Archive for the 'Orchestrazione' Category

Supercazzola d’autore


Due date dagli anni del terrorismo e delle leggi speciali.
Il 7 aprile 1979, giorno dell’ingiusto arresto dei dirigenti di Potere Operaio e dell’Autonomia.
Il 3 maggio del 1979, giorno del “falso arresto d’autore” . La geniale redazione del settimanale controcorrente “Il Male” inondò il paese di false testate giornalistiche sulla cui prima pagina capeggiava l’arresto di un fantastico Ugo Tognazzi: in grembiule da cucina, ammanettato, col pugno alzato e trascinato a forza dai carabinieri. L’accusa: essere il capo delle famigerate Brigate Rosse.

L’invenzione perimetrale di un universo adulterato da parte della rivista “Il Male”, per “épater la bourgeoisie”, impressionare la borghesia, fu creata per esser creduta notizia solo per poche ore, al massimo qualche giorno, per essere una rapidissima terapia narrativa e risvegliare l’attenzione come il bagliore di una stella che illumina le contraddizioni. Per trarre fuori interrogativi sullo sviluppo di “queste singolari efflorescenze dell’immaginazione collettiva”.

Ci chiediamo ancora oggi come passano per vere notizie così paradossali.
Ma quella logica della “zingarata”, dove bene e male erano solo facce della stessa medaglia, oggi ha subìto la brutale distorsione della più bieca creazione di pseudoeventi, creati su un tema caldo o un tema verosimile.
Una rete di tranelli diffusi a dismisura dai media mainstream come virus, non solo nel web, instilla, insinua dubbi irrisolvibili, crea disagio, perplessità, disorientamento, veicola notizie tendenziose o false trapelate da sedicenti «fonti anonime», subito eliminate dalla rete.
La “Orchestrazione” – IV principio tattico di manipolazione oscura – di notizie che rafforzano la rappresentazione stereotipata della realtà, oggi trova terreno fertile per attecchire, perché – come afferma Gianluca Magi – siamo entrati «nell’Era del Caos», in cui siamo tutti vittime della difficoltà di distinguere i fatti dalla loro rappresentazione.
La quantità di caos prodotta dalle società di pubbliche relazioni e/o di consulenza in outsourcing dei governi, richiede la creazione di continui pseudoeventi per condizionare i flussi dei mercati e le menti degli individui.

Una rete di tranelli pianificati a tavolino orienta l’attenzione del pubblico o promuove nuovi valori sociali o ideologici. Come vuole il luciferino VII principio tattico di Goebbels, “Trasposizione e contropropaganda”, vera «arma silenziosa per guerre tranquille».

Una notizia ben confezionata, creata dal nulla, come un trucco di prestigio che ci incanta, viene propagata con ben altra potenza di fuoco rispetto a quella assai modesta di questa pagina.
Creata dal nulla, ripresa, condivisa e diffusa come un “Contagio psichico” (VI principio tattico di manipolazione), si perde l’origine della notizia che prosegue ad essere citata nei successivi happening, nelle immagini e in ampollosi titoli-guida. Circola con la rapidità di un incendio boschivo che non si riesce più a domare.
Lo stato di paura e tensione costanti a cui è sottoposto il pubblico si occuperà poi di gettare benzina sul fuoco.
Lo dimostrò Orson Welles la sera del 30 ottobre 1938 con la sua trasmissione radiofonica sull’invasione aliena: cfr. pp. 134-138 del libro di Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”.

Nella mente del lettore, l’inondazione quotidiana di supercazzole corrompe le immagini di riferimento e porta a creare un universo interno confuso, «come se fosse Antani».«Lo credo che non capisci, farnetico!», conferma il conte Mascetti, personaggio dei tre film “Amici miei” interpretato dal grande Ugo Tognazzi.

Questo genera l’acquiescenza popolare di fronte alla narrazione manipolativa mainstream (da tanti, troppi, considerata autorevole), in mano ai pochi che ne traggono profitto.
E se chi la spara più grossa ha sempre un credito speciale, la conditio sine qua non per creare una buona falsa notizia è riconoscerne la falsità.

Durante lo scrolling, gli oramai scoglionati fruitori, privati del pensiero logico, navigano alla ricerca del male peggiore o minore da rigirare prontamente a tutti i loro conoscenti social.

Oggi non è più una burla destinata a durare poche ore, ma un temibile strumento di distrazione di massa e, al contempo, di rimozione utile a coprire le azioni fraudolente dell’èlites dominanti.
E persino questo ora è già sorpassato per lasciare come suo effetto una modalità comunicativa povera, triste, priva di complessità, unilaterale.
«Accidenti un’altra merda, ma chi l’ha scelto questo posto?», sempre il conte Mascetti.

Con il gesto di Ugo Tognazzi, la redazione di Incognita Quotidiana, contro ogni dinamica social, ha rivendicato il potere della burla che mette a nudo, che svela i retroscena, fa cadere veli ed etichette, anima l’intelligenza divergente: cuore del dissenso critico.
Quel dissenso critico che smaschera tutti gli pseudoeventi che in questi giorni le “Rapid Response Unit” stanno artificialmente mettendo in scena.

