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La manipolazione oscura


Dieci anni per scrivere un libro, attendere con gioia il “si stampi” e vedersi rifiutare il manoscritto dagli stessi editori che da vent’anni pubblicano le tue opere, è uno shock senza eguali.
Gianluca Magi ci descrive questo episodio della sua vita con l’irruenza e l’emotività di un padre che ha affidato la sua anima creativa al bambino di carta e gli vengono sbattute in faccia le porte della sala parto.
Al di là dell’immagine che può anche sollevare qualche sorriso, è mia intenzione sottolineare quanto, al giorno d’oggi, trovare letture che ci aiutino a comprendere la realtà circostante, sia difficile.
Una censura becera e riduttiva fa sì che spesso in libreria trovino difficoltà ad arrivare volumi il cui sostrato non ripete il format imposto; dove i pochi librai che ancora resistono alla concorrenza di Amazon & C. sono praticamente in via di estinzione: erano loro in grado di consigliarci una lettura piuttosto che un’altra, conoscendoci non suggestionabili dalle recensioni dei soliti noti che si marchettano vicendevolmente.

Appurato il fatto che il saggio: Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura ha trovato un coraggioso editore Piano B (non a caso giovani pieni di entusiasmo e coraggio), il consiglio immediato è l’acquisto di questo ottimo vademecum per coloro che vogliono sopravvivere, e non solo, alla follia collettiva che ha già invaso la nostra vita.

Una prefazione di Jean-Paul Fitoussi; una prima parte dedicata all’ignobile essere a cui è dovuto in gran parte il successo del progetto nazista; un racconto datato 1841 di Edgar Allan Poe (che in quanto a orrore non scherzava proprio); un ultimo lungo capitolo, diviso in paragrafi, con descritte minuziosamente le tecniche di manipolazione realizzate dal gerarca tedesco, innamorato della mamma e di Hitler, che al crollo del Terzo Reich uccide i suoi sei figli e insieme alla moglie si suicida con una plateale uscita di scena molto emblematica. Un uomo non a caso chiamato “il diavolo zoppo” e a questo proposito mi piace pensare al διαβάλλω greco, il concetto di “portare attraverso”. Altrettanto facilmente mi viene sollecitato il termine di Satan, che è semplicemente una funzione attraverso cui si compie il Male…

Leggendo capitolo dopo capitolo, sempre con il pensiero rivolto al nostro quotidiano, possiamo assistere a quello scenario che, disgraziatamente, essendo già avvenuto, rischia di riproporsi in toto con la decimazione, se non di più, della popolazione mondiale. Come ciò ha potuto avvenire? Quale è stato il principio tattico che ha permesso l’Olocausto?
“Adottare una sola idea, un solo simbolo. Scegliere un avversario e insistere sull’idea che sia lui la fonte di tutti i mali” implica un dato di fondo: l’attitudine delle persone alla deresponsabilizzazione, commista al desiderio di appartenenza e non solo. Di fronte a una situazione di complessità come poteva essere la crisi economica in Germania dopo la sconfitta della Prima guerra mondiale e le imposizioni del trattato di Versailles, in ogni tedesco la volontà di risorgere dalle proprie ceneri doveva essere forte: su questo terreno, un leader che potesse dire loro cosa era bene o male e indicare una via, era ciò di cui avevano bisogno, una forma di fondamentalismo rassicurante. Così gli ebrei, e la loro arrogante politica economica, sono diventati il nemico contro cui battersi.

A conclusione di ognuno degli undici paragrafi, corrisponde un esperimento condotto nelle varie università. Nei sotterranei del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Stanford si è assistito nell’agosto 1971 a un fenomeno abbastanza shoccante, la cui durata era prevista di due settimane e interrotto drasticamente a sei giorni dall’inizio, per problematiche non più gestibili dagli organizzatori.Ventiquattro giovani selezionati attraverso un annuncio sul giornale, privi di caratteristiche di aggressività o potenziali cedimenti psicologici, vengono messi in condizione di interpretare, a seguito di un sorteggio, secondini o reclusi, in una ipotetica prigione. L’atteggiamento che il ruolo suscita in ognuno di loro è deflagrante: crudeltà, ribellione, repressione disumana e il solito abusato “divide et impera” imperversano, abbattendosi sul gruppo.

