Archive for the 'Gurdjieff' Category

Buon compleanno!, Monsieur Gurdjieff


Magi-Gurdjieff

Oggi nasceva Georges Ivanovič Gurdjieff, un insegnante che attinse dal serbatoio in comune di tradizioni e tecniche con l’Ordine degli Eroi del Gioco. Per la ri-evoluzione della coscienza, la relazione con ciò che è più elevato e lo sviluppo dell’Immaginazione creatrice.
Buon compleanno Monsieur G.!
Ci vediamo presto qui: https://www.facebook.com/GIOCODELLEROE/photos/a.208539145913314.33513.123622424404987/586970244736867/?type=1&theater
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YaHu!
Gianluca Magi

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RIMINI 17/18 GENNAIO  Corso di Filosofia indiana
{Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa}
FIRENZE 25 GENNAIO Workshop Gioco dell’Eroe 2° livello*
BERGAMO 1 FEBBRAIO Workshop Gioco dell’Eroe 2° livello*
PADOVA 7 FEBBRAIO  Invito al Viaggio. Presentazione del Gioco dell’Eroe
PADOVA 8 FEBBRAIO  Workshop Gioco dell’Eroe 1° livello
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Chi è spaventato di spiegare le vele e catturare il vento se ne stia alla larga dal Gioco dell’Eroe!


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Quella di domenica 10 a Brescia sarà un viaggio, o meglio, una spedizione in cerca dell’ultimo rappresentante dell’antico ordine degli Eroi del Gioco e della sua filosofia evolutiva. Incontreremo lungo il cammino in diversi luoghi ignoti del pianeta, vari personaggi straordinari, tra i quali il vecchissimo allievo del maestro che consegnò a Gurdjieff e compagni (“I Cercatori di verità”) alcuni insegnamenti esoterici poi utilizzati dal baffuto Maestro di Danza caucasico.
Vi confesso che questa spedizione verso la Montagna Sacra non è adatta a tutti!
Chi non sente l’ebbrezza dell’ignoto, chi teme di uscire dalla consuetudine e dal calduccio confortante del banale, chi ha paura di abbandonare il suo porto sicuro nel quale è stato ancorato da quando nacque, chi è spaventato di spiegare le vele e catturare il vento è bene che se ne stia alla larga da questo Gioco!: questo Gioco è per chi ama gli spazi aperti dell’Oceano e non quelli angusti della riva.
Distinti saluti dal vostro affettuoso Agente di Viaggio!
Gianluca Magi
iscrizione per l’ultimo posto disponibile: barbarabagnoli73@libero.it

p.s. vi regalo, per capirci, questa storiella tratta dal mio libro “Il dito e la luna”, Il Punto d’Incontro, pag. 107.
IL RICORDO DI SÉ
«Fin dalla mia infanzia», raccontò un maestro sufi[1] ai suoi allievi che avevano chiesto informazioni sulla sua vita, «ero considerato una specie di disadattato. Quando parlavo nessuno sembrava capirmi, compreso mio padre, che non mi considerava abbastanza folle da rinchiudermi in manicomio, né abbastanza raccolto in me stesso per spedirmi in monastero. Era disperato per la sorte che mi attendeva. Io allora gli raccontai ciò a cui un giorno avevo assistito:
“Qualcuno aveva messo un uovo di anatra sotto una gallina. Il pennuto se ne prese cura e la covò assieme alle altre sue uova. Dopo qualche tempo ne nacque un anatroccolo che accompagnava la madre gallina ovunque si recasse. Un giorno la seguì sino alla riva di un laghetto. Subito l’anatroccolo sentì come risuonare qualcosa dentro sé e si tuffò in acqua. La madre gallina cominciò a starnazzare disperata sulla sponda del laghetto. Ma l’anatroccolo ormai nuotava liberamente in quello che era il suo habitat”.
Così, risposi a mio padre preoccupato, ero entrato nell’Oceano, mentre lui aveva preferito restare per sempre sulla riva».
[1] Si tratta del maestro persiano Shams Tabrizi. Dopo diversi anni durante i quali fu il maestro spirituale di Jalaluddin Rumi a Konya (Turchia), scomparve misteriosamente nel 1247 e nessuno ne seppe più nulla. A quella scomparsa Rumi diede voce al proprio dolore in circa 30.000 versi ispirati.

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10 novembre – BRESCIA
IL GIOCO DELL’EROE – 1° LIVELLO

17 Novembre – PERUGIA
IL GIOCO DELL’EROE – 1° LIVELLO

24 Novembre – TERAMO
IL GIOCO DELL’EROE – 2° LIVELLO
(aperto esclusivamente a chi ha partecipato al primo livello)
1 Dicembre – VERONA
IL GIOCO DELL’EROE – 1° LIVELLO

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Morale oggettiva


Gurdjieff-Gioco-Eroe

«Durante l’infanzia, nell’età in cui l’uomo futuro è ancora in via di formazione, si è riempita loro la testa di convenzioni diverse, impedendo così alla Natura di sviluppare progressivamente in loro la coscienza morale che i nostri antenati hanno impiegato migliaia di anni a costruire, lottando precisamente contro questa specie di convenzioni. […] Sono le convenzioni di cui siamo imbottiti che costituiscono la morale soggettiva. Ma una vita vera esige la morale oggettiva, che può venire soltanto dalla coscienza. […] La morale soggettiva è una concezione relativa; se sei imbevuto di concezioni relative, quando sarai grande tu agirai e giudicherai gli altri sempre e dovunque secondo i modi di vedere e le nozioni convenzionali che avrai acquisite. Impara non a conformarti a ciò che le persone che ti stanno intorno considerano buono o cattivo, ma ad agire nella vita secondo ciò che ti detta la tua coscienza. Una coscienza liberamente sviluppatasi ne saprà sempre di più di tutti i libri e di tutti i maestri messi insieme. Ma finché la tua stessa coscienza non è ancora interamente formata, vivi secondo il comandamento del nostro maestro Gesù Cristo: Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te».
– G.I. Gurdjieff

