Archive for the 'Incognita. Advanced Creativity' Category

Gianluca Magi: Manipolazione e propaganda


Come funzionano la censura, la propaganda e la manipolazione di massa e del consenso.
Un’indagine di estrema attualità, attraverso le tattiche di Joseph Goebbels, il diavolo zoppo della Propaganda nazista. Tattiche individuate, documentate, descritte e commentate da Gianluca Magi nel suo ultimo libro:
Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021.

Questo manuale di autodifesa è il risultato di uno studio protrattosi per una decina di anni su una mole enorme di documenti inediti (in lingua tedesca e inglese, in prevalenza) per dimostrare l’attualità sconcertante e l’efficacia micidiale di queste tattiche, a livello personale e collettivo. Tattiche costantemente applicate dagli odierni media brain trust.

Questo libro, come denuncia l’autore da mesi, ha prima subito censura preventiva – sarebbe dovuto uscire a maggio del 2020 – e poi sistematicamente silenziato dai media nazionali mainstream.

Ne parlerà direttamente Gianluca Magi nella trasmissione https://www.facebook.com/100GiorniDaLeoni/
venerdì 26 marzo alle ore 20.30 in diretta online.

Gianluca Magi è uno storico delle idee e delle religioni, filosofo, orientalista e conoscitore di dottrine esoteriche.
È stato docente all’Università di Urbino di materie legate alle filosofie, psicologie e religioni tra Oriente e Occidente.
È uno degli autori italiani che ha maggiormente contribuito alla elaborazione teorico-pratica e alla diffusione della psicologia transpersonale.
Ha fondato a Pesaro “Incognita”, laboratorio transdisciplinare che dirige con Franco Battiato.
È direttore scientifico, con Grazia Marchianò, responsabile del Fondo Scritti Elémire Zolla, di “AC Mind Seminars”.
Autore di diversi bestseller, tra cui 36 stratagemmi(BUR), Gioco dell’Eroe (Punto d’Incontro).
Alcuni suoi libri sono tradotti in 33 Paesi.
È uno degli autori delle voci della Enciclopedia Filosofica della Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate (Bompiani, 12 voll.; Corriere della Sera, 2010).

Goebbels e l’arte oscura della manipolazione


> Intervista rilasciata da Gianluca Magi a Ionoblog: https://bit.ly/3rOPxsP

Nel 1932, mentre la Repubblica di Weimar si preparava a un appuntamento elettorale cruciale, i seguaci di Hitler avevano già chiara una precisa scala di priorità. Joseph Goebbels annotava: «La propaganda dovrà svolgere la maggior parte del lavoro. Dobbiamo elaborare una tecnica perfetta sin nei minimi particolari». Risultato: i nazisti conquistarono 230 seggi e diventarono la prima forza politica nel Reichstag. Dentro una fatale miscela di fattori esplosivi, la «tecnica perfetta» aveva funzionato, e non per caso negli anni successivi sarebbe diventata regime, al pari della formula politica che sosteneva e di cui affilava le armi, adattava gli slogan, giustificava le nefandezze. In un gorgo di menzogna e violenza combinate per mobilitare l’immaginario e le energie di una nazione, col tragico successo che conosciamo.

Un successo scientifico, frutto di un laboratorio sofisticato e decisamente variegato. Perché Goebbels sapeva che le baionette non bastano, e talora non servono. Come aveva insegnato Le Bon, «i veri sconvolgimenti non sono quelli che ci empiono di stupore per la loro vastità e violenza: i soli cambiamenti importanti avvengono nelle opinioni, nei concetti, nelle credenze». Il che suggeriva di guardare verso il mondo libero, ad esempio verso le sottili forme di militarizzazione del pensiero elaborate nella democratica America. Dove non a caso, qualche anno prima, la stessa parola – propaganda – aveva dato il titolo a un celebre saggio di Edward Louis Bernays, che parlava di quanto fosse necessaria (e buona e giusta) la «manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia». Cosa che del resto l’autore aveva saggiato al fianco dell’amministrazione Wilson, allorché si era trattato di convincere la nazione ad entrare nel primo conflitto mondiale. Di quella già robusta tradizione – fatta di disprezzo delle masse popolari e di cinismo elitario – i Diari del ministro della propaganda nazista raccolgono gli esiti. Offrendo un’impressionante testimonianza della trasversalità strategica di quelle tecniche manipolatorie che copiosamente il Novecento avrebbe usato per i fini più diversi, e nei più diversi contesti politici.

