Archive for the 'Cristoforo Magi' Category

Le invasioni barbariche


Nonostante si trovasse in uno dei momenti di massimo splendore politico, amministrativo e militare, l’Impero romano crollò. Perché?
Perché sotto l’impero del lusso erano prosperate corruzione e decadenza dei costumi.
Gli imperatori confondevano «l’ordine delle stagioni», facevano «ministri mimi e ballerini».
I costumi dei romani si rammollivano: non lavoravano più e la coltura dei campi era abbandonata agli schiavi.
Già nel II sec. a.C. Marco Porcio Catone ammoniva i suoi contemporanei verso i pericoli del lusso sfrenato e della corruzione tipica dell’ellenismo.
Roma, mantenuta dalle tasse delle colonie, rivolgeva gran parte dell’attenzione a giochi e passatempi.
Una volta sbiaditi i valori dell’Impero, neppure l’autoritarismo istituzionale e l’esercito poterono contrastare le invasioni barbariche.
La mollezza dei costumi fu l’inizio della fine.

Quando una civiltà smarrisce i valori su cui si è edificata, rafforza inevitabilmente la violenza autoritaria che sfocia nel controllo e nella privazioni delle libertà personali.
Ma ciò può essere sufficiente a salvare una nazione in declino?

Oggi la Cancel Culture, il Disrupt Texts – l’eliminazione dai programmi scolastici e universitari dei pensatori classici avvertiti come non in sintonia con una certa ideologia – e altre forme estremiste di masochismo e odio di sé dell’Occidente avvelenano il corpo dell’Occidente tutto.

La deriva disturbata a cui può giungere il capitalismo è sintetizzata da una celebre frase di Lenin:
«Il capitalismo ci venderà la corda con cui lo impiccheremo».

La deriva del politicamente corretto, promosso dalle nostre élites finanziarie e culturali divide anziché unire e sta regalando – anziché vendere – questa corda del patibolo alla Cina comunista di Xi Jinping che, da una Beijing sempre più vicina, resta a guardare pazientemente e ad agire sottotraccia.

Come può l’Occidente sopravvivere se i suoi capi, amplificati dagli apparati mediatici, considerano malvagi i propri valori?

Mentre noi bisticciamo su quale statua sia più giusto decapitare e quale pilastro letterario sia più etico abbattere e cancellare dai programmi scolastici e universitari, la Cina ne approfitta per inculcare al suo popolo l’idea che la storia Occidentale sarebbe solo una grande menzogna: è di questi giorni infatti la notizia del professore Huang Heqin di Belle Arti alla facoltosa Università di Zhejiang che sostiene che le Piramidi, il Partenone, il Foro romano e altri baluardi della cultura occidentale siano solo “fake” per offuscare lo splendore della Cina, unica vera civiltà mondiale.

Quello che può sembrare un semplice delirio si trasforma in vera e propria propaganda anti-occidentale amplificata dall’enorme bacino di studenti ad ogni corso: 60.000.

Fonti:
• The Wall Street Journal, 22 marzo 2021: https://vsit.site/8tktc
• Atlantico, 20 marzo 2021: https://vsit.site/smca3
• Taiwan English News, 11 febbraio 2021: https://vsit.site/nok3i
• Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione”, Piano B, 2021.

Qualcuno volò sul nido del cuculo


Il cuculo è un uccello parassita: a causa della sua dieta non può nutrire i suoi pulcini, dunque depone le uova nei nidi di altri volatili che in tal modo cresceranno i suoi piccoli.

Il nido del cuculo, perciò, non esiste.

Come si fa a volare sul nido del cuculo?
Ce lo mostra il regista Milos Forman nella sua pellicola – capolavoro! – uscita in Italia a marzo di 45 anni fa.

Il pregiudicato Randle McMurphy, interpretato magistralmente da Jack Nicholson, si fa internare in una clinica psichiatrica per sfuggire ai lavori forzati. Qui si affeziona agli altri diciotto ospiti e – da perfetto anticonformista – sollecita i loro animi per evadere dalla prigionia e abbracciare la Libertà.