Oggi la divisione su vaccinati, vaccinandi e coloro che pretendono una libera scelta su una sperimentazione di cui non si hanno ancora risultati certi, sta modificando profondamente il nostro comportamento a più livelli: fortunatamente le varie ipotesi di controllo quale l’App-Immuni, le Primule da mettere in mostra come certificazione di avvenuta inoculazione del siero e il “passaporto vaccinale” non sono diventati effettivi. Che differenza ci dovrebbe essere con la stella gialla di Davide all’epoca di Goebbels? Eccessivo, come paragone?
Non direi, perché tutto è iniziato con una propaganda del “noi e loro”.

In questo poderoso saggio i paragrafi si susseguono con ritmo incalzante: nel progredire il lettore non può accettare come scusante l’abilità di questo manipolatore sopraffino, ma riesce a entrare nel meccanismo che piano piano si è impadronito di ottanta milioni di tedeschi, facendo creder loro che ciò che stavano compiendo fosse per uno scopo più alto. Qualcuno si sarà posto qualche domanda, io mi auguro, anche se i vari libri sull’argomento riportano un’assenza di critica personale assai diffusa.

Effetto Eichmann. L’obbedienza distruttiva” è un paragrafo che ho riletto parecchie volte, cercando di afferrare quel che pareva sfuggirmi, in stretta connessione con il personaggio a cui fa riferimento.
“La banalità del male” definizione che Hannah Arendt dà di questo personaggio privo di qualità, preoccupato esclusivamente della propria carriera, sta alla base di un esperimento psicosociologico di Stanley Milgram nel Dipartimento di Psicologia dell’Università di Yale tra il 1961 e il 1963.
Più di mille soggetti sono coinvolti e i risultati sono sbalorditivi: messi in condizione di “punire” con scosse elettriche di sempre maggiore intensità gli allievi (attori in realtà non sottoposti alla tortura), il 65% dei “professori” continuano fino all’ultimo stadio nell’infliggere la sofferenza, andando oltre il naturale conflitto fra coscienza etica e ordini ricevuti. Emerge chiaramente che gli insegnanti sentono delle responsabilità nei confronti dell’autorità, ma sono distaccati dalla responsabilità del contenuto delle loro azioni. Mi sembra impensabile che di fronte alla sofferenza di una persona che si lamenta e inveisce, si possa continuare come un automa a proseguire nell’incarico assunto.

Come dunque trovare un modo per non essere coinvolti in simili dinamiche e altrettanto portare, chi ne è vittima inconsapevole, a prendere coscienza della propria situazione? Non è una situazione semplice perché un altro dato che emerge dal saggio di Gianluca Magi è la progressiva perdita di Quoziente Intellettivo dal 1970 a oggi. Stiamo diventando più stupidi: le prove sono macroscopiche e quotidiane: si chiama “Effetto Flynn rovesciato”.
Triste e non possiamo incolpare solo il Web o la nostra scarsa determinazione nell’approfondire argomenti importanti: la realtà è che siamo immersi in un mare magnum di informazioni e che il nostro vero potere risiederà sempre di più nell’imparare a ignorare quello che non ci appartiene profondamente.

Il tempo che dedichiamo allo studio critico del nostro passato, una forma di meditazione creativa, è nutrimento per un buon proseguimento della nostra vita.In quest’ottica mi auguro che emergano sempre di più saggi così circostanziati, pagine che pretendono da noi attenzione e non un veloce passaggio come la mancanza di tempo potrebbe indicarci.−

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

[Originariamente pubblicato sulla rivista “Odissea”: https://bit.ly/3eep2aV]

Risposta a chi ha deciso che non si deve leggere


La risposta corale, forte e chiara, a chi ha deciso che questo libro non si deve leggere è questa:
3 ristampe in meno di 3 mesi, in forza dell’energico passaparola delle persone che lo hanno letto.
Se l’iniziale censura preventiva e il seguente silenziamento dei mass media nazionali allineati continua a volerlo occultare e imbavagliare, questo libro è invece uno dei saggi più letti in Italia dal 21 gennaio, al 1° posto Bestseller Ibs “Psicologia”.
Tanto che lo tsunami di richieste dei Lettori ha mandato in rottura di stock il libro in tutti i bookstore online, tranne su Ibs dove la disponibilità è per ora immediata: https://bit.ly/3x8tgtp

Nonostante ciò questo manuale di autodifesa dalle odierne strategie di addomesticamento e manipolazione continua a non essere né segnalato nelle classifiche stilate dai media mainstream né considerato nei loro articoli che dovrebbero essere lo specchio della verità.