Per questo Gianluca Magi ha deciso di riaprire quelle pagine. Nella consapevolezza di poterci ritrovare non una mera testimonianza archeologica, ma la chiave di un meccanismo universale da cui difendersi. E da qui nasce il suo ultimo volume, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, edito da PianoB con prefazione di Jean-Paul Fitoussi. Un volume prezioso, scritto da uno studioso di lungo corso – storico delle idee e delle religioni, filosofo, orientalista – che vanta una carriera costellata di successi editoriali e sperimentazioni audaci (non ultimo il laboratorio transdisciplinare Incognita, diretto con Franco Battiato) e che conduce il lettore con rara profondità attraverso i dispositivi di condizionamento del potere.

Un manuale di autodifesa, insomma, quantomai necessario. Che il grande circuito di promozione editoriale – avviluppato su contenuti rigidamente standardizzati – ha fin da subito espulso dalle proprie vetrine. Forse a riprova del fatto che la bolla del mainstream non ammette di mettersi in discussione dal proprio interno. E che criticare i presìdi della chirurgia mediatica colpisce meccaniche vaste. Quando Magi ha accettato di conversare con noi è stato inevitabile partire proprio da qui.

Lei ha un curriculum di tutto rispetto. È stato per tanti anni professore universitario a Urbino, per poi dimettersi. Ha pubblicato per editori come Rizzoli, Einaudi, Bompiani, Sperling&Kupfer. Ora ha scritto un libro brillante, documentato e molto più originale di certi pamphlet che invadono le librerie. Oltretutto su un argomento di estrema attualità. Com’è possibile che il manoscritto sia stato rifiutato dalle maggiori case editrici? E che poi la sua pubblicazione sia stata praticamente ignorata?

Se è noto che dopo la disfatta, la silenziosa diaspora nazista insegnò le arti della persecuzione e della tortura ai militari ed ai politici di una dozzina di paesi affacciati sul Mediterraneo, sull’Atlantico e sul Pacifico, ignoto è il fatto che le tattiche di manipolazione di Goebbels vengono a taglio dei media brain trust e delle dinamiche propagandistiche su cui si fondano in ampia parte l’informazione e la produzione culturale attuale. Su questo aspetto mancavano studi scientifici seri e documentati. Il mio libro ha cercato di sopperire a tale lacuna.

Bene, dunque.

Sì. Anzi, male. Perché a maggio del 2020 cominciano le disavventure per questo libro, nel momento in cui lo presentai a numerosi editori. Premetto, per chi non conosce il mio lavoro, che alcuni miei libri sono stati tradotti in 33 Paesi e non ho mai incontrato grandi ostacoli per pubblicare un mio lavoro in oltre venticinque anni di carriera. Questo libro invece si è trovato davanti a tutte le porte sbarrate. Rifiutato con risposte evasive o di circostanza. Nei casi in cui è stata palesata la vera ragione del rifiuto, la risposta dei direttori editoriali è stata questa: «Pubblicare questo libro è potenzialmente pericoloso sia per la nostra carriera che per i suoi contenuti». Morale: il libro è rimasto in questa vile censura preventiva sino a dicembre, allorché Piano B, casa editrice piccola ma coraggiosa e fuori dal coro, è stata entusiasta di pubblicarlo. Dunque, onore a Piano B edizioni! Ma l’accanimento contro questo libro è lontano dall’essersi concluso. Ad oggi è ignorato, o più tecnicamente, “silenziato” dai media nazionali mainstream. Il fatto tragico – non solo per me ma emblematico per tutti – è che la mia denuncia di questo osceno modus operandi, trova persone che non ci credono. Ritengono che ciò non sia possibile. Rifiutano questa verità, per la sua enormità. È molto significativo questo comportamento mentale. Un buco in questa rete del silenziamento è stato fatto in questi giorni da un brillante articolo a firma di Roberto Onofrio, caporedattore centrale del Secolo XIX. Mi auguro che altri media seguano il suo esempio e immettano questo libro nel circuito di discussione e riflessione della collettività.

