Archive for the 'Alessandro Serra' Category

Alessandro Serra. Dentro il vuoto (2a parte)


[Seconda parte. Segue dall’articolo precedente di “Incognita Quotidiana]

“Respirare incessantemente”.
La respirazione si può apprendere? Ma soprattutto è lecito apprenderla?
Il rischio è trasformare un atto puro e incondizionato, fonte vitale del canto e della danza, in un dispositivo meccanico che nel potenziare lo strumento ne indebolisce la forza vitale.

“Il coro”.
Parlare all’unisono e muoversi in sincrono significa essere un coro? La pratica dimostra che tanto più semplice è il gesto e il suono, tanto più visibile la voragine che ci separa dagli altri. Verrebbe da pensare che si moltiplichino i gesti e si saturi l’aria di parole solo per nascondere la difficoltà di attingere alla forza ritmica che canta dentro ognuno di noi. Una forza che si manifesta nel respiro collettivo. Un’unica interiore energia che non è in nessuno ed è in tutti. Il canto Gregoriano ci insegna l’inganno della polifonia alla ricerca di un’unica voce, un unico respiro collettivo.

FIGURA E PERSONAGGIO

La figura è l’impronta del personaggio, ciò che resta di un passaggio. L’ombra di un’aura dice Walter Benjamin. Emancipare il personaggio dal testo e sondarne le potenzialità dinamiche e vocali per costruirne poi l’involucro corporeo. Cercare poi l’attimo in cui il personaggio si manifesta, l’acme.
L’entelechia designa la realtà che ha raggiunto il pieno grado dello sviluppo: uovo-baco-larva-farfalla un’unica immagine con quattro linee temporali, condizione di assoluta perfezione in un essere che ha realizzato ogni sua potenzialità (Pavel Florenskij).

SPAZIO-SCENA-LUOGO

Lo spazio è drammaturgia: dislocare figure e oggetti in uno spazio vuoto è un atto drammaturgico. Mezzo metro più in là ed è un’altra storia, un altro senso. Mi sembra si possano individuare tre figure geometriche fondamentali nella composizione dello spazio e nell’attivazione delle energie che lo abitano:
Cerchio:
L’uomo ha nostalgia del cerchio dice Simone Weil, nostalgia del rito, nostalgia di Dioniso. Circolari sono le danze sacre, in cerchio si muovono i daimon scrive Plotino. Il teatro nasce in cerchio e la sua prima edificazione sarà semicircolare così come poi la O di legno di cui parla Shakespeare per descrivere il globe.

Rettangolo:
Figura geometrica disegnata dall’uomo per rappresentare se stesso: dal quadro dipinto al cinema agli smartphone. Tutta la rappresentazione artistica si inscrive in un rettangolo. Il palcoscenico stesso è un rettangolo sviluppato sui due piani, orizzontale (il palcoscenico) e verticale (l’arcoscenico). Il rettangolo diviene cornice, arcoscenico, quarta parete, il rettangolo respinge e limita la vista eppure è proprio grazie ai suoi rigidi confini che questa figura geometrica riesce ad attivare grandi slanci di creatività.

Triangolo:
È un espediente, un trucchetto da prestigiatore. Il triangolo lacera lo spazio, lo attiva: tre infinite linee, tre infiniti angoli. Come le squadre di un falegname, capaci di disegnare intarsi e mettere in sesto porte per accedere a nuove visioni.

TEATRO E LETTERATURA

Nel leggere un’opera teatrale è concesso il fraintendimento poiché le migliori opere sono scritte per uscire dai margini della narrazione. La prima lettura emotiva è la più preziosa, è quella che parla all’inconscio. Poi il rigore dell’autopsia: dissezionare un testo per conoscere non il testo stesso né la vicenda narrata ma il lettore. Da qui inizia la scrittura di scena.