Ma in manicomio – in slang americano Cuckoo’s Nest – non sono concesse pazzie. Ben presto McMurphy si scontrerà con i metodi sadici del personale e in particolar modo della rigida capoinfermiera Ratched: dietro l’uniformazione ipocrita, che finge di vedere tutti allo stesso modo, si cela il carattere repressivo e carcerario dell’istituzione, il potere che emargina i diversi e le posizioni diverse. Potere che non vuole prendersi cura dell’individuo, bensì svuotarlo di tutte le sue particolarità e unicità.

Il film è una boccata di aria fresca che riaccende la scintilla di libertà insita in ognuno di noi che troppo spesso viene sopita dal Mondo-Clinica che ci ‘normalizza’ per farci funzionare come ingranaggi delle sue norme, credenze e ideologie dominanti.
L’uomo moderno è forzato ad indossare la maschera del folle poiché viene lobotomizzato da una società totalitaria che lo intrappola in una rete di nevrosi scaturite dalla repressione.

La vera tragedia è quando ci dimentichiamo di indossare una maschera e crediamo che questa sia l’unico modo di vivere la vita e non più un semplice “sistema” che ci siamo costruiti attorno: molti dei pazzi ricoverati nel film sono lì volontariamente, a parte i cronici e il prigioniero McMurphy, ma a seguito delle incalzanti domande del protagonista i ricoverati si diranno incapaci di abbandonare la prigionia.

«L’uccellino costretto per troppo tempo a restare chiuso in gabbia, non volerà più via trovando la porta aperta.
La libertà fa paura quando non si è più abituati a farne uso
».

Il sistema vorrà sbarazzarsi dell’Eroe libero che mette in dubbio le imposizioni rifiutando l’uniformazione e sommuovendo gli animi.
Il seme della Libertà, però, è ormai stato piantato. E anche quando la libertà viene repressa nel singolo, germoglierà benefica nel cuore degli altri.

Volerai sul nido del cuculo?

Fonti:

– “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, regia di Milos Forman (1975; in Italia: 1976).

– Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio per il download, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2019.

– Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021.
> Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream <

L’uovo del serpente. Eugenetica economica e sociale


«L’uomo è una malformazione della natura. Sterminiamo ciò che è inferiore e incrementiamo ciò che è utile. Il mio esperimento è come un abbozzo di ciò che avverrà nei prossimi anni. Tuttavia nitido e preciso: proprio come l’interno dell’uovo di un serpente. Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato».

Questo è il discorso finale del medico Hans Vergérus, alter ego del medico nazista Josef Mengele, dove si dichiara responsabile di efferati esperimenti sugli esseri umani nella pellicola “L’uovo del serpente”, capolavoro assoluto di Ingmar Bergman.

In questi giorni l’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie sta deliberando sul collocare il rischio da “alto” a “molto alto”, con conseguente chiusura totale delle attività.Mentre l’Agenzia europea fa partire il prossimo ordine di chiusura, la Commissione europea sta programmando l’operazione economica di ristrutturazione della produzione e delle attività economiche europee secondo la linea della distruzione-creatrice. Decidendo così quali imprese, tra le tantissime dilaniate dalle restrizioni del lockdown, dovranno morire definitivamente e quali sopravvivere.

Sembra abbracciare totalmente questa nuova visione europea anche il nostro Primo ministro tecnico, Mario Draghi che nel suo primo discorso al Senato ha detto:
«Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Dobbiamo proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività, alcune dovranno cambiare. Non si può e non è giusto sostenere ugualmente tutte le attività economiche colpite dalla pandemia. È responsabilità della politica economica scegliere».

