Archive for the 'Gioco dell’Eroe' Category

Qualcuno volò sul nido del cuculo


Il cuculo è un uccello parassita: a causa della sua dieta non può nutrire i suoi pulcini, dunque depone le uova nei nidi di altri volatili che in tal modo cresceranno i suoi piccoli.

Il nido del cuculo, perciò, non esiste.

Come si fa a volare sul nido del cuculo?
Ce lo mostra il regista Milos Forman nella sua pellicola – capolavoro! – uscita in Italia a marzo di 45 anni fa.

Il pregiudicato Randle McMurphy, interpretato magistralmente da Jack Nicholson, si fa internare in una clinica psichiatrica per sfuggire ai lavori forzati. Qui si affeziona agli altri diciotto ospiti e – da perfetto anticonformista – sollecita i loro animi per evadere dalla prigionia e abbracciare la Libertà.

Ma in manicomio – in slang americano Cuckoo’s Nest – non sono concesse pazzie. Ben presto McMurphy si scontrerà con i metodi sadici del personale e in particolar modo della rigida capoinfermiera Ratched: dietro l’uniformazione ipocrita, che finge di vedere tutti allo stesso modo, si cela il carattere repressivo e carcerario dell’istituzione, il potere che emargina i diversi e le posizioni diverse. Potere che non vuole prendersi cura dell’individuo, bensì svuotarlo di tutte le sue particolarità e unicità.

Il film è una boccata di aria fresca che riaccende la scintilla di libertà insita in ognuno di noi che troppo spesso viene sopita dal Mondo-Clinica che ci ‘normalizza’ per farci funzionare come ingranaggi delle sue norme, credenze e ideologie dominanti.
L’uomo moderno è forzato ad indossare la maschera del folle poiché viene lobotomizzato da una società totalitaria che lo intrappola in una rete di nevrosi scaturite dalla repressione.

La vera tragedia è quando ci dimentichiamo di indossare una maschera e crediamo che questa sia l’unico modo di vivere la vita e non più un semplice “sistema” che ci siamo costruiti attorno: molti dei pazzi ricoverati nel film sono lì volontariamente, a parte i cronici e il prigioniero McMurphy, ma a seguito delle incalzanti domande del protagonista i ricoverati si diranno incapaci di abbandonare la prigionia.

«L’uccellino costretto per troppo tempo a restare chiuso in gabbia, non volerà più via trovando la porta aperta.
La libertà fa paura quando non si è più abituati a farne uso
».

Il sistema vorrà sbarazzarsi dell’Eroe libero che mette in dubbio le imposizioni rifiutando l’uniformazione e sommuovendo gli animi.
Il seme della Libertà, però, è ormai stato piantato. E anche quando la libertà viene repressa nel singolo, germoglierà benefica nel cuore degli altri.

Volerai sul nido del cuculo?

Fonti:

– “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, regia di Milos Forman (1975; in Italia: 1976).

– Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, con file audio per il download, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2019.

– Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021.
> Libro prima censurato e poi silenziato dai media mainstream <

Il Gioco dell’Eroe? È un’eutopia.


La parola «gioco» si può fraintendere. Ed alcuni l’hanno fraintesa.
Ma non va dimenticato che i giochi, da quelli dell’infanzia a quelli degli adulti, hanno sempre un fondamento serio e non solo quando contengono un nucleo esoterico: sono, in particolare, tecniche di addestramento di facoltà e attitudini – in genere sonnecchianti, non atrofizzate o morte – necessarie nella vita. Quantomeno alla vita degna di questo nome.
Quello del GdE è il gioco di gruppo di Giocatori che si sentono elaboratori e depositari di una visione del mondo, ma sentono anche farsi il vuoto sotto i loro piedi, tra scricchiolii di terremoto della società.

Il molo d’attracco è l’immagine di una piccola società ideale. Una <eutopia>, non un’utopia. Cioè un “luogo giusto” che è costruito tutti insieme e in cui ci si incontra tutti insieme.In questo modo e per questa ragione, meditai e sviluppai il GdE per quasi un ventennio. Per farlo atterrare, abbandonai l’insegnamento universitario. Scelta necessaria, che certo non rimpiango. Misi così in campo il GdE più o meno una dozzina di anni fa: con imprevedibili voli e con scese in picchiata, per le regole assegnate a questo tipo di Gioco esistenziale che nasconde segreti.