“Lingua e traduzione”.
I testi vanno smembrati e ricomposti, non si crea mai, si ricrea. Le traduzioni dei testi teatrali affidate a letterati risultano spesso afone e troppo verbose. Dobbiamo ricercare la phonè originale. Per fare ciò si parte dal corpo. Le grandi opere contengono parole radianti che consentono il dischiudersi delle immagini.
Dobbiamo partire dai cliché proprio in virtù della loro somiglianza superficiale con gli archetipi. I cliché vanno nominati, esposti, agiti e poi eliminati. Il suono è drammaturgia:sostiene e imprime le immagini, riverbera le relazioni profonde dei personaggi, prepara all’esperienza preziosa del silenzio.

La drammaturgia non è la storia che si racconta, è l’immagine che si nasconde dietro al testo, la sua aura. Se non si incarna in scena l’immagine del testo, allora il teatro rischia di diventare letteratura recitata. Gli oggetti sono drammaturgia: oggetti vecchi, dimenticati, che negli anni si sono caricati di vita, hanno acquisito una patina, una ruggine speciale. Questi oggetti raccontano una storia al di là della storia. Accendono in scena reazioni inaspettate. A volte significano, attivano ricordi. Emanano luce.

La luce è drammaturgia: la luce può fungere da raccordo tra una scena e l’altra, può dire più della parola. La luce racconta, evoca presenze, suggerisce lo scorrere del tempo, determina lo spazio, dice il luogo, specifica le relazioni tra le figure che abitano la scena.—

ALESSANDRO SERRA:
Pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, fondatore della Compagnia Teatropersona, i cui spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo, si forma come attore a partire dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nel solco della tradizione di Grotowski per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejerchol’d e Decroux. Integra la sua formazione teatrale con le arti marziali che pratica sin da giovanissimo. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Fondamentale, negli ultimi anni di formazione, l’incontro con Yves Lebreton e il suo metodo del Teatro Corporeo.La sua recente regia porta in scena il celebre capolavoro di Cechov “Il giardino dei ciliegi”, un omaggio allo sguardo bambino come origine di tutte le cose e luogo della rivolta permanente. N.B.: Ultimi 4 posti per il Seminario a numero chiuso.

N.B.: Ultimi 4 posti per il Seminario a numero chiuso.

Segreteria di Incognita:
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Alessandro Serra. Dentro il vuoto. Teatro, gioco e sovrannaturale


L’oggetto della ricerca non deve essere il sovrannaturale bensì il mondo. Il sovrannaturale è la luce: se ne facciamo un oggetto lo abbassiamoSIMONE WEIL

Non c’è niente di misterioso che non diventa evidente e viceversa tutto ciò che è evidente nasconde in sé un mistero – PAVEL FLORENSKIJ

ATTORE

“Gesto-azione-atto”
Sono le tre vie percorribili. In ordine cronologico inverso:
Gesto:
l’attore può gesticolare, ovverosia muoversi senza agire e senza presenziare. I movimenti della quotidianità riprodotti goffamente sulla scena con la pretesa di essere naturali. Un essere umano che cerca di imitare un essere umano. Per intenderci è come se il nostro gatto d’un tratto si atteggiasse a movenze da gatto. Sarebbe uno spettacolo piuttosto deprimente. Il gesto si impone con la nascita del cinema, la grande occasione mancata di restituire al teatro la propria natura astratta. L’attore di cinema che sale su un palcoscenico non può far altro che mostrarsi, fare le facce, ammiccare, gesticolare. Ne consegue una società che recita surrogati cinematografici di emotività.

Azione:
si potrebbe accertare il conclamarsi dell’azione con la nascita del grande teatro elisabettiano, e con Shakespeare in particolare, i cui personaggi sono dotati di una biografia percepibile da una sola entrata in scena. Nel confrontarsi con simili testi l’attore ha imparato l’azione: l’azione di un corpo in tensione a seguito di una (si spera sempre meno cosciente e condizionata) intenzione. Il corpo agisce l’emozione connessa con il personaggio. Non la vive ma la agisce.

Atto:
l’atto appartiene al periodo geniale dell’umanità, l’infanzia perduta del teatro greco, prima che Dioniso fosse definitivamente esiliato dalla scena, momento sempre più raro di perfezione, azione non premeditata, assolutamente perfetta e insostituibile… ciò che non si può voler cambiare. L’attore crea l’involucro dell’emozione, un esoscheletro che danza e che deve restare vuoto.