Così dopo aver inflitto per un anno colpi mortali all’economia tumulandoci forzatamente in casa e devastando il mercato nazionale, ora Next Generation Italia – il nuovo piano economico per ridisegnare il futuro del paese – crea progetti fondati su visioni economiche che giustificano l’eugenetica di aziende in sofferenza e categorie di lavoratori in difficoltà come mezzo di risanamento e salvezza nazionale. Fingendo così di dimenticare che le piccole e medie aziende non sono entità astratte da eliminare come un parassita o un arto in cancrena da amputare, ma realtà dietro le quali vi sono centinaia di migliaia di esseri umani.

Ecco lo sterminio di ciò che è ritenuto inferiore e l’incremento di ciò che è considerato utile.
«Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato».
L’uovo del serpente.

Cristoforo Magi
www.incognita.online
___________________
Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.
< Il libro prima censurato e ora silenziato dai media mainstream >

L’Immaginazione ci salverà tutti (si spera!) – Panorama


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“Che razza di macchina è l’uomo! Le metti pane, vino, pesci, rapanelli, ed escono sospiri, risate e sogni. Una fabbrica!”.

Così scriveva Nikos Kazantzakis, sapendo bene che il carburante della “macchina uomo” è un prodotto unico ed ha caratteristiche straordinarie. Quel carburante è l’immaginazione.

La capacità di creare mondi e universi con il pensiero. E questo non solo nei romanzi, dove le storie prendono forma, ma nella vita di tutti i giorni, che da ordinaria può trasformarsi in straordinaria in un batter di ciglia. Come nei giochi che facevamo da bambini, in cui tutto era possibile, perché tutto era immaginabile.
La grande assente nel mondo di oggi è proprio l’immaginazione, quella capacità di volare che gli uomini hanno sin dalla nascita, ma che spesso dimenticano chiusa nei cassetti della vita che trascorre scandita da ritmi conosciuti, sempre uguali a sé stessi.

Non è un caso che la nuova edizione aggiornata del libro “Il Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione” di Gianluca Magi, uscito il 5 settembre, sia già balzata ai primi posti della classifica Amazon dei libri più venduti nelle sezioni di Filosofia, Psicologia e capacità cognitive.
C’è fame di immaginazione, c’è fame di giocare, di leggere pensieri nuovi, di conoscere e prendere nuove strade. Il libro di Gianluca Magi, orientalista e filosofo che da anni riesce a sintetizzare le parole dell’Occidente con i densi silenzi dell’Oriente, in realtà non è un libro, ma è una possibilità. E’ una porta magica che si apre su nuovi mondi paralleli.

Autore di una quindicina di libri di successo e tradotto in 33 Paesi, Gianluca Magi in Italia è una specie di star, che brilla perché sta in ombra. Non ama apparire in tv, nonostante sia largamente corteggiato per partecipare a talk show di ogni genere, e questo già ne fa un animale raro.
Grande viaggiatore fin da giovane e docente universitario, Magi ha fondato a PesaroIncognita – Advanced Creativity”, centro d’eccellenza transdisciplinare d’Immaginazione, Filosofie, Scienze e Arti, che dirige insieme a Franco Battiato.
E nell’edizione aggiornata non poteva certo mancare la presentazione del cantautore siciliano, una sorta di fratello maggiore per Magi. I due da anni condividono storie e ispirazioni, musica, film e canzoni, in un intreccio vitale, in un gioco costante, condotto con sapienza e affetto anche a distanza.

Il Gioco dell’Eroe è in realtà un grande sasso gettato in un immobile stagno”, scrive Battiato, cogliendo in pieno la capacità dinamica del libro di Magi, che smuove acque immobili, che imprime nuova forza alle gambe per seguire nuovi percorsi.

E se Paul Gauguin chiudeva i suoi occhi per poter vedere, il Gioco dell’Eroe li spalanca invece su nuovi mondi. Come in un’avventura. Ognuno ha la sua. A ognuno il suo gioco.
La nuova edizione mette in luce come di tutte le facoltà umane, la meno valorizzata sia proprio l’immaginazione. Spesso sottostimata, eppure fondamentale per salvarci dalle apparenze e dal caos che impregnano le fitte trame di questa epoca in bilico che ci ritroviamo a vivere.

