi.
Spargete la voce. Alzate il segnale.
Sempre in alto il cuore e la mente!

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Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://bit.ly/3yGoios
È tra i saggi più letti e apprezzati nel 2021 – cinque ristampe in quattro mesi – solo grazie al passaparola dei Lettori.

Come la direzione presa cambierà il destino dell’umanità e la nostra vita quotidiana entro il 2042


Scenari dal 2042.
Dalla mia torre di avvistamento lancio, in tutti i modi, segnali d’allarme e qualche anti-virus. Se non avessi qualche speranza lascerei perdere.
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Il libro di Gianluca Magi, GOEBBELS. 11 TATTICHE DI MANIPOLAZIONE OSCURA, lo trovate nelle librerie fisiche di fiducia o su:Amazon: https://amzn.to/345LcrFIBS: https://bit.ly/37T4NMGFeltrinelli: https://bit.ly/2YcxxLX

Ascolta il cambiamento. È l’unica costante. Per il XXI secolo.


Magi-profilo

Come affrontare le urgenti sfide e le complesse situazioni nel mondo del 2050?
Quali competenze vanno acquisite per trovare un’occupazione o per comprendere ciò che ci sta succedendo attorno?
Cosa dovremmo insegnare ai nostri figli? Visto che la teoria educativa della catena di montaggio che la Rivoluzione industriale ha lasciato in eredità alla scuola e alla università non regge più. Modello obsoleto. Privo di quella flessibilità mentale che il XXI secolo richiede.
Che cosa fare quando si è sommersi da un overload informativo e non c’è modo di poterlo assorbire e analizzare?
Come reggere le conseguenti forme pesanti e aggressive di stress?

Domande indagate dai recenti studi cognitivi che convalidano gli insegnamenti dei due testi fratelli della millenaria sapienza cinese: I 36 stratagemmi e I 64 Enigmi.
Gli esperti di pedagogia e di Lifelong Learning Programs parlano infatti delle “quattro C”: critica, collaborazione, comunicazione, creatività.
Fondamenti questi che la plurimillenaria sapienza cinese ha da sempre messo in luce. In modo cruciale.

Prendiamo a esempio uno dei libri più strani e singolari al mondo: I 64 Enigmi.
Era ritenuto tra i più singolari già alcune migliaia di anni fa in Cina dai suoi stessi contemporanei. Oggi è considerato il più attuale per definizione. Un detonatore d’idee.
Perché?
Perché è visivo. Post-alfabetico. Per l’età elettronica. Circolare non lineare. Composto di sole 64 immagini: passwords che che aprono visioni alternative delle cose, possibilità e direzioni della vita. Fuori dagli schemi e dalle sbarre.
Un’immagine giunge come una freccia. È una comunicazione diretta. Sottocorticale. Suscita emozioni forti. Ti coinvolge. Ti spinge a riflettere. Ti sollecita a essere flessibile, a sentirti connesso con te stesso, con chi ti circonda, con ciò che ti sta attorno: pensieri inclusi. A riformulare i problemi. Non impulsivamente. Ma in modo critico. Amplificato. In espansione. Per cerchi concentrici. Come quelli di un sasso gettato in uno stagno. Per le possibilità di scelta, decisione e risoluzione che si profilano allo sguardo.

A chi è tornata proficua la versione 2.0 dei I 64 Enigmi?
Non certo a qualche anziano orientalista piombato in buie stanze refrattarie al mondo.
Dunque, a chi?
In particolare alle giovani menti creative, millennial e pre-millennial, impegnate nei campi più disparati: dal business al marketing, dalla psicologia alla filosofia, dall’educazione alla tecnologia.
Alle giovani menti che sentono che critica, collaborazione, comunicazione e creatività sono e saranno ancor di più il pane quotidiano per rimanere rilevanti, non solo economicamente e socialmente.
Che sentono che occorre continuare a imparare e a diventare noi stessi, sia da giovani sia a sessant’anni.
Che sentono che non ci si può più fidare troppo della maggior parte degli adulti che, seppur animati da buone intenzioni, sono impreparati per le rapide e rivoluzionarie trasformazioni dell’habitat culturale indotte dai nuovi media. Perché chi cerca di aggrapparsi a una qualche identità definita, a un lavoro-vita-natural-durante, a una concezione del mondo stabile, lineare e permanente, ha una visione nello specchietto retrovisore del suo mondo: e sarà così lasciato indietro mentre il mondo se ne vola via con un rombo possente.
Che sentono che non sarà possibile non affidarsi alla tecnologia, ma che se non sappiamo cosa vogliamo davvero nella vita, sarà sin troppo facile per la tecnologia prendere il controllo della nostra vita. Per farci vivere nel Truman Show o in Matrix.
Quelle menti che coltivano l’intelligenza divergente. Interconnessa come il linguaggio delle cellule. Che fa avanzare la conoscenza. L’intelligenza di chi vuole avere controllo sulla propria esistenza e sul futuro della vita. Il futuro che è già presente, in mezzo a noi.
L’intelligenza di chi ascolta il cambiamento. L’unica costante. Per il XXI secolo.

Di questo mi piacerebbe dialogare apertamente per un paio di ore con un ristretto gruppo di persone a Lecco il 12 ottobre.
Per gli interessati: fb.com/events/514290632642367/
Info & prenotazioni:
Remo: 347.8364544 • 36stratagemmilecco@gmail.com

 


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