Parola-canto-mantra”.
Si tratta dell’equivalente sonoro di quanto sopra esposto.
Parola:
nella prosa la parola si limita a trasmettere una informazione. La parola significa.

Canto:
la ma parola in teatro è anzitutto canto, suono musicale che incanta.

Mantra:
la parola come veicolo o strumento del pensiero o del pensare. Il mantra non significa, e non si limita a suonare. Il mantra agisce. Distrugge il linguaggio per accedere ad esperienze altre. Ma racchiude anche una intenzione, un pensiero e chi esegue il mantra deve essere consapevole delle parole (diremmo del sottotesto) il quale dovrà essere legato a uno specifico sentimento.

“Videor ut video”.
Sono visto affinché io veda. La scritta incombe dal rosone del teatro degli illuminati di Città di Castello. Ma a chi si rivolge la scritta all’attore o allo spettatore? in entrambi i casi il fenomeno determinante è la rifrazione. Un analogo ribaltamento al passivo lo si potrebbe applicare al cartesiano Cogito ergo sum. “Penso dunque sono” diviene Cogitor, ergo sum, “Sono pensato quindi sono”. In entrambi i casi la passività rimanda all’immagine allegorica dello specchio, prodigioso strumento rivelatore. Reggere lo specchio alla natura, dice Amleto, dovrebbe essere l’esercizio del teatro.

“La danza delle ossa”.
Il corpo che danza, danza dall’interno. È lo scheletro che agisce, i muscoli sono solo sostegni e gli arti periferiche risonanze. Come nelle arti marziali la forza è nel centro, nella connessione tra il bacino e la colonna vertebrale. L’eleganza è data dallo scheletro mai dall’involucro.

“Memoria involontaria delle membra | Il corpo vita”.
La vita si deposita sulla pelle facendola tremare di facili emozioni ma sprofonda nella carne e si iscrive nel corpo. È il corpo che ricorda. Nel corso della vita i ricordi si depositano come polvere sulla pelle per poi sprofondare e dissolversi nel corpo. Le rughe che solcano i vecchi visi sono come pentagrammi sui quali la vita ha composto la propria melodia, guardandoli se ne possono percepire gli echi lontani. Ma soprattutto la struttura ossea, muscolare e il disegno stesso del nostro corpo racchiude in sé le esperienze vissute e sempre presenti, e vigili. Memoria fisica è ciò che il corpo fa senza sapere di saperlo fare.—

[Fine prima parte.Segue domani, nel prossimo articolo di “Incognita Quotidiana]

ALESSANDRO SERRA:
Pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, fondatore della Compagnia Teatropersona, i cui spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo, si forma come attore a partire dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nel solco della tradizione di Grotowski per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejerchol’d e Decroux. Integra la sua formazione teatrale con le arti marziali che pratica sin da giovanissimo. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Fondamentale, negli ultimi anni di formazione, l’incontro con Yves Lebreton e il suo metodo del Teatro Corporeo.La sua recente regia porta in scena il celebre capolavoro di Cechov “Il giardino dei ciliegi”, un omaggio allo sguardo bambino come origine di tutte le cose e luogo della rivolta permanente.

N.B.: I posti disponibili, per il Seminario a numero chiuso, stanno terminando.

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Paideia. Un antivirus per il XXI secolo


Il burrascoso disorientamento di oggi, pieno di odio, violenza, bigottismo, fake news e psico-apatia, nasce anche dalla perdita di quello che in Grecia si chiamava Paideia (παιδεία), cioè la formazione che ha il potere di produrre trasformazioni nell’essere umano.

L’apprendimento come idea di assimilazione di informazioni è insufficiente per l’essere umano del XXI secolo. E lo mette fuori gioco.
Nonostante ciò, la scuola e l’università ancora oggi si preoccupano perlopiù di riempire la mente delle persone. Quando non di catechizzare.