Prossimo appuntamento del GIOCO DELL’EROE
PANAREA 22-23 agosto
HOTEL RAYA

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Una coscienza libera


coscienza-liberamente-sviluppata

Gurdjieff

Prossimi appuntamenti del percorso esoterico di meditazione immaginativa
IL GIOCO DELL’EROE condotto da Gianluca Magi

Rimini, 14 aprile

Brescia, 21 aprile

Cagliari, 11-12 maggio

Panarea, 22-23 agosto

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Il potere dei condizionamenti



Una storia sufi (tremenda) che amava narrare il buon Gurdjieff
ai suoi allievi
[in: Gianluca Magi, Il dito e la lunapp. 95-96]
Buona lettura!
ilMagio

C’era una volta, non tanto tempo fa, uno stregone che possedeva un gregge di pecore. Poiché era molto avido non aveva pastori che si occupassero degli ovini. Così, per evitare che si perdessero ogni volta che pascolavano sui monti, ipnotizzò l’intero gregge. A ogni pecora inculcò una convinzione diversa dalle altre.

A una pecora disse:
«Tu non sei una pecora, ma un leone dalla folta criniera dorata!».

A un’altra disse:
«Tu non sei una pecora, ma un’aquila dalle ali e dal becco potenti, che può spiccare il volo nell’alto del cielo!»

A un’altra ancora disse:
«Tu non sei una pecora, ma un uomo! Così non temere di essere macellata al pari delle altre. Loro sono pecore, ma tu no! Torna quindi serenamente all’ovile dopo il pascolo».

E così via per tutte le pecore del gregge.
Da quel giorno, lo stregone poté rimanere tranquillo, in quanto tutte le pecore cominciarono a comportarsi secondo il messaggio ipnotico che aveva inculcato loro.

Poiché lo stregone era molto ghiotto della loro carne, ogni giorno poteva scannare una pecora in tutta tranquillità.  Le pecore non erano più impaurite come un tempo quando una di loro veniva sacrificata e non rabbrividivano più di paura all’idea che l’indomani fosse il loro turno. Non si chiedevano più quanto tempo restava loro da vivere. Non fuggivano più dal gregge per evitare il macello. Ora, invece, credendosi chi un’aquila, chi un leone, chi un uomo, volgevano uno sguardo spensierato verso il mattatoio, pensando che quella era la fine di tutte le pecore.

Da quel giorno in poi, il gregge attese tranquillamente la macellazione.

Tecniche di apprendimento



Da un po’ di tempo gli insegnamenti del maestro [1] erano seguiti da molti  allievi. Ma, tra loro, ce n’era uno particolare: un vecchio brontolone, sempre di cattivo umore, che non smetteva mai di criticare ciò che veniva insegnato.

«Questo maestro non è che un ciarlatano!», sbottava insofferente, «I suoi metodi non hanno la minima base scientifica! Più che un maestro mi pare uno stregone!».

Gli allievi male sopportavano  quella presenza fastidiosa. Mentre il maestro sembrava non preoccuparsene.

Un giorno, il vecchio brontolone non si fece più vedere alle lezioni. Tutti gli allievi si sentirono immediatamente sollevati da quella assenza.

«Finalmente, il vecchio rompiscatole se ne andato!», ripetevano tra loro contenti. «D’ora in poi le lezioni saranno sicuramente più tranquille e produttive senza quel brontolone!».

Ma, con grande stupore, vennero a sapere che il maestro si recò a casa del vecchio pregandolo di tornare a frequentare le lezioni. Ma furono ancora più stupiti quando seppero che il vecchio accettò di assistere alle lezioni solo dietro lauto compenso da parte del maestro.

Il malcontento si diffuse tra gli allievi che non riuscivano a capacitarsi del fatto che il loro maestro ricompensasse qualcuno che, oltre a non aver appreso nulla, lo criticava sempre aspramente.

«In realtà», fu la risposta del maestro a tale malcontento, «io lo pago non per seguire le mie lezioni, ma affinché lui continui a dare le sue lezioni!».

«Come?», insistettero gli allievi sconcertati, «Ma se lui non fa altro che criticare le cose che dici!».

«Appunto!», commentò   il maestro, «Senza questo vecchio vicino a voi, fareste molta fatica a comprendere che cosa sono l’impazienza, l’intolleranza, la rabbia e la mancanza di compassione. Lui, invece, ci fa da esempio vivente! Mostra come tali sentimenti possano rendere la vita di una comunità un inferno! In questo modo l’apprendimento è più rapido. Voi mi pagate per imparare a vivere in armonia e io ho assunto lui per aiutarmi a insegnarvelo adottando il cammino   opposto!».



[1]
Si tratta del maestro di origine greco-armena, Georges Ivanovitch Gurdjeff (1877-1949), una delle personalità esoteriche più intriganti del secolo scorso. I suoi insegnamenti, che riprendono anche il pensiero sufi adattandolo alla mentalità occidentale, incoraggiano l’uomo a intraprendere un cammino evolutivo.


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