Archive for the '36 Stratagemmi' Category

L’eXitus


In circostanze esiziali l’applicazione del XIV stratagemma «Prendere a prestito un cadavere per rinforndervi lo spirito» può condurre verso l’uscita sbagliata.
L’invito che ci rivolge è di mettere le circostanze al vaglio critico, indagare lo sfondo delle idee che si muovono in superficie, comprendere il pensiero del tempo in cui viviamo. Conoscere cosa muove realmente la trama.
Senza questa conoscenza lo spirito d’iniziativa è sostanzialmente privo di occasioni favorevoli e di fattori inediti.

Il termine “Disruptive” è diventato d’uso per accattivare le menti inquinate dal desiderio smodato di innovazione del mercato, di una via d’uscita, di un terreno da conquistare e utilizzare licenziosamente a proprio appannaggio. Il cambio di paradigma sbandierato con continui rinnovamenti di facciata trova nuovi agenti, nuovi azionisti, nuovi braccianti, solo per consentire al vecchio spirito di proseguire con la tessitura della trama. Se applicato in un chiasma l’eXituS è fatale: Disruptive Green / Disruptive Democracy.

Le circostanze esiziali in cui versa la conoscenza dei processi democratici e della storia della democrazia – caduti prima in oblio, poi in completo disuso nello stato d’emergenza – prestano il fianco al coacervo disumano del vasto impero della mente. In filigrana è già possibile intravedere il modello di capitalismo collettivistico di una società di stampo medievale, dove l’algoritmo, al contempo dio e imperatore, unifica con il reddito universale sotto un unico vessillo i vasti territori frantumati in kibbutz. Kibbutz in ineluttabile reciproca competizione per acquisire concessioni e privilegi ed oggetto del mercato finanziario.

Luoghi frantumanti in cui ogni diritto è soppiantato dal concetto di libertà tipico di una psicosetta. Luoghi coloniali in cui per lo svolgimento dei “lavori pesanti” si aprono le porte prima al volontariato dei migranti africani, poi dei carcerati cinesi, già nota tecnica di colonizzazione della Cina in Africa. Uniche mete di turismo accessibile ai sopravvissuti, per un tuffo in piscina.
La pseudo-resistenza Green, animata da un infantile desiderio totalitaristico, muove i primi passi in uno scenario simile alla società dei bambini del romanzo “Il Signore delle Mosche” di William Gerald Golding.  
Tali domini collettivi nati da consuetudini sociali di sopravvivenza, non sono però circondati dalle acque di un fiume: la paura dell’isolamento di ciascun individuo li rende compartecipi alla Disruptive Green dell’Impero.

È il lato oscuro ignorato dai propulsori Green dei cambiamenti dal basso. Il destino che precede il desiderio e la volontà. Perché il desiderio di accedere ad un tesoro nascosto per sé, attraverso lo sfruttamento di un ristretto piano collettivo, è volontà da miserabili che mette in pericolo i più vulnerabili, che getta via i rapporti individuo-società-specie anche quando sono riparabili.
Ciò che non è opportunamente sepolto, cremato e trasformato in compost diviene il fantasma che avvelena la comunità. È così che la pseudo-resistenza rinuncia alla Democrazia, per effetto di una mente inquinata.  

 «Un vestito, per quanto utile sia, non è fatto per essere mangiato», recita un antico proverbio orientale.

Dopo un tuffo in questo profondo abisso della mente, emerge che la Democrazia resta ancora un territorio tutto da immaginare. 
Occorre tornare a prendersene cura, tornare a creare rapporti erotici tra i saperi al fine di fecondarli tra loro e dare alla luce nuove creature viventi. 
Restituire alla dialettica del consenso e del dissenso le facoltà e le attitudini che le sono proprie, quelle che ci sono state sottratte dal giogo dell’imbonimento mediatico che ne crea continuamente di false per eliminare le differenze. 

Occorre riappropriarsi dei centri del pensiero, del dialogo politico tra più livelli istituzionali anziché sgomitare per una fetta di regno e per un rapporto diretto (reddito di cittadinanza e social network) con l’Imperatore.

Fonti:
• Gianluca Magi, 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, Presentazione di Franco Battiato, BUR, 2019: https://amzn.to/32JD3rF
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
• Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio per il download, Punto d’Incontro, 2019: https://amzn.to/328mmWp
• Gianluca Magi, Il tesoro nascosto, Sperling & Kupfer, 2017: https://cutt.ly/kxLWLbN
• Gianluca Magi, 101 burle spirituali, Presentazione di Alejandro Jodorowsky, Pickwick, 2020: https://amzn.to/32YsdOv

Il regno bugiardo


In quale mondo dimori nel mio o nel tuo? Possono questi mondi coesistere? Come salvarsi dalla solitudine della falsità?
Col passare del tempo il confine tra finzione e realtà si assottiglia fino a scomparire. Tutti raccontano le loro storie, a noi il compito di credere o meno.