Alla rete di silenziamento, poi, non si sottraggono neppure i social network. Ciò è reso possibile dalla condivisione costante dei dati tra Facebook e Amazon. Nel mio caso specifico, Amazon ad oggi – per i casi di cui sono a conoscenza – ha rifiutato o ha rimosso una ventina di recensioni di lettori che negli ultimi mesi hanno commentato i miei post Facebook o hanno interagito con me via Messenger. Questo, al di là del mio libro, lumeggia una forma di controllo e sorveglianza ad un grado di pervasività senza precedenti nella storia umana, neppure nei suoi periodi più bui.

Insomma, le ragioni che rendono importante il suo lavoro sono esattamente quelle che hanno portato alla sua censura.

Sì. Inevitabilmente, come congetturavo sin dall’inizio, il mio libro si è trovato vittima del sistema di cui descrive i modi e il funzionamento. Ma non pensavo che potesse essere ritenuto libro non gradito o scomodo sino a questo livello d’intensità. Last but not least, parallelamente la mia pagina Facebook “Gianluca Magi – Incognita” è stata ripetutamente segnalata da parte di fanatici. Queste ignobili segnalazioni anonime – tipiche di chi è privo di ossatura morale – comportano il rifiuto reiterato di Facebook di poter mettere in evidenza la maggior parte dei miei post. Ecco un’altra forma di Silenziamento, IX principio tattico di manipolazione oscura. E qui si aprirebbe la lunga parentesi sul sistema di delazione fanatica all’interno di questo modello totalitario mascherato da prevenzione sanitaria…

Del resto siamo abituati ad associare la censura e la propaganda a contesti totalitari, e certamente quei contesti si alimentano di propaganda. Ma – e lei giustamente lo sottolinea – teorici come Bernays ci insegnano che questa categoria si sposa pericolosamente anche a sistemi democratici…

… e non dimentichiamo Ivy Lee, pioniere americano delle public relations, il quale fu assoldato nel 1934 da Goebbels, attraverso una nota azienda nazista, la IG Farben Industrie Deutschland, grazie all’esorbitante parcella annuale di 30.000 dollari. Che all’epoca era una vera fortuna. Questo il triangolo velenoso: Joseph Goebbels, Edward Bernays (da più parti considerato un Goebbels americano, pronipote di Freud e avvelenatore professionale della coscienza pubblica) e Ivy Lee, ribattezzato dai critici «Veleno Ivy» ovvero colui che mistifica la realtà. Ne do conto ampiamente nel mio libro: nell’Atto II, Scena II del capitolo Nella mente del diavolo zoppo (una caccia psicologica per decifrare Goebbels e per comprendere la psicopatologia del potere), e nel Principio tattico III, Volgarizzazione, dove osservo come la propaganda e la distorsione cognitiva della realtà delle persone si declinino oggi all’interno dei sistemi democratici.

Oggi mi pare di poter dire che la propaganda è ovunque. Il vero paradigma della contemporaneità.Tutto è ricondotto alla logica di uno spot pubblicitario. Le opinioni sono preconfezionate anche quando si duplicano in campi apparentemente opposti: destra e sinistra, buoni e cattivi… è l’infantile terreno comune di ogni dibattito. E lo spettacolino dei media mainstream che si autoaccreditano come fonti affidabili – nonostante le ripetute falle informative e la parzialità palese del loro setting – risponde alla meccanica della propaganda, e lei lo mostra bene…

… Giudizi ed etichette: in tal modo siamo stati persuasi e incoraggiati a ragionare dal teatrino dei media mainstream che si autoaccreditano come fonti attendibili. La visuale che ci si para ai sensi e la dialettica riflessiva sono state conchiuse all’interno di un recinto costruito ad hoc da questo teatrino. L’inondazione mediatica sottrae il tempo alla riflessione. Il diluvio costante di dati e moniti proibisce il ragionamento. Chi tenta di uscire da questo teatrino rischia di incespicare nell’ingenuità di auto-etichettarsi nei termini della narrazione dominante, nel doversi giustificare quando mette in campo il dissenso che è condannato a monte da giudizi ed etichette. È un universo concentrazionario dal quale difficilmente si riesce a sottrarsi o si esce incolumi. Pensare implica energia e tempo. Giudicare ed applicare etichette, no. L’assenza di tempo per riflettere è la nemica giurata della ragione. Entriamo così in quella che chiamo “l’era del caos” dove si è eterodiretti e si obbedisce a capo chino.

LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA SEGUIRÀ IN UN PROSSIMO ARTICOLO.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul FItoussi, Piano B, 2021.
< Il libro prima censurato e ora silenziato dai media mainstream >
Conoscere è difendersi.

2021


L’essere umano con il pensiero cresce.
Con l’esperienza matura.
Con il cuore vive.
– Gianluca Magi
www.incognita.online

AC MIND SCHOOL – Pesaro 2020


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Gianluca Magi parla di: Edgar Lee Masters


Oggi nasceva lo scrittore che diede voce ai morti di Spoon River.

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Giordano Bruno. Il filosofo-mago


Nell’amico Giordano Bruno vive un’idea raggiante, tra le tante. È “anamnesis”.
Letteralmente significa “perdita dell’oblio”, “perdita della dimenticanza”.
Assunto valorizzato in numerose tradizioni magiche e dello spirito. Da Oriente a Occidente.
Giordano Bruno conduce questa idea al suo massimo grado di sviluppo, da filosofo-mago e fine conoscitore pratico della meravigliosa arte della memoria.
Nei manuali di storia della filosofia come nei corsi scolastici o accademici questa idea cruciale viene trascurata o (mal)trattata tanto da ignorarne la sua preziosa valenza pratica.
Chi la comprende, comprende anche perché oggi siamo così futilmente litigiosi e frantumati, in balia di realtà contraffatte, fasulle create dalla o per l’amnesia. Che non si può più dire niente che si scatena un putiferio di malsane incomprensioni e aggressività distruttiva. Che non porta a nulla se non al rogo del dialogo, del confronto, dell’umana intelligenza e autentica collaborazione.
Alcuni giorni fa con mio figlio Cristoforo parlavo di “anamnesis” in Giordano Bruno declinandola nell’attualità. E ne sono emerse idee fruttuose di cui ancora non avevo parlato direttamente in pubblico.
Domenica 2 agosto per il Workshop GdE4 partiremo proprio da quella conversazione: per una nuova chiave per aprire questo strano Livello del Gioco dell’Eroe. Nel quale sperimenti uno stato dell’essere che è stato “dimenticato”, caduto nell’“oblio”. E ricordi ciò che hai sempre conosciuto ma che hai dimenticato.
Nonostante il gran caldo (che soffro), sono animato da un eroico furore. Si prospetta una giornata insieme non ordinaria. In 4a dimensione.
Chi ci sarà, cominci già da ora ad allacciare le cinture. Stiamo per partire.
Evviva!
Gianluca Magi
http://incognita.online/iniziative_giocodelleroe.html

p.s.: Amici Giocatori che avete la fortuna di essere in Gioco, tenetevi molto cari i Circoli Magici GdE nelle vostre città.
Credetemi: teneteveli molto cari.

p.p.s.: I posti per domenica 2 agosto sono esauriti. Per verificare se si è liberato qualcosa, questi sono i contatti a cui rivolgersi:
gdepesaro@gmail.com
Jessica: 340.3820327

#GiordanoBruno #GianlucaMagi #GiocodellEroe #GdE

26 settembre 2020 Angelo Tonelli a Incognita


26 settembre 2020 – Incognita AC (Pesaro)
ANGELO TONELLI: Sapienza e Sciamanesimo. Tra Grecia e Oriente

Il 26 settembre Angelo Tonelli ci accompagnerà alla scoperta della sapienza. Che non è scialba erudizione, astronomia libraria. La sapienza si libra nel cuore del giorno, incide l’uomo, lo muta. In un imperdibile viaggio, teorico e pratico, nella sapienza orfica ed eleusina e nello sciamanesimo. Tra Grecia e Oriente.