Perché non vogliono che si conosca questo libro?
Perché non vogliono che entri nel dibattito pubblico? che è il fondamento della democrazia.
Cosa significa questo accanimento nell’osteggiarlo, nel nasconderne l’esistenza?

La risposta è al di là del caso specifico del libro in questione.
È necessario essere tutti consapevoli che oggi gli apparati dell’informazione sono blindati nella loro malata bolla autoreferenziale, che non ammette discussioni né al proprio interno, né all’esterno.
Non vogliono che le persone vedano la realtà, che si pongano salutari domande.
Vogliono solo, in modo subdolo e falsamente benevolo, che obbediamo a testa bassa alla loro narrazione e deportarci in massa in quella patologica bolla sconnessa dalla realtà.

Ma trascurano un punto capitale della resistenza: la Libertà di espressione, di conoscenza e di circolazione delle idee, motore di una sana azione nel mondo e del processo evolutivo in democrazia, pulsano ancora con gran potenza nel cuore di tantissimi di noi. Molti di più di quanto si pensi.

Questo punto capitale è più forte del loro accanimento a volere occultare o distorcere la realtà per creare un pensiero unico, allineato e uniformato a beneficio di pochi privilegiati e a discapito della massa (che un tempo si chiamava “cittadinanza”).

Non riusciranno a strangolare il pensiero di tutti, a trasformare i diritti inalienabili in concessioni dall’alto, a battezzarci alla disgraziata religione della “nuova normalità”, a trasformarci in sudditi del regime terapeutico, a far morire di stenti la salutare azione nel mondo delle persone.

Conoscere è difendersi ed evolversi.

Sempre in alto il cuore e la mente!
Incognita Quotidiana

Il tragico Altrove


Il 5 Aprile il ministro della Cultura ha firmato un decreto per l’istituzione di una Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche. Attraverso l’Ufficio Stampa MiC il ministro dichiara che con questo decreto «è stata abolita la censura cinematografica in Italia».
Da quale forma di censura dichiara di liberarci? 
Proviamo ad aprire dei varchi di riflessione sul fenomeno del contagio psichico con un dialogo (im)possibile dall’era post-maccartista.

GLI ANTECEDENTI DELLA MESSA IN SCENA.
In quell’America che è l’Altrove per lo scrittore Thomas Mann, il senatore Joseph Raymond McCarthy intorno al 1950 scatena un’ondata di contagio paranoico che prenderà il suo nome: “maccartismo”.
Tribunali inquisitori compaiono ovunque: negli uffici, sui giornali, negli studios, agli angoli delle strade e, per voce di delatori, anche nelle case. La libera espressione artistica e culturale viene rinchiusa in apposite Blacklist. Anche il più povero tra gli imprenditori che investe in cultura, cinema e spettacolo inizia ad ambire al potere di determinare l’offerta per il suo pubblico. Il pubblico si esaurisce completamente nel consumatore.  
Gli uomini in Blacklist sono silenziati o camuffati dietro insospettabili prestanome. Il prestanome perfetto è chi non ha mai scritto, chi non può definirsi “impolitico per considerazioni” come Thomas Mann.
Nel 1955 McCarthy non serve già più ed alcuni, tra cui il regista Martin Ritt, escono dalla Blacklist. Molti altri ne restano imprigionati, in oblio.

IN SCENA. UN DIALOGO (IM)POSSIBILE.
Nonostante tutto, il Cabaret Voltaire è ancora aperto ed è gestito dallo stesso proprietario del bordello di fianco. Carmen attraversa la strada salutando l’uomo in mascherina che tiene al guinzaglio il maiale ed evita di passare tra i galli in combattimento. Un serpente striscia tra i suoi passi, mentre si avvicina alla soglia del locale. Non c’è ancora nessuno, ma è l’ora del caffè pomeridiano e presto arriveranno Thomas Mann, Cabaret Voltaire e Martin Ritt. 
Entrano che sono già nel vivo di un dialogo.
«Come stai, Carmen?», le chiede Thomas.
«La domanda oggi, mio caro è: Dove sei, Carmen?».
Le sorride accogliente e riprende il discorso sul produrre eventi attraverso le parole, proprio lì dove lo aveva lasciato.