Thomas Narcejac (1908-1998), scrittore di romanzi polizieschi, ci parla della deduzione che trasforma una storia in qualcosa di storico, o almeno così si crede.
È necessario che un’apparenza diventi un fatto, qualcosa che non lasci adito ad alcun dubbio, dopodiché il fatto può essere elevato alla dignità di indizio e l’indizio può entrare nella sfera della logica formale.
La giustizia non consiste più nel valutare delle testimonianze, nel soppesare un imputato e nel difendere gli interessi della società e della pubblica morale. Non proviene più dal cuore ma solo dall’intelligenza. Mira a stabilire serenamente una colpevolezza, il criminale perde ogni importanza. La mente osserva, formula ipotesi, le verifica nella sperimentazione ed elabora teorie. In breve l’inchiesta, qualunque sia l’oggetto, si serve dei metodi della scienza. Non ci può essere nessuna differenza sostanziale tra le modalità di ricerca del poliziotto e quelle adottate dal fisico o dal chimico.

Così la bugia domina nel mondo della ricerca e della sperimentazione.
La bugia ha un potere e questo potere può essere sfruttato, agito o subìto in modo consapevole o meno.
Ripetete una bugia, molte volte e per più giorni e non la potrete più riconoscere come bugia, in base a questa metamorfosi se pronuncerete la verità avrete detto una bugia.
«La distorsione della percezione dei fatti è un fenomeno quotidiano: ripetendo continuamente una menzogna, col tempo questa diventa una verità, l’opinione comune e se poi, passando di bocca in bocca, si propaga a macchia d’olio su larga scala, viene data per scontata, al punto da divenire la realtà!», così sottolinea il filosofo e storico delle idee Gianluca Magi nel libro 36 stratagemmi, al VII stratagemma “Creare qualcosa dal nulla”.

Lo psichiatra e neurofarmacologo Vittorino Andreoli trasla questo fenomeno, che trova facile verifica in ciascuno di noi, in uno dei nodi più importanti della scienza, in particolare dei processi di memorizzazione, oggi aggravati dall’amnesia digitale e dall’effetto Google.
Nel ripetere una bugia si passa da una decisa consapevolezza del falso a una verità/sospetto incerta, fino alla bugia diventata verità senza più alcun alone di ambiguità e di dubbio.
In quel magazzino della memoria avvengono dunque manipolazioni e cambiamenti.
I processi di memorizzazione vanno perciò visti in modo dinamico, integrati con le altre funzioni come quella della emotività e del desiderio. Ogni ricordo ha molte maschere. Di fronte a individui che riferiscono una bugia, di cui esiste prova, bisogna tener conto che se la sono raccontata molte volte: ora è diventata una verità che difendono oltre ogni decisiva prova. La bugia esprime il gioco tra l’esperienza e l’immaginazione, di un evento non accaduto ma che si è desiderato, anche inconsciamente, potesse accadere.
Ognuno di noi passa continuamente dall’uno all’altro. Il più delle volte il mondo della realtà esterna domina quella interiore, regolato dal desiderio, e dunque si impone in modo sgradevole e frustrante. È un meccanismo di difesa esistenziale che permette una fuga, fa sentire liberi quando si è incatenati ed eroi quando il proprio quotidiano è invece anonimo. Inoltre anche la bugia si somatizza: quando una bugia inconsapevole crolla, spesso la verità è talmente insopportabile che l’unica risorsa è la tenebra, la cecità, la morte o la dissimulazione di un progetto di vendetta.

Le bugie sono state riscontrate anche nel regno animale. Ciò conferma che si tratta di un meccanismo utile alla sopravvivenza.
Componente essenziale della nostra cultura, la bugia è il più antico antidepressivo della specie umana. Mescolata alla bugia questa stessa realtà si colora di desiderio e di immaginazione e diventa persino piacevole.
Nell’ambito della sessualità e dell’erotismo le bugie sono più consistenti della verità, la realizzazione immaginaria di tutta una serie di perversioni ne impedisce una più vasta applicazione nei rapporti di realtà, ma che impatto avrà il sesso virtuale sulla nostra psiche?