È una gravissima miopia su un punto di stringente attualità: una mente piena d’informazioni può essere una mente tossica, perché piena di dissonanze cognitive, cioè di convinzioni in combattimento le une con le altre e con ciò che si ha sotto il naso.
Queste dissonanze disorientano e mettono l’uomo alla mercé della dittatura digitale del nuovo ordine planetario che porta in grembo odio, bigottismo e fake news. Dove i social rimpiazzano la socializzazione, gli emoticon i sentimenti e la simbologia emozionale. E l’accelerazione rapisce il passato per divorare il futuro e crocifiggere in un eterno presente sfasato, sfocato, fraudolento.

È vitale sviluppare una maggiore conoscenza di noi, tornare all’idea di Paideia, cioè la formazione che ha il potere di produrre trasformazioni nell’essere umano.
La Paideia è formazione, non solo informazione.
La Paideia si occupa di dare forma alla mente, in condivisione, affinché la mente possa dare ordine alle informazioni e generare nuove idee creativamente avanzate.
“Formare” significa dare forma alla mente, lavorare anche sulla struttura della mente che riceve informazioni.
Perché è vitale?
Perché una mente ben formata produce il ‘pensare bene’ e l’‘agire bene’, cioè il ‘vivere bene’ nella sfera privata e pubblica, anche in senso civico.
Ecco perché serve questo antivirus al disorientamento di oggi.

Cosa abbiamo sotto il naso, ma che non ci è fatto vedere o che non vogliamo vedere.A questo tendono gli incontri della AC Mind School a Incognita (Pesaro). Animati dal principio della Paideia.
Un serbatoio di pensiero per investigare il labirinto nel quale ci troviamo, mantenendo accesa la fiaccola vitale del pensiero divergente e del principio interiore. Senza la quale l’essere umano è solo un automa che vive a insaputa di se stesso.
Per non essere ridotti a spettri smarriti, ridotti a pura vita biologica.

SEMINARI AC MIND SCHOOL, ESCLUSIVAMENTE IN PRESENZA
:

Sabato 19 giugno 2021 (h. 14 – 19)
GRAZIA MARCHIANÒ
… e la materia si accende di luce: come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune.

Domenica 20 giugno 2021 (h. 9 – 14)
ALESSANDRO SERRA
Dentro il vuoto.Teatro, gioco, sovrannaturale.

Programma: www.incognita.online

N.B.: I posti disponibili, per i due Seminari a numero chiuso, stanno terminando.

Segreteria di Incognita: 340.3820327

Tracce dal corpo di arcobaleno


Tracce dal corpo di arcobaleno. Per un umano interiormente ridestato.

Due Seminari della Advanced Creativity Mind School a Pesaro, presso INCOGNITA, sulle rive del mare che dal centro della penisola guarda a Oriente, assumono un nome che vuole porsi cautamente come un programma di risveglio plenario dell’UMANO sulle tracce di un mito antichissimo affiorato e coltivato nel Tibet oltre mille anni fa. Chiamato “corpo di arcobaleno” o “corpo di luce”, esso allude alla possibilità di uno spostamento della coscienza (tib. phowa) dal piano della dualità fisica e psichica a quello di una unificazione delle energie interiori simboleggiata dall’arco di tutti i colori dell’arcobaleno dopo una tempesta.

Così come la terra coi suoi deserti, oceani e montagne, la luna, il sole e gli infiniti mondi galattici attraversano tempeste e catastrofi obbedendo alle leggi del DHARMA universale, egualmente il nostro privato universo interiore generato dal connubio di Cielo e Terra, è teatro di moti e smarrimenti ricorrenti soprattutto in un tempo in cui l’UMANO deperisce a vista d’occhio e nessun rimedio estrinseco può soccorrere perché riappropriarsi dell’integrità dell’“umano’’ non può infatti che venire dall’“interno’’.

Non si riflette mai abbastanza che l’UMANO attraverso i millenni della sua presenza sulla terra, deve alla MENTE TUTTO: il limite ma anche l’ILLIMITATO, l’attaccamento a se stessi e alle cose ma anche il DISTACCO e il POTERE di non farsi soggiogare dalla paura o attenersi alla sola SPERANZA: i due compagni di viaggio che tanto spesso ci fanno incespicare.