Fonti:
• “Il Male”, settimanale,7 febbraio 1978 – 5 giugno 1982.
• Gianluca Magi, 101 burle spirituali, Presentazione di Alejandro Jodorowsky, Sperling & Kupfer, 2020: https://amzn.to/32YsdOv
• Gianluca Magi, Goebbels. 11 Tattiche della manipolazione oscura, Prefazione di J.-P. Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn

Oggetti bizzarri


Secondo il quotidiano la Repubblica nelle manifestazioni di protesta dei lavoratori colpiti duramente dal bloccaggio e che chiedono di lavorare, si annida un pericoloso mostro. È stato fotografato e compare in prima pagina il 7 aprile per la notizia delle proteste.
L’aumento della tensione è provocato da un uomo con le corna.
All’aumento della povertà secondo i dati Istat, il 3 aprile “la Repubblica” ha anche dedicato la prima pagina: ci aspetterebbe il rischio di tensioni sociali, rabbia e malcontento. Così come abbiamo letto fin dalle elementari sui libri di storia.
Ed invece è sufficiente la comparsa di un uomo con le corna per spostar prontamente l’attenzione dalla notizia di una sana condivisione collettiva al piano dello scontro ideologico.
Quali sofisticate strategie ideologiche elabora l’uomo con le corna?
Un uomo con le corna è un uomo con le corna. Un segno, un simbolo? Qual è il significato? E l’origine del significato è attribuita dallo stesso o da altri?

Da alcuni mesi è in atto un Flash mob di mattoni sui profili Twitter e contestualmente sta rimbalzando sul web il manifesto del mattonismo. Dal manifesto, datato 8 marzo 2021, intriso di Romanticismo velleitario e fantasticherie post-newage, leggiamo:
«3.6.2. I mezzi espressivi attraverso i quali il mattonismo trasforma e ribalta le categorie esistenti sono la post-ironia, lo Shitposting e i MeMe, forma d’arte pura e libera, quindi del popolo.
4.2. La realtà imita i MeMe. I MeMe dunque scrivono la realtà».
Tale manifesto, che conta ben 57 punti, non è scritto secondo l’originaria scatologia stilistica (Shitexting), benché dichiarata come mezzo espressivo scelto. 
È colmo di figure retoriche atte a convogliare un variegato complesso ideologico gregario.
Si tratta della fase di diffusione per indurre questo meccanismo: individuato un meme qualsiasi – ad esempio l’uomo con le corna – si può attribuire al gesto espressivo un’argomentazione ideologica, una fede politica di Alt-right, l’ignoranza e la violenza. 

Per interpretare le proteste, al quotidiano la Repubblica servono solo slogan e concetti vuoti. Una guerra mediatica che è essa stessa, in ultima analisi, Shitposting totalitario contro Shitposting ideologizzato. Il primo principio tattico di “Semplificazione e nemico unico” elaborato da Goebbels viene così applicato ad una modalità espressiva dalla quale si vorrebbero far derivare tutti i mali.

Il fenomeno del “Caccapostaggio” si è diffuso nella sua forma primigenia come tentativo di sfuggire all’espressione di se stessi, al giudizio e alla valutazione degli altri. Una reazione patogena assimilata dal contesto per annichilire il processo di individuazione, per sabotare il principio interiore, per privare del diritto ad argomentare correttamente un discorso di senso compiuto.
In termini psicoanalitici freudiani: è una fissazione espulsiva, ossia un’eccessiva gratificazione libidica del sadismo anale. Disordine, distruttività e tendenza alla manipolazione.
Come potrebbero d’altronde i meme e lo shitposting, recenti frontiere del marketing, essere persuasivi su TiK Tok?

Ciò che si vorrebbe attribuire all’espressione dell’individuo attraverso l’etichetta, altro non è che il tentativo psicopatico – scissione interna ed esterna – di relegarla in un orizzonte da minus habens. L’individuo non deve aver accesso all’arte della persuasione, al dialogo argomentato come pratica sociale; deve solo soccombere al potere ammaliante della parola (e del meme) e all’autocensura.
In special modo è temuta la figura retorica dell’ironia, che in questo modo perde spontaneità.
Anche qui più principi tattici di manipolazione combinati ci vengono in soccorso. Con il IV principio tattico “Orchestrazione” si sfrutta l’immagine-etichetta che col passare del tempo si consolida e si presenta come reale, seppur nata da supposizioni, impressioni, apparenze, menzogne. Con il III principio tattico “Volgarizzazione” si priva il pensiero di una struttura concettuale, della sua capacità di creare metafore per sostituire l’emotività alla logica e all’argomentazione.

Fonti:
Gianluca Magi, Goebbels.11 tattiche di manipolazione oscura, prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
Wilfred Bion, Trasformazioni. il passaggio dall’apprendimento alla crescita, Armando Editore, 2012.

Altre fonti: 
navigazione tra mefitici miasmi, che non consiglio a nessuno. Digitando le parole chiave è possibile accedere facilmente a tutti i riferimenti. Sono lì appositamente per farsi trovare. Ancora per poco, perché la follia è sempre una strada dimenticata.
Wired, Quarz ed altri blog trattano l’argomento a partire dalla definizione del termine “Shitpost” fornita da American Dialect Society, che l’ha nominata parola digitale dell’anno 2017. Peccato però che le definizioni alle parole – come ad esempio per “Fake news” (altra parola da questi eletta per lo stesso anno 2017) – siano colme di contenuti inutili o irrilevanti, con lo scopo di far deragliare dal significato o per provocare reazioni politiche. 
Per “Shitpost” troviamo [ibidem] questa definizione: «Pubblicazione di contenuti inutili o irrilevanti, con lo scopo di far deragliare una conversazione o provocare gli altri».


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