Paul Ekman ci dice che non c’è nessun segno, nessun gesto, espressione del viso spasmo muscolare che in sé e per sé significa che una persona sta mentendo. Chi cerca di mascherare bugie deve sapere che si manifestano nelle emozioni nel linguaggio, nella voce, nella mimica, e nei gesti, deve conoscere le tracce che possono restare malgrado gli sforzi per dissimulare i sentimenti e che cosa tradisce la falsità di emozioni simulate. Non è una cosa semplice cogliere sul fatto la bugia.
Un problema sono oggi gli schermi e il bombardamento di informazioni, ci sono troppe cose da prendere in considerazione e troppe fonti da tener d’occhio oltre a parole, pause, tono di voce, espressioni, i movimenti del capo, gesti, posizione e respirazione, rossore e pallore, sudore.
Tutte queste fonti possono trasmettere informazioni contemporaneamente o quasi contendendosi l’attenzione dell’osservatore. Stranamente la maggior parte della gente presta più attenzione alle fonti meno degne di fede, le parole e la mimica facciale. E così si lascia facilmente trarre in inganno.

Ogni uomo politico, senza bugie apparirebbe più nudo di un Re Nudo. Feticci che portano in seno frammenti di falsità, uomini con la faccia da maiale come in un racconto di Gianni Rodari.
Ma la bugia è anche il sale della vita e la maschera gradevole della verità. Generalmente i profeti della verità sono i più grandi falsari della storia.
Nella società contemporanea e virtuale l’esistenza si è complicata poiché ciascuno ha molti ruoli, necessita pertanto di molte personalità e dunque di tante verità indistinguibili dalle bugie. La coerenza e il votarsi a un’unica personalità sfociano sempre o nella asocialità o nella follia.
Non conosco coerenza più decisa di quella di un melanconico o di un maniaco o di uno schizofrenico, i grandi del mondo sono tutti falsi, o meglio: tutti veri come personaggi di una commedia di Goldoni.

Fonti:
• Igor Morski, “The beast within each and every one of us”, opera in copertina.
• Gianni Rodari, “Gelsomino nel paese dei bugiardi”, Editori Riuniti, 1959.
• AA.VV., “Nascosto e Palese”, Rivista Sfera 1990 (13).
• Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
• Gianluca Magi, “36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese”, Presentazione di Franco Battiato, BUR, 2019: https://amzn.to/32JD3rF

Finte soluzioni alla deriva della creatività


«L’autolesionismo interessa il 20% degli adolescenti in Italia: i suicidi sono la seconda causa di morte tra i 10 e i 25 anni in Europa. E la pandemia con il lockdown ha peggiorato la situazione e fatto crescere gli accessi al pronto soccorso per questa ragione», dice Stefano Vicari, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS e Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile, in una dichiarazione del dicembre 2020; prosegue: «La scuola riveste un ruolo fondamentale, perché consente a bambini ed adolescenti di conoscersi attraverso le relazioni, sperimentare le proprie capacità ed i propri limiti… Gli adolescenti sono i veri dimenticati di questo periodo, ci stiamo preoccupando solo del loro apprendimento e delle loro competenze, ma non della loro conoscenza del mondo… questi ragazzi vivono con grande preoccupazione l’incontro con l’altro».

Un altro studio del mese in corso dell’Istituto Neurologico Nazionale della Fondazione Mondino mostra un aumento rispetto all’anno passato del 50% di ricoveri fra gli adolescenti per autolesionismo e tentato suicidio correlati alle restrizioni pandemiche. La dott.ssa Amanda Thompsell, presidente della facoltà di Psichiatria Geriatrica del Royal College of Psychiatrists, ha dichiarato di essere preoccupata per il numero crescente di gravi tentativi di suicidio da parte di anziani che non vedevano fine al loro isolamento a causa della “protezione” durante il lockdown e oltre.
Le percentuali precise attuali riguardo gli anziani scarseggiano, ma basti pensare che ben tre studi sull’impatto psicologico dell’epidemia di SARS del 2003 (Nikell et al., 2004: Tsang et al., 2004; Yip et al., 2010), in cui non c’era stato di certo neanche la mole di restrizioni attuali, «hanno rilevato l’aumento del 30% dei suicidi nelle persone con età superiore a 65 anni» (Rapporto ISS Covid19 n. 23/2020).

Ognuno di questi studi si basa su tentativi conclamati e quindi conosciuti, ma non vanno dimenticati tutti gli altri tentativi che ci sono stati e che per svariati motivi non sono pervenuti, esclusi a valle dalla statistica e che aumenterebbero quelle percentuali per ora parziali.
L’OMS tramite le ricerche su Google delle parole “covid-19 come affrontare il suicidio” consiglia vari comportamenti da assumere per favorire il benessere in casi di pensieri suicidari, delle soluzioni comportamentali pronte all’uso. Le categorie: fermati, respira, rifletti; connettiti con gli altri; conserva abitudini sane; rispetta te stesso e gli altri; chiedi aiuto, se ne hai bisogno. Fra le sotto-categorie l’ancora più comico “cura l’igiene personale”. Ovvero: se sei frustrato per le restrizioni lavati!”.
Sempre l’OMS promuove un libro con illustrazioni per bambini creato dal Inter-Agency Standing Committee “My hero is you, Storybook for Children on COVID-19” in cui s’insinua della mente bambini, con tènere lusinghe, la legittimità dell’idea che restrizioni e privazioni siano qualcosa di normale, bello e amorevole con un fare da «miele sulle labbra, pugnale alla cintola».