George Orwell risponde: «Quella attuale non è un’età di pace. L’atmosfera sociale condiziona il concetto di “arte per l’arte” e condiziona sia il distacco intellettuale che il diletto. Il distacco sembra quasi impossibile quando tutto il sistema di valori è minacciato. Persino la poesia oggi si mescola al libello polemico o alla fantasticheria disturbante! La propaganda si annida nei libri imbruttiti dalla neolingua. L’intelletto si assoggetta ad un’opinione ideologizzata che rende impossibile l’onestà intellettuale. La scrittura come fatto di realtà fluisce solo da una creatività libera ed è questo il motivo della sua persecuzione. Quali sono i confini dell’arte e della propaganda?»

Thomas Mann: «Sto provando a sintetizzare le mie Considerazioni di un impolitico. Mi consola conteggiare in quanti han letto l’Ulisse di James Joyce per intero. Ma, la vera difficoltà adesso è che non ho ancora finito ché tra la Cina che ci fa da maestra di civilizzazione e i collaborazionisti della Disruptive Culture, rischio quasi di perdermi nel labirinto. Di perdere il filo della mia stessa Kultur. Nel 1949, quando ero un cittadino americano e c’era il maccartismo, testimoniai lucidamente una familiare preoccupazione verso certe tendenze politiche e ancora riscontro intolleranze spirituali, inquisizioni politiche, declino della sicurezza, azioni estreme compiute in “stato di emergenza”. Così ebbe inizio in Germania. Dovevo arrivare a 75 anni per vedermi accusato pubblicamente di mendacio in America da bruciatori di streghe, i quali non credevano a nessuno né ascoltavano alcuno tranne le loro streghe. Stanotte ho sognato che l’anno prossimo la Focara di Novoli la faranno con i nostri libri.»

Martin Ritt: «Gli aridi frame del mainstream richiedono ancora gesti simbolici come il suicidio di Hecky Brown. Mi riferisco al film “The Front” del 1976, da me diretto e realizzato con altri ex Blacklisted. Hecky Brown è interpretato da Zero Mostel, ed è un personaggio che fa il “comico per il comico”, clownescamente tragico. La scelta di Woody Allen per il ruolo del prestanome Howard Prince si è svelata vitale per l’umorismo. È in forza dell’humus che il prestanome lascia inascoltato il suggerimento del suo avvocato: accontentare l’Inquisizione con un gesto simbolico – la delazione – per dimostrar loro la sua buona fede.
Liberata dal gesto tragico è invece la sua dichiarazione finale in sede inquisitoria, quando non riconosce alcun diritto alle richieste. E conclude, non di meno, con un opportuno invito agli inquisitori ad andar dove è giusto ch’essi vadano: a prender cosa, come e in qual posto.»

Ne hanno ancora per un bel po’ e la stanza è piena di fumo. Meglio che Carmen corra ai fornelli per la cena di suo marito.

Esce [di scena] inseguita da un orso (1).

(1) Uscita di scena dal “Racconto d’inverno” di Shakespeare, quando, nell’acme del dolore del monologo dell’uomo che abbandona il cadavere della figlia nel fiume, Shakespeare annota: «Ed esce inseguito da un orso». Nel periodo del teatro elisabettiano correva la moda dei combattimenti tra orsi per le strade. 