Angelo Tonelli tra i grandi studiosi della sapienza greca, allievo diretto di Giorgio Colli, è straordinario traduttore di Eschilo, Sofocle ed Euripide (per Bompiani), esegeta di Parmenide ed Empedocle (sempre per Bompiani) e di Eraclito e dei presocratici (come “Le parole dei Sapienti”) e indagatore dei misteri (nel fondamentale “Eleusis e Orfismo”, per Feltrinelli).

PROGRAMMA:
http://incognita.online/iniziative_acmindschool_2020.html

● Segreteria Incognita – AC MIND SCHOOL:
340.3820327 (Jessica)
– incognitamind@gmail.com (per l’intero ciclo di Seminari)
– incognitamind2020@gmail.com (per singoli Seminari)
347.7899647 (Marylène): per pernottamenti a prezzi convenzionati

<Posti a numero chiuso>

Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo


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Hai presente l’elegante formula che recita:
«Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo»?
Fu scritta da Voltaire, uno dei massimi massimi filosofi dell’Illuminismo?
No! Il reale autore, o meglio autrice, è Evelyn Beatrice Hall, scrittrice inglese nota con lo pseudonimo di Stephen G. Tallentyre.
Trovi quella bellissima frase nel suo “The Friends of Voltaire” del 1906:
«I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it».
L’allora popolare “Reader’s Digest”, nel giugno 1934 riprese la frase di Evelyn Beatrice Hall e la attribuì a Voltaire. E da allora così è andata.

Questa frase, elegante e bellissima, è un monito!
Da difendere in modo intatto.
Oggi più che mai, in un clima confuso dall’odore di censura e manipolazione delle menti.
Dove fazioni e consorterie del mainstream invitano in modo subdolo ad abdicare allo spirito critico per far abbracciare argomenti che mettono le radici in atteggiamenti emotivi e primitivi, cioè pre-riflessivi.
Come voleva la perfidia velenosa del Diavolo zoppo.

Gianluca Magi
www.incognita.online

Patendo conoscere. Lettera agli amici di Incognita. Di Grazia Marchianò


LetteraGrazia

Carissimi amici di INCOGNITA,
<patendo conoscere> è una frase tratta dalla tragedia Agamennone di Eschilo di 27 secoli fa.
Ci invita a riflettere sul nesso tra il <patire> così fortemente sofferto oggi e le inesauribili risorse della <conoscenza> in pianta umana. Potrà apparirvi fuori luogo, retorico, perfino stentoreo mettere a fuoco gli aspetti dell’<apprendere>, dell’<imparare>, del padroneggiare saperi che comunemente si ritiene astratti, teorici e dunque indifferenti alla condizione del <patire> comune. Non è così.
<Sapere> : sàpere in latino significa “apprendere, assorbire” con tutti i nostri sensi all’unisono, non nel modo arido e astratto della RAGIONE (Logos) teorizzata dalla conoscenza matematica per i suoi pur preziosissimi calcoli. Separare il Logos dal sàpere è stata un’operazione con effetti nocivi nella costruzione del pensiero dualistico occidentale mentre la fisica ha dimostrato materia-e-energia inseparabili come due-in-uno.
Se ci volgiamo all’India e alla Cina, scopriamo che le antiche e rispettive parole-chiave sono DHARMA e DAO (la Legge, il Cammino cosmico). Ed è stata la mente umana per com’è fatta, a inventare/scrutare questa legge e questo cammino consapevolizzandoli in modo saggiamente inclusivo.
Se nel profondo di noi stessi riusciamo a sentirci figli del Dharma incamminati nel Dao, questa soggezione inderogabile invece di angosciarci, ci renderà saldi come rocce, fluidi come l’acqua e il vento, pronti a ‘gioire’ insieme di nuovo, uniti nell’umano che è anche sovrumano. Ricordiamocene sempre!
Se taluno di voi della cerchia di INCOGNITA vuole scrivermi direttamente per parteciparmi il suo intimo “conoscere patendo”, il mio indirizzo mail è: fondoscritti@elemirezolla.it.
Arrivederci presto!
Grazia Marchianò

Angelo Tonelli, Nicola Cisternino a Incognita (Pesaro)



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