Nel mentre: vietato volgere lo sguardo sulla realtà. Riuscire a trovare spiragli di luce anche nel bosco più scuro è sicuramente una capacità umana salvifica, tranne nella sua deriva, quando ci si illude di vedere spiragli anche quando non ci sono all’insegna del #andràtuttobene.
Le privazioni imposte dall’esterno possono anche portare a riscoprire parti meravigliose del nostro mondo interiore. Il fatto però che una persona torturata riesca ancora a gioire anche solo di un suo pensiero durante la tortura non toglie il fatto che quella tortura in atto ci sia e che qualcuno la stia infliggendo. Nonostante i vari tentativi (indotti o autondotti) di volgere lo sguardo altrove, il contesto privativo attorno continua ovviamente ad esserci. La parte più profonda ha sempre più fame di vita e i primi (ma non gli unici) a mostrarne i segni sono le fasce più vulnerabili.
Restare in vita significa vivere?

Dopo questi dati sconcertanti svanisce sempre più il dubbio che isolare il corpo di una persona (e terrorizzarla) per questa paradossale salvaguardia della sua “salute”, inneggiata da responsabili-parziali abili nel rendersi mai responsabili, come se quella persona fosse solo un ammasso di carne, ossa e nervi, non abbia nulla a che vedere con il prendersi cura di essa e della sua vita, nemmeno della sua parte strettamente fisiologica.
Dire di prendersi cura di qualcuno con parole dolci proponendo pseudo soluzioni, non significa prendersi effettivamente cura di quel qualcuno, ma volerne solo vincolare il suo affetto in modo manipolatorio.
La parola non è il contenuto.

Fonti:
• Repubblica – https://cutt.ly/FzMlH6w
• Fanpage – https://cutt.ly/xzMlTL4
• Istituto Neurologico Nazionale a Carattere Scientifico – https://cutt.ly/pzMk6qv
• OMS – https://cutt.ly/4zMkkrw | https://cutt.ly/RzMkdap | https://cutt.ly/RzMkdap
• The Telegraph – https://cutt.ly/jzM2U07
• Istituto superiore di Sanità – (Rapporto ISS Covid19 n. 23/2020) https://cutt.ly/TzMkDsJ
• Gianluca Magi, 36 stratagemmi, BUR, 2019; in particolare “X Stratagemma: Celare un pugnale dietro un sorriso”.
• Gianluca Magi, Goebbels 11 tattiche di manipolazione oscura, Piano B, 2021
» Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream «
• Gianluca Magi, video Youtube “Le finestre di Overton”: https://cutt.ly/4z1q7jF

Le armi magiche della Cina


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Le armi magiche della Cina” titolano oggi i quotidiani l’uscita dal picco di Corona virus in Cina e l’ingresso alla fase degli aiuti all’Italia.
È il passaggio dalla modalità difensiva a quella propositiva, per riscrivere lo storytelling della crisi mondiale e per affermare il modello cinese che vince contro il virus. E non solo.
È una delle tre «Armi magiche» cinesi in azione.
Xi Jinping, il Segretario generale del Partito Comunista Cinese, riprende la strategia di propaganda esterna di Mao negli anni Trenta, “Far servire la Cina dagli stranieri”. E la rafforza a livelli mai visti prima.
A cosa mira tale strategia?
Mira ad aumentare la propaganda al fine di migliorare in tutti i modi l’immagine internazionale della Cina, utilizzando i mezzi stessi del sistema avversario da combattere.
Il controllo delle informazioni nella sfera interna cinese e nel modo in cui i media internazionali commentano la Cina sono per Xi Jinping di importanza cruciale sin dal suo insediamento nel 2012 (vedi il “Document 9“).
È «la guerra globale dell’informazione», come definita dagli organi di stampa cinesi, volta a far sì che siano gli stranieri stessi a servire la Cina attraverso la sua politica globale di comunicazione strategica che punta a influenzare la percezione internazionale sulla Cina.
Applicando simultaneamente il primo dei 36 stratagemmiAttraversare il mare per ingannare il cielo” e il quattordicesimo stratagemma “Prendere a prestito un cadavere per rifondervi lo spirito”, la Cina ha stabilito accordi strategici con giornali stranieri, stazioni televisive e radiofoniche, fornendo loro contenuti gratuiti nella linea autorizzata dal Partito Comunista Cinese per tutte le notizie relative alla Cina.
Esempi di tali partenariati sono quelli stipulati dal quotidiano in lingua inglese China Daily con almeno trenta quotidiani stranieri (tra cui il New York Times, il Wall Street Journal, il Washington Post e lo UK Telegraph) per portare inserti di quattro o otto pagine chiamate China Watch, con titoli del tipo “40 anni di brillanti successi nel Tibet”.
Oppure gli accordi stretti tra Il Sole 24 Ore e il China Economic Daily, quotidiano di riferimento per l’informazione economica del governo cinese. Oppure tra l’agenzia di Stato cinese Xinhua e l’ANSA. Oppure gli accordi tra il China Media Group (subordinato al Consiglio di Stato cinese e sotto la direzione del Dipartimento per la Comunicazione Politica del Comitato Centrale del Pcc) e Rai, Mediaset e Class Editori.
In questo modo la macchina di propaganda cinese penetra nei media italiani e internazionali e riscrive la narrazione mondiale. Anche attraverso il modello cinese che vince contro il virus.
Consideriamo a fondo questo principio: l’immaginazione e la magia – che oggi preferiamo chiamare “tecniche psicosociologiche” – possono ahinoi! essere utilizzate per esercitare l’egemonia internazionale d’immagine ed economica, infischiandosene altamente del ‘principio interiore’ che sta tanto a cuore a noi Giocatori del Gioco dell’Eroe e agli amici d’Incognita.
Approfondirò questo tema cruciale per il XXI secolo nel mio seminario del 18 ottobre a Incognita (Pesaro) per la ‘AC Mind School’ che dirigo con la prof.ssa Grazia Marchianò.
Nel frattempo consiglio la lettura del mio libro 36 stratagemmi. L’arte segreta della strategia cinese, BestBUR.