Fonti:
• Ufficio Stampa MiC, Roma, 5.4.2021, http://www.beniculturali.it/comunicato/20346
• Thomas Mann, “Considerazioni di un impolitico”, Adelphi, 1997.
• Gordon Kahn, “Hollywood on Trial: The Story of the 10 who Were Indicted”, prefazione di Thomas Mann, Boni & Gaer, 1948.
• George Orwell, “Il Potere e la Parola”, Piano B, 2021.• Loretta Innocenti, “Il teatro elisabettiano”, il Mulino, 1994.
• “Il prestanome” (1976) regia di Martin Ritt. 
• Gianluca Magi, “Goebbels.11 tattiche di manipolazione oscura”, prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021. Riferimento al VI principio tattico “Contagio Psichico”, pp. 129-138: https://amzn.to/3umkWUn

Manipolazione, censura, autocensura e propaganda


Conversazione con Gianluca Magi attorno al libro di Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul FItoussi, Piano B, 2021: https://cutt.ly/RxGCEvG
Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream.
Buona visione!
www.incognita.online

Gianluca Magi: Manipolazione e propaganda


Come funzionano la censura, la propaganda e la manipolazione di massa e del consenso.
Un’indagine di estrema attualità, attraverso le tattiche di Joseph Goebbels, il diavolo zoppo della Propaganda nazista. Tattiche individuate, documentate, descritte e commentate da Gianluca Magi nel suo ultimo libro:
Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021.

Questo manuale di autodifesa è il risultato di uno studio protrattosi per una decina di anni su una mole enorme di documenti inediti (in lingua tedesca e inglese, in prevalenza) per dimostrare l’attualità sconcertante e l’efficacia micidiale di queste tattiche, a livello personale e collettivo. Tattiche costantemente applicate dagli odierni media brain trust.

Questo libro, come denuncia l’autore da mesi, ha prima subito censura preventiva – sarebbe dovuto uscire a maggio del 2020 – e poi sistematicamente silenziato dai media nazionali mainstream.

Ne parlerà direttamente Gianluca Magi nella trasmissione https://www.facebook.com/100GiorniDaLeoni/
venerdì 26 marzo alle ore 20.30 in diretta online.

Gianluca Magi è uno storico delle idee e delle religioni, filosofo, orientalista e conoscitore di dottrine esoteriche.
È stato docente all’Università di Urbino di materie legate alle filosofie, psicologie e religioni tra Oriente e Occidente.
È uno degli autori italiani che ha maggiormente contribuito alla elaborazione teorico-pratica e alla diffusione della psicologia transpersonale.
Ha fondato a Pesaro “Incognita”, laboratorio transdisciplinare che dirige con Franco Battiato.
È direttore scientifico, con Grazia Marchianò, responsabile del Fondo Scritti Elémire Zolla, di “AC Mind Seminars”.
Autore di diversi bestseller, tra cui 36 stratagemmi(BUR), Gioco dell’Eroe (Punto d’Incontro).
Alcuni suoi libri sono tradotti in 33 Paesi.
È uno degli autori delle voci della Enciclopedia Filosofica della Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate (Bompiani, 12 voll.; Corriere della Sera, 2010).

Gianluca Magi recensisce George Orwell


George Orwell, Il potere e la parola. Scritti su propaganda, politica e censura, Piano B, febbraio 2021.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.

OGGI COME IERI



Sia ben chiaro a tutti!
A meno di avere paraocchi o, peggio, essere in malafede.
Quale fu la prima mossa di Joseph Goebbels non appena diventato ministro per l’Educazione popolare e la Propaganda nazista?

Esercitare un controllo assoluto su stampa, cinema, radio, scuola, università, arte, cultura e propaganda: una Gleichschaltung, che nella neolingua di regime significa letteralmente omologazione, messa in riga, allineamento della vita culturale e dello spazio pubblico, ridotti a sistema chiuso che non tollera voci fuori dal coro.
È la «rivoluzione fredda», come Goebbels battezza la linea del governo in carica, per svuotare di potere le istituzioni e per addomesticare la popolazione al punto di trasformarla nella fautrice stessa del nuovo governo – tattica illustrata nel Principio II, Unanimità.
La stampa, che non deve «solo informare, ma anche istruire», dichiara Goebbels il 16 marzo 1933 davanti ai giornalisti berlinesi, «deve considerarsi uno strumento nella mani del governo, un pianoforte che il governo può suonare».

– tratto da: Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Edizioni Piano B, Prato, gennaio 2021, pp. 34-5.

Nota bene: il mio libro è stato sottoposto a una disgustosa censura preventiva da maggio 2020. Ora, è finalmente disponibile per il pre-order su Amazon [https://amzn.to/345LcrF], Ibs [https://bit.ly/37T4NMG] e nelle librerie fisiche di fiducia.

