Archivio per novembre 2019

Pallido puntino blu


Borges scrisse: «La terra è un paradiso. L’inferno è non accorgersene».
Affermazione che <com-muove>. Sentimento che ti sospinge a pensare, sentire, essere e <agire con> autenticità. A tentare di rinverdire il mondo. Che è un rinverdire la mente. Per seminare il futuro.
Questa è <Ecosofia>. Come l’abbiamo concepita ieri a <Incognita>. Tutti insieme. Nel corso finale della AC MIND SCHOOL.
Per occuparci più gentilmente l’uno dell’altro. E preservare e proteggere quel granello di polvere blu sospeso in un raggio di luce di sole: l’unica nostra Casa comune. Dove possiamo giocare tutte le nostre carte.

Grazie di cuore. Dall’organizzazione d’Incognita a tutti i presenti. Alla prof.ssa Grazia Marchianò, che ci ha regalato la sua presenza.
È stato un giorno insieme benefico e risonante per pensare, sentire, essere e agire.
Ci rivediamo presto. Intanto,
Evviva!
Gianluca Magi
www.incognita.online

Paradiso e inferno


D’altronde, sono sempre gli altri che muoiono.


L’Ombra


Chi non risica non rosica


Sull’albero della Vita. RgVeda


Raimon Panikkar. L’uomo che inventò la Tempiternità


Corpo d’arcobaleno


Hokusai-Mind-School

Nell’inviolato paradiso delle terre pure della Mente (Gokuraku jōdo 極楽浄土), in assenza di tempo e di spazio, vivono esseri luminosi.
La cosmologia buddhista li chiama Kalaviṅka (in sanscrito) o Karyōbinga (in giapponese).
I loro “corpi di luce” o “corpi di arcobaleno” sono descritti con capo e braccia di Bodhisattva. Eroi della Mente illuminata che scelgono di tornare ancora. E ancora.
Il loro corpo è di fenice. Dal piumaggio iridescente. D’arcobaleno.
Suonano strumenti musicali celesti. E il loro canto irraggia il cosmo intero.

Il “corpo di arcobaleno” o “corpo di luce” allude anche alla possibilità di uno spostamento della coscienza (tib. phowa འཕོ་བ) dal piano della dualità fisica e psichica a quello di una unificazione delle energie interiori simboleggiata dall’arco di tutti i colori dell’arcobaleno dopo una tempesta.

Il maestro Katsushika Hokusai, in un surimono, xilografia a circolazione privata, regalò la sua visione del corpo di luce. Su pianeti invisibili.
Gianluca Magi
www.incognita.online


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