Gianluca Magi
www.incognita.online

 

Blue Monday


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Oggi è il terzo lunedì di gennaio. Il giorno più triste dell’anno nell’emisfero boreale. Il nostro.
Freddo, giornate corte e senza sole, prossime vacanze lontane dall’orizzonte, sensi di colpa per i bagordi delle festività alle spalle o per aver speso troppi soldi.
Tutto sembra confermare la cupezza di questo lunedì. Pure un’elaborata equazione matematica. Sviluppata quindici anni fa dallo psicologo Cliff Arnall dell’University of Cardiff (Galles).
Ma è davvero così?
No! È una bufala.
O, meglio: una furba – e altrettanto geniale – profezia che si autoavvera.
Ecco com’è andata. E che non tutti sanno.
Il “Blue Monday” nacque per aiutare le agenzie di viaggio ad incentivare le prenotazioni in calo dopo le festività natalizie. Con una campagna pubblicitaria del canale Sky Travel, ovviamente dedicato ai viaggi, che l’emittente British Sky Broadcasting diffuse nel 2005.
Cosa di meglio per convincere le persone che la loro eventuale tristezza avesse un fondamento scientifico? E per contrastarla farsi una goduriosa vacanza?
Ne va del nostro benessere psico-fisico!
Oggi, complice la grancassa mediatica e dei social, in tanti ritengono che il terzo lunedì di gennaio sia il più nero e depressivo dell’anno. Non è servita neppure la smentita dello stesso Cliff Arnall, il quale, dopo alcuni anni, confessò di essere stato contattato da un’agenzia pubblicitaria che stava cercando uno scienziato disposto a mettere la sua firma su uno studio con conclusioni, senza fondamento, già scritte.

«La distorsione della percezione dei fatti è un fenomeno quotidiano: ripetendo continua- mente una menzogna, col tempo questa diventa una verità, l’opinione comune e se poi, passando di bocca in bocca, si propaga a macchia d’olio su larga scala, viene data per scontata, al punto da divenire la realtà!», così gli antichi “36 stratagemmi” cinesi commentano: https://amzn.to/2sG7WyN

È il potere di una furba e geniale profezia che si autoavvera! Cioè una una previsione che si realizza per il solo fatto di essere stata espressa. La predizione e l’evento sono in un rapporto circolare: la predizione genera l’evento; l’evento verifica la predizione.

Felice Blue Monday a tutti!
Gianluca Magi. Per “Gioco dell’Eroe” – Livello 1: https://amzn.to/2TzCuNB
Con Presentazione di Franco Battiato.
www.incognita.online

Ascolta il cambiamento. È l’unica costante. Per il XXI secolo.


Magi-profilo

Come affrontare le urgenti sfide e le complesse situazioni nel mondo del 2050?
Quali competenze vanno acquisite per trovare un’occupazione o per comprendere ciò che ci sta succedendo attorno?
Cosa dovremmo insegnare ai nostri figli? Visto che la teoria educativa della catena di montaggio che la Rivoluzione industriale ha lasciato in eredità alla scuola e alla università non regge più. Modello obsoleto. Privo di quella flessibilità mentale che il XXI secolo richiede.
Che cosa fare quando si è sommersi da un overload informativo e non c’è modo di poterlo assorbire e analizzare?
Come reggere le conseguenti forme pesanti e aggressive di stress?