Contro la censura. Guardare nell’oscurità per aprire un varco di Luce.


Per aprire un varco di luce.
→ Dopo una feroce censura di oltre sei mesi, finalmente il mio nuovo libro dal titolo “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura” è disponibile per il pre-order su Amazon [https://amzn.to/345LcrF], Ibs [https://bit.ly/37T4NMG] e nelle librerie fisiche di fiducia.

Finalmente!


Dopo una feroce censura di oltre sei mesi, finalmente il mio nuovo libro è disponibile per il pre-order su Amazon, Ibs e nelle librerie fisiche di fiducia.

È un manuale di autodifesa psicologica e un’analisi delle odierne strategie di addomesticamento e manipolazione: dopo aver individuato 11 tattiche nell’operato di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda nazista, mostro anche attraverso esperimenti di psicologia sociale e riferimenti cinematografici come quel sistema di addomesticamento e strumentalizzazione sia ancora oggi implacabilmente utilizzato dagli odierni «padroni dell’umanità» e dai loro «mezzi di manipolazione di massa».

Scopo di questo libro, dunque, non vuol essere solo un’analisi storica, ma il tentativo di osservare criticamente la nostra realtà alla luce del lavoro propagandistico di Goebbels, il “diavolo zoppo”, al fine di fornire al lettore strategie efficaci «per salvarsi dalla Trinità del Potere: il Male, la Stupidità e la Menzogna».

Un caro saluto,
Gianluca Magi

Contro il mainstream


Oggi nasceva Mark Twain. Un irriverente contro l’ipocrisia, l’omologazione, la crudeltà e il pensiero semplificatorio.
E la mia è una dichiarazione d’amore. Nata da bambino, mentre divoravo Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn: collaborazione e amicizia tra Huck e Jim, uno schiavo fuggiasco, tra mille peripezie lungo il Mississippi. Libertà e amicizia che facevano pulsare il cuore e respirare i miei giovani polmoni.

L’impudente genialità di Mark Twain sul tema della libertà di pensiero, opinione, di stampa ed espressione non fu sempre ben accolta: diversi dei suoi scritti furono censurati o respinti dai suoi editori e caporedattori. Così egli dovette sopportare le conseguenze dello scomodo privilegio di quella libertà di opinione a cui cercò sempre di dare espressione.

Nel breve, ironico, sferzante saggio “Solo ai morti è permesso di dire la verità”, leggiamo:
«Un uomo non è indipendente, e non può permettersi di avere delle idee che potrebbero compromettere il modo in cui si guadagna il pane. Se vuole prosperare, deve seguire la maggioranza. Per questioni molto importanti, come la politica e la religione, deve pensare e sentire come la maggior parte dei suoi vicini, altrimenti subirà danni alla sua posizione sociale e ai guadagni negli affari».

Tra la virtù e la maledizione del potere dell’informazione, pulsa il cuore dei folgoranti saggi raccolti in Libertà di stampa. Splendida raccolta, edita nel 2010, da Piano B Edizioni, casa editrice coraggiosa parecchio indipendente che pubblica opere particolari, fuori dal coro.

Solo in Piano B edizioni – che nel suo nome porta inciso gli intenti programmatici – poteva trovare ospitalità il mio nuovo libro. Nuovo libro – giova ripetere! – in stato di censura preventiva da maggio a ottobre da parte di editori coniglieschi con cui ho pubblicato negli anni o con cui sono in rapporto.
Censura e ostracismo come conseguenza dello scomodo privilegio di quella libertà di opinione a cui ho sempre cercato di dare espressione, non solo nei miei libri. Fuori dalla volgarità del mainstream e dell’ammaestramento.

«L’ammaestramento» – ci ricorda Mark Twain – «fa cose meravigliose. Non c’e nulla che l’ammaestramento non possa fare. Nulla è al di sopra o al di sotto della sua portata. Può trasformare i cattivi princìpi in buoni, e i buoni in cattivi; può annientare ogni principio, e poi ricrearlo».

Il mio post – molto letto e condiviso – dell’11 settembre https://bit.ly/3f6v1ym si concludeva con:
«Onore all’Editore che avrà il coraggio di pubblicarlo!».

Ecco: ONORE A PIANO B EDIZIONI!

Gianluca Magi
www.incognita.online


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