Prima del cane, il miglior amico dell’uomo è l’immaginazione – ci dice Gianluca Magi – e purtroppo invecchia precocemente. Aggrinzisce, man mano che cresciamo. Per diventare prima un’ombra e poi una menzogna.
Ma perché l’immaginazione è così importante?
Perché privo d’immaginazione sei totalmente prevedibile. Fattore non trascurabile, se si pensa che in generale il successo di un’impresa umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.

Il Gioco dell’Eroe è quindi una sorta di stimolatore dell’immaginazione. Attraverso una traccia audio, completamente rinnovata nella nuova edizione grazie alla creazione di un Visual Ambient Sound spaziale a firma di Cristoforo Magi (figlio dell’autore), è possibile indurre uno stato di coscienza di riflessione profonda.
La musica si intitola “Follow the White Rabbit”, segui il coniglio bianco, ed è impossibile non pensare immediatamente al Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E il gioco è già iniziato.

– Articolo di Oriana Allegri.
Panorama, 6 settembre 2019: https://www.panorama.it/cultura/libri/gianluca-magi-gioco-eroe-porta-immaginazione-salvera-tutti-si-spera/

Nel Palazzo immaginario che stregò Picasso, Dalì, Max Ernst e André Breton, I 64 Enigmi di Gianluca Magi


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Per ragioni misteriose, Ferdinand Cheval, un postino francese privo di educazione artistica o architettonica, in 33 anni trasforma un sogno pazzesco in un Palazzo straordinario di 1000 metri cubi. Con le sue sole mani.

Pietra dopo pietra, una più strana dell’altra, decine di miglia dopo decine di miglia per le campagne del sud est della Francia, colleziona tutto ciò che gli occorre.
Unica spesa economica, assai modesta: la calce.

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Per per 33 anni, dal 1879 al 1912, con le sue uniche forze, edifica questa reggia fantastica, un tempio zoomorfico in pietra, giardino segreto della Natura popolato da una botanica parallela, da un convegno di tigri, centauri, eroi, giganti, teschi, chimere, leoni (che avrebbero fatto gongolare Antoni Gaudí). In un grande abbraccio tra Oriente e Occidente.
Altri dieci anni li consacrerà poi per costruire la sua tomba. Sempre singolare e stravagante. Vi prese alloggio nel 1924.

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Questo inverno, avevo bisogno di un luogo d’ispirazione per mettere a punto i dettagli finali dei 64 Enigmi.

Quale migliore luogo ideale del “Palais Ideal”?, che stregò Picasso, Dalì, Max Ernst, Leonora Carrington, André Breton, Niki de Saint Phalle, Guy Debord e tanti altri singolari personaggi dell’avanguardia del pensiero che hanno contribuito a materializzare un altro Palazzo ideale, il mio: il Gioco dell’Eroe.

Ci meditavo da anni. L’occasione era propizia.

Palazzo-Ideale-Gianluca-Magi4

a
Nel Palazzo Ideale, Ferdinad Cheval mi ha insegnato, con la sua determinazione, che
puoi rendere pensabile l’impensabile,
possibile l’impossibile,

risolvibile l’irrisolvibile.

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Compiuti i 42 anni
, per trasformare il sogno in realtà, ha perseguito la sua decisione con titanico impegno: dormiva solo due/tre ore, lavorava di notte alla luce della lanterna e al mattino ripartiva col suo lavoro di postino.
In direzione ostinata e contraria alle incomprensioni dei suoi compaesani ignoranti e alle dure prove apparecchiate dalla vita.

a
Palazzo-ideale-Gianluca-Magi Prima immaginea
Ora a Hauterives (un villaggio di mille anime, a un’ora di automobile da Lione) possiamo tutti ammirare la meraviglia di questo suo sogno diventato realtà.