Domande indagate dai recenti studi cognitivi che convalidano gli insegnamenti dei due testi fratelli della millenaria sapienza cinese: I 36 stratagemmi e I 64 Enigmi.
Gli esperti di pedagogia e di Lifelong Learning Programs parlano infatti delle “quattro C”: critica, collaborazione, comunicazione, creatività.
Fondamenti questi che la plurimillenaria sapienza cinese ha da sempre messo in luce. In modo cruciale.

Prendiamo a esempio uno dei libri più strani e singolari al mondo: I 64 Enigmi.
Era ritenuto tra i più singolari già alcune migliaia di anni fa in Cina dai suoi stessi contemporanei. Oggi è considerato il più attuale per definizione. Un detonatore d’idee.
Perché?
Perché è visivo. Post-alfabetico. Per l’età elettronica. Circolare non lineare. Composto di sole 64 immagini: passwords che che aprono visioni alternative delle cose, possibilità e direzioni della vita. Fuori dagli schemi e dalle sbarre.
Un’immagine giunge come una freccia. È una comunicazione diretta. Sottocorticale. Suscita emozioni forti. Ti coinvolge. Ti spinge a riflettere. Ti sollecita a essere flessibile, a sentirti connesso con te stesso, con chi ti circonda, con ciò che ti sta attorno: pensieri inclusi. A riformulare i problemi. Non impulsivamente. Ma in modo critico. Amplificato. In espansione. Per cerchi concentrici. Come quelli di un sasso gettato in uno stagno. Per le possibilità di scelta, decisione e risoluzione che si profilano allo sguardo.

A chi è tornata proficua la versione 2.0 dei I 64 Enigmi?
Non certo a qualche anziano orientalista piombato in buie stanze refrattarie al mondo.
Dunque, a chi?
In particolare alle giovani menti creative, millennial e pre-millennial, impegnate nei campi più disparati: dal business al marketing, dalla psicologia alla filosofia, dall’educazione alla tecnologia.
Alle giovani menti che sentono che critica, collaborazione, comunicazione e creatività sono e saranno ancor di più il pane quotidiano per rimanere rilevanti, non solo economicamente e socialmente.
Che sentono che occorre continuare a imparare e a diventare noi stessi, sia da giovani sia a sessant’anni.
Che sentono che non ci si può più fidare troppo della maggior parte degli adulti che, seppur animati da buone intenzioni, sono impreparati per le rapide e rivoluzionarie trasformazioni dell’habitat culturale indotte dai nuovi media. Perché chi cerca di aggrapparsi a una qualche identità definita, a un lavoro-vita-natural-durante, a una concezione del mondo stabile, lineare e permanente, ha una visione nello specchietto retrovisore del suo mondo: e sarà così lasciato indietro mentre il mondo se ne vola via con un rombo possente.
Che sentono che non sarà possibile non affidarsi alla tecnologia, ma che se non sappiamo cosa vogliamo davvero nella vita, sarà sin troppo facile per la tecnologia prendere il controllo della nostra vita. Per farci vivere nel Truman Show o in Matrix.
Quelle menti che coltivano l’intelligenza divergente. Interconnessa come il linguaggio delle cellule. Che fa avanzare la conoscenza. L’intelligenza di chi vuole avere controllo sulla propria esistenza e sul futuro della vita. Il futuro che è già presente, in mezzo a noi.
L’intelligenza di chi ascolta il cambiamento. L’unica costante. Per il XXI secolo.

Di questo mi piacerebbe dialogare apertamente per un paio di ore con un ristretto gruppo di persone a Lecco il 12 ottobre.
Per gli interessati: fb.com/events/514290632642367/
Info & prenotazioni:
Remo: 347.8364544 • 36stratagemmilecco@gmail.com

 

36 stratagemmi per il XXI secolo


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In questi giorni riflettevo sull’imbastitura di un tema tratto da I 36 stratagemmi su cui poi dialogare apertamente per un paio di ore con un ristretto gruppo di persone a Bari (5 ottobre) e a Lecco (12 ottobre).
Questo antico testo cinese di arte della guerra è necessario per sopravvivere nel XXI secolo.
Perché?
Perché I 36 stratagemmi «serve per lucidare la mente», per dirla con Funakoshi, il padre del moderno karate.
Ed oggi nel mondo inondato da informazioni irrilevanti e distraenti, la lucidità è potere.