I seminari di INCOGNITA si propongono come “incontri” non convenzionali dove chi parla e chi ascolta condivide in parti eguali il tentativo di cogliere nelle immersioni creative e cognitive dell’immaginario, in certi vagabondaggi illuminati e nei saperi non ancora del tutto spenti ai quattro capi del mondo, quell’indecifrabile linea dell’OLTRE in cui il SOVRUMANO e il POST-UMANO, figli gemelli della MENTE UNIFICATA, si passano le consegne nell’ora presente.

● Sabato 19 giugno (h. 14 – 19)
GRAZIA MARCHIANÒ
… e la materia si accende di luce: come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune
.

PROGRAMMA DEL CORSO:
A mostrare l’incastro di materia e luce si sono arrovellate menti coraggiose nelle torbide acque di ogni tempo e solco culturale. In quelle recenti del Novecento la navigazione travagliata di un concerto di menti luminose ha toccato picchi di soppressione cruenta come nel caso dello scienziato e mistico russo Pavel A. Florenskij, di riconoscimento tardivo da noi del magistero sapienziale del cingalese Ananda K. Coomaraswamy, di tentata devozione isterica nei confronti del maestro indiano Jiddu Krishnamurti, di criticità e sospetto dell’entourage scientifico riguardo alle teorie quantistiche del fisico statunitense David Bohm, di determinata negligenza post-mortem in Italia nel caso dello scrittore e pensatore Elémire Zolla.
Spicca all’opposto, la condivisa deferenza sul versante sia scientifico che spirituale rivolta al XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso esiliato dal Tibet.
L’incastro di materia e luce è riuscito tuttavia a sorvolare le torbide acque del tempo in cui le vite di quei ricercatori hanno navigato facendo tracimare le loro menti luminose in opere dell’ingegno rese accessibili ai tanti, come i frequentatori di INCOGNITA, desiderosi di sfiorare la complessità delle <cose come stanno> dentro e fuori di loro.Il seminario incrocia i percorsi intellettuali dei pensatori citati e di altri esploratori dell’ignoto nel noto, uomini e donne senza paura.

GRAZIA MARCHIANÒ:
Tra le figure di maggiore spicco nel panorama filosofico e orientalistico internazionale, già docente di Estetica e Storia e civiltà dell’Asia orientale all’Università di Siena-Arezzo, Grazia Marchianò ha praticato tecniche di meditazione shingon in un monastero buddhista a Koyasan (Giappone), e di kriya yoga nella linea del maestro indiano Paramahansa Yogananda. Moglie di Elémire Zolla, responsabile del Fondo Scritti Zolla/Marchianò, cura e analizza dal 2012 l’opera omnia dello scrittore presso Marsilio.È co-direttore scientifico di AC MIND SCHOOL presso INCOGNITA.

● Domenica 20 giugno (h. 9 – 14)
ALESSANDRO SERRA
Dentro il vuoto. Teatro, gioco, sovrannaturale.


PROGRAMMA DEL CORSO:
«L’oggetto della ricerca non deve essere il sovrannaturale bensì il mondo. Il sovrannaturale è la luce: se ne facciamo un oggetto lo abbassiamo» – SIMONE WEIL

«Non c’è niente di misterioso che non diventa evidente e viceversa tutto ciò che è evidente nasconde in sé un mistero» – PAVEL FLORENSKIJ

• ATTORE
Gesto-azione-atto. Parola-canto-mantra. Presenza oscena. Videor ut video | sull’arte di essere guardati. La danza delle ossa. Memoria involontaria delle membra. Il corpo vita. Respirare incessantemente. Il coro.
• FIGURA E PERSONAGGIO
La figura. Costruzione e composizione di una figura. Il personaggio non esiste. Entelechia: raggiungere l’acme.
• SPAZIO-SCENA-LUOGO
Geometria: cerchio-triangolo-rettangolo. Dallo spazio sacro al luogo di rappresentazione.
• TEATRO E LETTERATURA
Analisi del testo. Lingua e traduzione. Il morto orale. Parole radianti. Cliché e Archetipo. Convenzione e conoscenza.
• GLI OGGETTI
Il potere degli oggetti. Oggetti requisiti e oggetti accessori. Il bio-oggetto.
• IL VUOTO
Macchie nuvole e ombre. Creare e sostenere il vuoto.
• ACUSTICA VISIVA
Suono. Ritmo. Musica.
• LA LUCE
Relazione carnale tra attore e fonti luminose.
• IMMAGINE
Drammaturgia dell’immagine: comporre e costruire la scena.