Durante la mia permanenza, il postino visionario mi ha mostrato tangibilmente che:
 PUOI ESSERE SOVRANO DEL TUO REGNO E NON SCHIAVO DEL TUO DESTINO.

Questa frase (in rosso) me l’ha regalata Ferdinand Cheval.
Mi ha suggerito di scriverla nel retrocopertina de I 64 Enigmi.
Detto e fatto!

Palais-Ideal-Gianluca-Magi-finale


I 64 Enigmi sarà tuo il 14 aprile.


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Buona visione!
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Evviva!
Gianluca Magi

[© Fotografie di Cristoforo Magi]

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Gianluca Magi
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[* fonte: http://www.wuz.it/catalogo/libri/inarrivo.html ]

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VIDEO:

3 domande – 3 risposte


Oggi ho risposto privatamente a tre domande sul mio percorso personale.
Poiché hanno attinenza, diretta e indiretta, con il Gioco dell’Eroe, mi piace renderle pubbliche.
Buona lettura!

Considerato che sei amico di Battiato, ritieni anche tu importante il discorso sull’anima inerente al vegetarianesimo?
Rispondo alle sue domande in maniera necessariamente sintetica.
Non mangio ciò che ha occhi o un volto, per tante ragioni, non solo spirituali (almeno che non si consideri l’amore per il nostro Pianeta, che non può sfamare di carne tutti i suoi abitanti, un qualcosa che esula dalla spiritualità). Senza dubbio certe pratiche dietetiche (la Consapevolezza comincia dalla tavola) favoriscono lo sviluppo interiore e l’affinamento della Presenza e dell’Attenzione. È utile, se non altro, per dirla con i fisiologi taoisti (ma potremmo vedere la questione anche da altre prospettive di tradizioni dello spirito) per contrastare l’opera dei Tre Cadaveri (sanshi 三屍), esseri di natura ctonia e area, che ci portiamo dentro, portatori di morte, che spingono verso regioni infere dell’essere…

Come vede o percepisce il tuo “Io” la figura di Cristo e come la colloca nel rapporto spirituale?
Concepisco Cristo come un archetipo grandioso. Non sono interessato se sia stato o meno una figura storica. Sono interessato invece al suo messaggio, soprattutto esoterico. Non sopporto di vedere una divinità crocefissa e sofferente, con tutto ciò che questo comporta al nostro psichismo e alla nostra visione della vita (che a quel punto diventa triste, dura, una landa di lacrime). Una divinità è molto potente, non è una vittima. Sono in questo senso vicino a Giuliano l’Apostata, che non era cristiano ma era una persona spirituale: non posso aderire a ciò che è diventato il cristianesimo dopo Costantino. Certo, per la Chiesa cattolica come istituzione, che non è altro che un’estensione dell’autorità poliziesca, è molto più utile asservire l’uomo conculcandogli per secoli nello spirito, nella mente e nel corpo la visione del Cristo torturato. Io, invece, amo figurare Cristo Risorto e Giocondo (non uso questo termine a caso). Se ti fermi all’immagine del Cristo torturato, ti blocchi a una fase bassa dell’opera di trasmutazione di te stesso, per dirla alchemicamente. Ti fermi alla fase della lavorazione (tortura) del piombo. È bene, invece, tenere a mente l’Oro che giace nella tua miniera, che di tutte le miniere è sempre l’ultima ad essere scavata. Nel mio Gioco dell’Eroe – visto che di seguito lo tira in ballo –, ripristino ad uso dell’uomo contemporaneo, i principi alchemici per un reale processo interiore e re-evoluzionario. Ma attenzione!: non è un Gioco per faciloni, per gente che confonde le facili emozioni per evoluzione interiore o – come dicono i Sufi – alla ricerca di banali entusiasmi….Quella tipologia di persone è bene che stia alla larga dal GdE!