Il Gioco esce da se stesso, si definisce attraverso i suoi Giocatori, e a sua volta è il Gioco che serve da definizione o emblema per la società dei suoi Giocatori presenti e futuri, per l’insieme delle persone che parteciperanno al Gioco, che si riconosceranno in esso e attraverso di esso.

* Questa breve lettera risponde pubblicamente a tre domande in privato giunte durante queste ultime settimane.

Gianluca Magi, Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione, Presentazione di Franco Battiato, + traccia audio, Edizioni Il Punto d’Incontro.

2021


L’essere umano con il pensiero cresce.
Con l’esperienza matura.
Con il cuore vive.
– Gianluca Magi
www.incognita.online

Numeri. Modelli. Determinazione


Per continuare a coltivare la Bellezza. Interiore ed esteriore. Nonostante tutto.
E che cos’è la Bellezza?
L’incontro in cui lo spirito riconosce il suo bene. Il miracolo che riconcilia l’alto e il basso dell’essere umano. Come il cuore di Parsifal. Così l’augurio per le nostre Festività.
Per una pura e chiara visione del mondo e di noi stessi.
Gianluca Magi
http://www.incognita.online

Zitti e mosca!


«Zitti e mosca!» è ben più di «Non voglio sentir volare una mosca».
«Zitti e mosca!» è un’ammonizione che prelude una severa punizione.
Ma la mosca – cioè, il comune dittero domestico – che c’entra?
Non c’entra!
E allora da dove nasce questo modo di dire?

Nasce dalla radice indoeuropea ‘mu’ che indica la ‘chiusura’, il dito posto sulle labbra per intimare il silenzio. Radice alla base del nostro verbo latino “musso”, che vuol dire appunto ‘tacere’, ‘balbettare’ ‘essere timoroso’, ‘non osare’ e dell’aggettivo, usato anche come sostantivo, “mutus”.
“Musso” che nel dialetto abruzzese si è conservato nell’espressione idiomatica imperativa «moscate», che vuol dire: «Fate silenzio!».

Dunque, “Zitti e mosca!» significa:
«State zitti, siate timorosi e guai a voi se osate aprire la bocca per esprimere ciò che pensate!»

Questa minacciosa ammonizione, negli ultimi tempi, vive di rinnovato sgradevole vigore.
Purtroppo.
E tu, stai zitto e mosca?

Gianluca Magi
www.incognita.online

Cos’è autenticamente umano? Cos’è autenticamente eroico?


Gianluca Magi, “Gioco dell’Eroe”, presentazione di Franco Battiato, Edizioni Il Punto d’Incontro.

AC Mind School presso Incognita (Pesaro)
Gioco dell’Eroe

Il mondo è un meraviglioso tappeto del quale vediamo il rovescio…


È mia forte convinzione di trovarci in un momento cruciale della storia della psiche umana, un momento in cui l’Immaginazione diventa il metodo di elezione.
L’Immaginazione è un potente stimolo evolutivo per la mentalità poco immaginativa che serpeggia oggi per le strade, mentalità che mortifica l’intelletto e lo menoma col terrore e con la sclerotizzazione che i sistemi economico-finanziari disseminano in giro per ridurre l’umanità a uno stato di perenne infantilismo, per renderla facilmente controllabile.

La sfida del nostro tempo è immaginare il reale.
È in questione il potere dell’immaginazione, una sorta di ri-evoluzione interiore!
Per innescare i moti di cambiamento è necessario un diverso atteggiamento emozionale nell’immaginare il mondo.
In tal modo si ha un salto di livello.

Il mondo è un meraviglioso tappeto del quale vediamo il rovescio: il bellissimo disegno sta oltre i nostri occhi.

– da: Gianluca Magi, GIOCO DELL’EROE
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Novalis. Il fiore azzurro della filosofia


Il senso del mondo è edificato dal grado di coscienza dell’essere umano.
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Diogene di Sinope. La lanterna filosofica del non politicamente corretto


Il sole penetra anche nelle latrine. Ma non ne è contaminato.

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Giocondi pescatori di asterischi



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