ALESSANDRO SERRA:
Pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, fondatore della Compagnia Teatropersona, i cui spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo, si forma come attore a partire dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nel solco della tradizione di Grotowski per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejerchol’d e Decroux. Integra la sua formazione teatrale con le arti marziali che pratica sin da giovanissimo. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Fondamentale, negli ultimi anni di formazione, l’incontro con Yves Lebreton e il suo metodo del Teatro Corporeo.La sua recente regia porta in scena il celebre capolavoro di Cechov “Il giardino dei ciliegi”, un omaggio allo sguardo bambino come origine di tutte le cose e luogo della rivolta permanente.N.B.: Seminari a numero chiuso.I posti disponibili sono in via d’esaurimento.

Segreteria di Incognita:
340.3820327
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AC MIND SCHOOL – Pesaro 2020


https://www.facebook.com/events/313778009867563/

❗️ ULTIMI POSTI DISPONIBILI
AC MIND SCHOOL “Tracce dal corpo di arcobaleno”
26 settembre – 22 novembre 2020 | Pesaro

📖 https://www.facebook.com/events/313778009867563/

➡️ PROGRAMMA analitico: www.incognita.online

📧 CONTATTI
– incognitamind@gmail.com (per l’intero ciclo di Seminari)
– incognitamind2020@gmail.com (per singoli Seminari)
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Alessandro Serra 31 Maggio 2020 alla AC Mind School – Incognita (Pesaro)


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Pesaro 31 Maggio 2020
DENTRO IL VUOTO. Teatro, gioco e sovrannaturale
prof. Alessandro Serra

Il Corso si svolgerà a Pesaro, presso la sede di INCOGNITA, domenica 31 Maggio dalle h. 09.00 alle h. 14.00.
• • • Pochi posti ancora disponibili • • •
info e iscrizioni:
incognitamind2020@gmail.com340.3820327
http://www.incognita.online/iniziative_acmindschool_2020.html

PROGRAMMA DEL CORSO:
«L’oggetto della ricerca non deve essere il sovrannaturale bensì il mondo. Il sovrannaturale è la luce: se ne facciamo un oggetto lo abbassiamo».
– SIMONE WEIL
«Non c’è niente di misterioso che non diventa evidente e viceversa tutto ciò che è evidente nasconde in sé un mistero». – PAVEL FLORENSKIJ
ATTORE
Gesto-azione-atto. Parola-canto-mantra. Presenza oscena. Videor ut video | sull’arte di essere guardati. La danza delle ossa. Memoria involontaria delle membra. Il corpo vita. Respirare incessantemente. Il coro.
FIGURA E PERSONAGGIO
La figura. Costruzione e composizione di una figura. Il personaggio non esiste. Entelechia: raggiungere l’acme.
SPAZIO-SCENA-LUOGO
Geometria: cerchio-triangolo-rettangolo. Dallo spazio sacro al luogo di rappresentazione.
TEATRO E LETTERATURA
Analisi del testo. Lingua e traduzione. Il morto orale. Parole radianti. Cliché e Archetipo. Convenzione e conoscenza.
GLI OGGETTI
Il potere degli oggetti. Oggetti requisiti e oggetti accessori. Il bio-oggetto.
IL VUOTO
Macchie nuvole e ombre. Creare e sostenere il vuoto.
ACUSTICA VISIVA
Suono. Ritmo. Musica.
LA LUCE
Relazione carnale tra attore e fonti luminose.
IMMAGINE
Drammaturgia dell’immagine: comporre e costruire la scena.