Nel dibattito sul presente e sul futuro dell’umanità è assai difficile mantenere una visione lucida.
Il mondo globale esercita una pressione senza precedenti sulla nostra mente, sui nostri comportamenti, sulla nostra etica individuale.
Big Data elabora algoritmi in grado, nel futuro prossimo, di instaurare dittature digitali in cui il potere è concentrato nelle mani di un’élite mentre la gran parte delle persone soffrirà più per la propria irrilevanza che per il proprio sfruttamento.

La tecnologia ha trasformato l’uomo dalle origini dei tempi.
Coltelli e frecce fatti di selce si sono evoluti in missili nucleari.
Le pitture rupestri si sono evolute in programmi televisivi.
Gli antichi insegnamenti di comportamento etico si sono evoluti in algoritmi che, assai presto, potrebbero decidere per noi che cosa vogliamo dalla vita, chi siamo e che cosa dovremmo sapere di noi stessi.

Che cosa è necessario insegnare dunque ai nostri figli?
Come vivere in un mondo dove l’incertezza non sarà un errore del sistema, ma la sua caratteristica?

Ancora per pochi anni o ben pochi decenni, avremo facoltà di decisione.
Chi è incuriosito dalla sua vita, individuale e collettiva, potrà ancora indagare chi siamo davvero.
Ma per cogliere questa opportunità, dobbiamo farlo subito. Per non vivere a nostra insaputa. O in assenza. O a caso.

Un caro saluto,
Gianluca Magi
http://www.incognita.online

Di seguito, per gli interessati, le info sui due incontri a Bari e a Lecco (non ne seguiranno altri).

BARI 5 Ottobre:
Programma: fb.com/events/577693782753284/
Info & prenotazioni:
Giuliana: 320.8256783 • gdenewlecce@gmail.com

LECCO 12 Ottobre:
Programma: fb.com/events/514290632642367/
Info & prenotazioni :
Remo: 347.8364544 • 36stratagemmilecco@gmail.com

I tre veleni della mente


bhavacakra

Fino al momento in cui non hai trovato il reale piacere, che è semplicemente essere te stesso e non una maschera imposta di un’identità fasulla, inseguirai le situazioni meno dolorose, di camuffamento in camuffamento (anche di fronte a te stesso).

Sono tre le “radici nocive” (akuśalamūla) che impediscono all’uomo di essere se stesso: la cupidigia (tṛṣṇā) che comporta l’essere trascinati verso un oggetto che procura soddisfazione; l’odio (dveṣa) che comporta il rifiuto di tutto ciò che è contrario alla soddisfazione; l’illusione (moha) che comporta la non armonia di un atto mentale o di un’azione con la realtà.

Al centro delle rappresentazioni simboliche buddhiste chiamate Bhavacakra, “Ruota del divenire” o “Ruota della vita”, la cupidigia è rappresentata da un gallo, l’odio da un serpente, l’illusione da un maiale.

L’attaccamento genera dipendenza.
L’odio genera violenza.
L’illusione genera rancore e invidia.

– da: La vita è uno stato mentale (Bompiani).

Questa la sintesi di uno dei passaggi nel seminario “36 stratagemmi” a Incognita (Pesaro), tra taoisti dal cuore bambino, guerrieri leggeri come volatili, samurai che avvertono il sakki anche alle spalle, sciamane dalle lunghe basette che invitano all’arte della meraviglia, monaci buddhisti che spengono la mente in fiamme, psicoanalisti che ascoltano col Terzo orecchio e abati tibetani che, in forza dell’umiltà, addolciscono anche il cuore più feroce di un Kublai Khan.

Grazie a tutti i presenti, uno ad uno, per l’attenzione, per l’interazione che ci ha concesso di conversare insieme in un’atmosfera benefica di dialogo franco e costruttivo, in cui si parla per comprendersi e non per avere ragione. Stato di grazia.
Grazie anche alle organizzatrici Lalita, Jessica e Marylène che hanno reso possibile tutto ciò.
Evviva!
Gianluca Magi
www.incognita.online

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I MIEI LIBRI

Il topo con le spalle al muro morde il gatto


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Lo stile di vita quotidiano ci condanna sempre più all’appiattimento.
Gli individui si differenziano tra loro solo per il numero di codice fiscale, per un corredo di categorie.
Si esegue la vita per routine, per paura di decidere.

Rari i momenti nella vita in cui l’individuo si sente pienamente vivo. Il reale desiderio resta addormentato, sepolto sotto le costrizioni che ci impone la società e che imponiamo a noi stessi.

Eppure, quando ci si sente costretti ad agire, senza possibilità di scelta, accade che si liberi una forza misteriosa di cui non ci si rendeva conto.
Un proverbio giapponese dice:
«Il topo con le spalle al muro morde il gatto».
Quando il solito si ribalta nell’insolito, l’ordinario nell’extra-ordinario.