Quanto tuo figlio ha spronato la tua essenza?
«Il cavolo quando è maturo va raccolto…»
Se non erro pressappoco era così la frase che non ho avuto ancora modo di leggere, ma che ho sentito da un mio carissimo amico mentre parlava del tuo libro
Il Gioco dell’Eroe.
«…se non viene raccolto marcisce», questa era la frase.
Mio figlio Cristoforo – come ritengo tutti i figli a cui si lascia libertà di evoluzione – ha avuto e continua ad avere su di me una grande forza propulsiva. Sfili dal suo mazzo di Tarocchi di Marsiglia l’Arcano senza Numero. C’è un buffone (è una figura sacra; il Joker o Jolly nel gioco delle carte ne è una testimonianza ludica: se gioca a poker e si ritrova tra le mani questa carta mi capirà bene!). Il buffone è seguito da un cucciolo di colore blu. Questo folle sacro cammina con lui, è sollecitato da lui nel perseguimento di un ideale che è al di fuori di sé. Il Folle, Il Senza Numero, lo Zero, l’Energia originaria, porta un grande apporto di energia prospettica: non a caso marcia da sinistra a destra. E tiene un cucciolo: la naturalezza animale, la memoria, la poesia, la spiritualità. È la parte piccola dell’uomo, infantile che aiuta il matto ad avanzare. Così è nella vita: è la parte infantile, animale, il bambino che ci guida. Gran parte dei problemi dell’umanità nascono dal fatto che è il bambino che ha sofferto a guidare l’adulto. Non dobbiamo eliminare il bambino in noi, ma dobbiamo imparare a guidarlo. È questo che fa il matto. Il matto va al mondo. Se l’adulto dimentica il proprio bambino si appiattisce, intristisce e ingrigisce come l’asfalto. Se l’adulto ricorda il bambino e impara ad accompagnarlo (come un padre che va a passeggio con il figlio mano nella mano) la vita comincia a farsi propulsiva, Gioconda! Spero di essere stato chiaro con questa risposta apparentemente evasiva.

Evviva!
GIANLUCA MAGI
Vis nulla :: Visio tota ::  Spiritus indicat
(Nessuno sforzo, ma chiara visione di ciò che voglio ottenere secondo le indicazioni dello Spirito)

Date del Seminario teorico pratico “IL GIOCO DELL’EROE” di GIANLUCA MAGI.

MORSASCO (ALESSANDRIA) 11 MAGGIO 2014:

Info: gdemorsasco@gmail.com
338.7092192

RIMINI 1 GIUGNO 2014:
IL GIOCO DELL’EROE – 3° LIVELLO
(Aperto solo ai membri del Circolo Magico del GdE2 Rimini)
Ciascun partecipante riceverà il nuovo testo e CD audio Il Gioco dell’Eroe. 3° Livello. Tale materiale non sarà reperibile in libreria, poiché ad esclusiva circolazione interna ai Circoli Magici GdE.
Info: La Farfalla filosofale
lafarfallafilosofale@live.com
339.1710929

CAGLIARI 8 GIUGNO 2014:
LA VOCE DEL PADRONE + GIOCO DELL’EROE 3° LIVELLO
Info: www.articomparate.com
info@articomparate.com
328.1527825

Da qui puoi acquistare il libro+CD “IL GIOCO DELL’EROE”(Presentazione di FRANCO BATTIATO) con il 15% di sconto:
http://www.edizionilpuntodincontro.it/percorsi-di-consapevolezza/804-il-gioco-dell-eroe.html
19giocodelleroe

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Guarda questi VIDEO:


CHI-TI-HA-INSEGNATO-gianluca-magi gianluca-magi-gioco-eroe

 

完成


Con la sovracopertina de Il Gioco dell’Eroe appena pronta auguro a tutti…


…goduriose festività pasquali.

Evviva!
ilMagio

p.s.: il 14 maggio – data di uscita del libro+CD audio – è vicino…. Stay tuned!


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