ALESSANDRO SERRA:
Pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, fondatore della Compagnia Teatropersona, i cui spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo, si forma come attore a partire dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nel solco della tradizione di Grotowski per poi arrivare alle leggi oggettive del movimento di scena trascritte da Mejerchol’d e Decroux. Integra la sua formazione teatrale con le arti marziali che pratica sin da giovanissimo. Nel frattempo si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulla drammaturgia dell’immagine. Fondamentale, negli ultimi anni di formazione, l’incontro con Yves Lebreton e il suo metodo del Teatro Corporeo.
La sua recente regia porta in scena il celebre capolavoro di Cechov “Il giardino dei ciliegi”, un omaggio allo sguardo bambino come origine di tutte le cose e luogo della rivolta permanente.

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AC MIND SCHOOL. Che cosa bolle in pentola a Pesaro nel progetto di serietà estrosa di FRANCO BATTIATO, GRAZIA MARCHIANÒ e GIANLUCA MAGI?


Battiato-Marchian-Magi

INTERVISTA di Enzo Cecchini (“La Piazza”, dicembre 2019)

A INCOGNITA, Centro transdisciplinare a Pesaro diretto da Franco Battiato e Gianluca Magi, la Advanced Creativity Mind School, co-diretta da Grazia Marchianò, richiama menti connettive e creative da ogni parte d’Italia e dall’estero per scoprire le “Tracce dal corpo di arcobaleno per un umano interiormente ridestato”.

Su Wikipedia si legge che la Mind School «si propone di fondere l’immaginazione in una lega con le nuove e accreditate ricerche scientifiche, in chiave cognitiva per il XXI secolo; tesoreggiando ‘l’intelligenza del cuore’ e ciò che si è inteso per ‘principio dell’interiorità’ in Oriente, Occidente e in ciò che sopravvive dei mondi indigeni».

INCOGNITA a Pesaro è nata dalle ceneri della scuola di studi comparativi, un progetto che fondasti nel 1995 a Rimini. Perché hai sentito di dover fondare INCOGNITA e la AC Mind School?
Perché il tempo è mutato rispetto a quegli anni. Allora io aprii uno spiraglio. Ora INCOGNITA allarga quello spiraglio a tutto spettro con un progetto coraggioso e d’avanguardia. Che ha trovato fin dagli esordi il sostegno di Franco Battiato e l’aiuto di Grazia Marchianò. L’intento costitutivo è formare all’ascolto e alla ricezione delle menti più brillanti oggi disponibili nell’ambito italiano, che povero non è di ingegni intellettualmente liberi ed emancipati.

Mi dicevi che INCOGNITA è parola, immagini, proiezioni, ascolti, pratiche attive che impegnano materialmente e intellettualmente.
Sì, con l’intento di apertura di orizzonti su prospettive nuove, non schierate, di apprendimento e conoscenza interiormente vissuti, spaziando in tutti i campi accessibili e ogni mezzo. Costruire per gli iscritti intese di una solidarietà consapevole del limite e dell’illimitato, lavorando a una “rettifica dei nomi”, come Confucio esortava a fare secoli fa: parole come ‘natura’, ‘spirito’,’ essere’, ‘sostanza’, ’causa’, ‘scopo’, ‘sacrificio’, per come sono state teorizzate in passato, oggi non reggono più e vanno riformulate e vivificate. A vantaggio della comunità locale e allargata. Con intimità e integrità. Ed anche in forza della serietà estrosa.

In che senso “serietà estrosa”?
“Serietà estrosa” è la caratteristica che distingue INCOGNITA.
‘Serio’ perché i relatori sono vagliati secondo indiscutibili competenze.
‘Estroso’ perché intende scavalcare le miopie accademiche che ingessano la conoscenza, facendo perdere di vista: uno, che è un cammino aperto in tutte le direzioni; due, che si affida alla mente come un periscopio che punta il faro nella vastità di un sapere che mai come oggi deve essere consapevolizzato. L’Oriente è occidentale quanto l’Occidente è stato assunto e metabolizzato nei paesi dell’Asia aperti al futuro. La casa comune si chiama Eurasia.
Gli “incontri” della AC Mind School sono non convenzionali, dove chi parla e chi ascolta condivide in parti eguali il tentativo di cogliere nelle immersioni creative e cognitive dell’immaginario, in certi vagabondaggi illuminati e nei saperi non ancora del tutto spenti ai quattro capi del mondo, quell’indecifrabile linea dell’Oltre in cui il sovrumano e il post-umano, figli gemelli della ‘mente unificata’, si passano le consegne nell’ora presente.