★ AVVISO: i posti per la data unica del 18 marzo de “I 36 stratagemmi, il workshop” sono terminati.
☞ Per iscriverti nella lista d’attesa eventualmente qualcuno cancellasse la sua iscrizione, scrivi a: gdepesaro@gmail.com, oppure telefona a Laura 339.7450313.
☞ Info Evento www.facebook.com/events/514495318943975/

Evviva!
Gianluca Magi

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I MIEI LIBRI

Triplice Augurio! Gianluca Magi: 20 anni di carriera di scrittore


triplice-augurio
Articolo sul mensile “La Piazza” in cui rievoco i miei 20 anni di carriera di scrittore. Dai difficili esordi ad oggi.
Buona lettura!
Evviva
Gianluca Magi
www.facebook.com/GIOCODELLEROE

Perché triplice Buon Compleanno?
È una coincidenza singolare. Vorrei raccontartela.

Mentre nel 1996 il mensile La Piazza muoveva i suoi primi passi, presso un editore riminese un giovane scrittore cattolichino cominciava a dare alle stampe le sue prime prove di scrittura.
Immagina le difficoltà che incontra un neolaureato, perfetto sconosciuto, di una piccola cittadina nel tentativo di far conoscere al mondo dei lettori ciò che scrive.

Il giovane neoscrittore incontra Cecco. In Cecco non trova solo un attento e curioso interlocutore/osservatore, ma il primo giornalista a prestargli credito.

Il credito si trasforma in due ampi articoli/recensioni sulle colonne de La Piazza per due suoi libri dai temi agli antipodi: uno di barzellette spirituali, La Via dell’Umorismo (che poi attirerà l’attenzione di Alejandro Jodorowsky), e l’altro un testo sanscrito di filosofia del linguaggio, Il dharma del sacrificio del mondo.
Solo già per questo, come non essere grato a Cecco e a La Piazza?
Gli anni trascorrono. Seguono altri libri dello scrittore cattolichino, che pian piano è conosciuto anche fuori del circuito locale. Ad ogni nuovo libro, Cecco dedica sempre spazio a questo ragazzo perseverante, che nel 1996 aveva fondato a Rimini la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa. Scuola su cui nessuno avrebbe scommesso cento lire!
Ma si sa: chi vive di penna vive di pena. Il ragazzo tira avanti a fatica. L’avvilimento è un moto dell’animo che non gli è sconosciuto. Ma continua ad approfondire con passione i suoi studi in campi della conoscenza in apparenza inutili nella vita pratica.

Poi un bel giorno, sul finire del 2003, miracolo! Alla sua porta bussa la Fortuna – Dea imperscrutabile! – per un libro di strategia taoista che l’editore vicentino Il Punto d’Incontro era assai reticente a pubblicargli.
In capo a pochi mesi quel libro – 36 stratagemmi – vede diverse ristampe. E riceve l’attenzione di Franco Battiato, da cui prende spunto per il titolo del suo album Dieci stratagemmi e per il sottotitolo Attraversare il mare per ingannare il cielo (il primo stratagemma dei Trentasei).
L’interesse dei mass media per il lavoro del non più giovane scrittore, divenuto da due anni padre, si scatena. Dirompente. I 36 stratagemmi diverrà negli anni un long seller internazionale con oltre 35 ristampe solo in Italia, che gli apre la pista alla traduzione dei suoi libri in 32 Paesi. I nuovi libri troveranno poi pubblicazione presso Bompiani, Einaudi, Sperling & Kupfer, Corriere della Sera.
Prenderanno via illustri collaborazioni: Franco Battiato, Alejandro Jodorowsky, Gabriel Mandel Khan, Raimon Panikkar.

Lo scrittore cattolichino oggi viene riconosciuto come uno dei massimi esperti di filosofie e psicologie orientali, e, a partire dal suo libro Il Gioco dell’Eroe, influente autore nel campo dell’evoluzione umana, inauguratore di diverse tendenze e fonte d’ispirazione in vari campi del pensiero.
La Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa diventa prestigioso punto di riferimento a livello internazionale nella mediazione tra Oriente e Occidente. Diretta scientificamente da lui in compagnia di Franco Battiato.

Ecco i tre Compleanni di 20 anni!: La Piazza, la mia carriera di scrittore e la mia Scuola di Filosofia. Siamo cresciuti insieme! E in amicizia.

Per questo, all’augurio di Buon Compleanno a La Piazza, si unisce la gratitudine verso Cecco e il suo mensile per l’attenzione e l’incoraggiamento affettuosamente profusi sin dagli esordi verso quel giovane scrittore oggi adulto, sempre rimasto un perfetto sconosciuto all’Amministrazione comunale nonostante Wikipedia lo indichi come una delle personalità legate a Cattolica.
Evviva a Cecco! Evviva a La Piazza!
E grazie di cuore!
Gianluca Magi


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