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«Meet Me in Montauk»


Nel corso della vita, capita che si ri-scoprano sconosciuti con i quali si era condiviso lo stesso luogo per svariato tempo senza mai essersi scambiati una parola. Semplicemente ci si era percepiti. La conoscenza avviene anche attraverso altri piani: sottili e non spiegabili a parole; emozionali e sentimentali. E soprattutto “in presenza” cioè quando due corpi si incontrano nel mondo.

Così accade a Joel e Clementine, i protagonisti del film di Michel Gondry “Eternal Sunshine of The Spotless Mind” (titolo oscenamente reso per la versione italiana: “Se mi lasci ti cancello”).
Una storia d’amore che si sviluppa al contrario: in cui i due protagonisti, sconosciuti ma fin troppo conoscenti, si ri-trovano sulla spiaggia di Montauk dopo essersi fatti cancellare la memoria della loro storia.
«Ci vediamo a Montauk» è la frase che Clem pronuncia a Joel nel momento in cui la fase della cancellazione della memoria è compiuta. Nel momento in cui sta per risvegliarsi e ritornare alla monotona normalità. E da qui tutto riparte. Si ripetono le scene iniziali del film con un nuovo e più ampio significato.

Cancellare un ricordo: se questo oggi fosse possibile in quanti sarebbero disposti a farlo?
Peccato che senza un passato non ci sia un futuro e il presente sarebbe una riproposizione infinita delle stesse cose. E, soprattutto, non ci sarebbe memoria.

Joel e Clementine sono due esseri umani che si innamorano. Due sconosciuti che decidono di costruire qualcosa: emozioni, speranze e litigi. Ma soprattutto si percepiscono e si vivono l’un con l’altro. Nonostante tutto. Dico “nonostante tutto” perché in quanti sarebbero disposti a farne a meno? In quanti farebbero a meno del dolore o dell’esperienza dolorosa?
Privare l’essere umano di tutto questo significa disumanizzarlo. La memoria e il sentimento sono il nostro nucleo fondamentale che, pian piano, ci stanno togliendo.
Piacere e dolore si alternano, altrimenti non ci sarebbe vita. Ma mettendo a tacere il dolore, mettiamo a tacere anche il meraviglioso momento dell’arrivo del piacere.
Privati di ciò, la vita è non è degna di essere chiamata con tale nome.
Essere in balia degli eventi senza avere un posto sicuro è la base per la creazione di schiavi eterodiretti. E la mente svuotata diventa cisterna da riempire di odio e falsità, in cui anche l’eco delle proprie percezioni viene zittito.

Eternal Sunshine Of The Spotless Mind” è un verso del poema epistolare “Eloisa to Abelard” di Alexander Pope.
«Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio».

Una mente vuota e priva di brame, una mente libera dai veli di Māyā.
Una mente ricettiva capace di abbracciare il tutto perché consapevole del proprio centro.
Una mente e un corpo in dialogo costante che permettono di sentirsi nel mondo e, soprattutto, di sentirlo. E quindi di viverlo, lasciando che ogni emozione attraversi il corpo.

Quanta paura si può avere nel fare questo?
E, purtroppo, è il gioco infimo in cui ci hanno ingabbiato: una guerra sadica del “tutti contro tutti” camuffata da perbenismo e ipocrisia.

Joel e Clementine vivono il loro amore da persone semplici. In cui nulla è dato per scontato, in cui ogni piccolo gesto diventa la base fondante della vita.
A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare che sono soltanto due falliti. Ma questa obiezione è di chi non vede la bellezza delle piccole cose.

Oggi, nonostante tutti s’imbottiscano la bocca di parole di “amore” e “speranza”, ciò che sembra valere più di ogni altra cosa sono lo “scopo” e il “potere”. La sopraffazione dell’altro però fatta con il camuffamento dell’amore. Ridicolizzando il sentimento stesso e soprattutto se stessi.

Da poco più di una settimana è cominciata la primavera.
I fiori la sentono ugualmente e, per amore, ricominciano a fiorire.
La mia speranza è che si ricominci a seguire la via dei fiori.

Fonti:
• “Eternal Sunshine of The Spotless Mind” (2004) regia di Michel Goundry.
• Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio scaricabile, Il Punto d’Incontro, 2019: https://cutt.ly/gxGVuLE
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 Tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://cutt.ly/RxGCEvG


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