“Tracce dal corpo di arcobaleno per un umano interiormente ridestato”, il programma 2020 è d’innegabile fascino.
Sì, come i suoi relatori. Pensa, avremo con noi ANGELO TONELLI, tra i grandi studiosi della sapienza greca, allievo diretto di GIORGIO COLLI, straordinario traduttore di Eschilo, Sofocle ed Euripide, esegeta di Parmenide, Empedocle, Eraclito e i presocratici, indagatore dei misteri orfici ed eleusini (tutti da lui pubblicati per Bompiani e Feltrinelli). Tonelli ci accompagnerà alla scoperta della sapienza. Che non è scialba erudizione, astronomia libraria. La sapienza si libra nel cuore del giorno, incide l’uomo, lo muta. In un imperdibile viaggio, teorico e pratico, nella sapienza orfica ed eleusina e nello sciamanesimo. Tra Grecia e Oriente.
Avremo il Maestro NICOLA CISTERNINO, compositore, direttore d’orchestra, artista e docente di Arti e Musiche Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, anche noto per aver elaborato dagli anni Ottanta un proprio universo grafosonoro definito come Graffiti Sonori per le interazioni nelle sue opere fra suono scrittura immagini e modelli compositivi quantistici. Il suo corso dal titolo “Cerco un Centro…” ci guiderà al cuore del Suono e Coscienza, tra Giacinto Scelsi e Franco Battiato.
Ci sarà GRAZIA MARCHIANÒ, figura di spicco della cultura internazionale, studiosa di estetica e orientalista, moglie di ELÉMIRE ZOLLA, che ci introdurrà nel mondo della materia che si accende di luce, cioè come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune. Per un’esplorazione dell’ignoto nel noto, di donne e uomini senza paura.
Sarà dei nostri il pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, ALESSANDRO SERRA: ha per noi in serbo un incontro il cui titolo è già un invito ad esserci: “Dentro il vuoto. Teatro, gioco, sovrannaturale”. Invito a prendere visione del programma, perché ogni sua riga ti fa vibrare come un diapason.
Con l’artista visivo e multidisciplinare, ALESSANDRO TINELLI, che vive a Parigi dove lavora per diversi marchi internazionali, attraverso i suoi video e commenti dal vivo faremo un viaggio etnografico aperto alla coscienza profonda nei luoghi sacri del corpo d’arcobaleno; non ultimo il suo documentario “Pietra specchiante” guidato dalla praticante sciamana dell’isola di Iheya (Giappone) aprirà un sentiero che porta ad un antico luogo sacro ignoto agli stessi autoctoni.
Concluderà l’a.a. il mio corso “Homo Imaginans. Strategie dell’Immaginazione” che prenderà le mosse dalla Rivoluzione cognitiva di 70.000 anni fa, allorché i Sapiens cominciarono a parlare di cose che esistevano soltanto nella loro immaginazione, per giungere all’attuale capacità di alterare il reale e generare strategie di consenso e di manipolazione attraverso l’Immaginazione. Il viaggio si snoderà, tra Occidente e Oriente, senza trascurare il pensiero magico, antico e rinascimentale, e alchemico e il suo riverbero nell’odierna psicosociologia.

Un programma davvero ricco e suggestivo.
Firmo e sottoscrivo!
Trovi il programma in dettaglio al sito www.incognita.online.

Incognita – AC Mind School a.a. 2020


workshop_acmind_locandina2020

<<<AVVISO PER NON FARSI COGLIERE IMPREPARATI>>>
Le iscrizioni sono aperte da tre giorni. La metà dei posti è stata già occupata.
I sinceramente interessati a iscriversi non indugino: Incognita è un’intima astronave nel cuore storico di Pesaro, non un palasport.

● Segreteria Incognita – AC MIND SCHOOL:
⦿ incognitamind@gmail.com
⦿ 340.3820327 (per iscrizioni e organizzazione)
⦿ 347.7899647 (per gestione alloggi in strutture convenzionate con Incognita a tariffe scontate)


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