Archive for the 'Gianluca Magi' Category

Raimon Panikkar. L’uomo che inventò la Tempiternità


Corpo d’arcobaleno


Hokusai-Mind-School

Nell’inviolato paradiso delle terre pure della Mente (Gokuraku jōdo 極楽浄土), in assenza di tempo e di spazio, vivono esseri luminosi.
La cosmologia buddhista li chiama Kalaviṅka (in sanscrito) o Karyōbinga (in giapponese).
I loro “corpi di luce” o “corpi di arcobaleno” sono descritti con capo e braccia di Bodhisattva. Eroi della Mente illuminata che scelgono di tornare ancora. E ancora.
Il loro corpo è di fenice. Dal piumaggio iridescente. D’arcobaleno.
Suonano strumenti musicali celesti. E il loro canto irraggia il cosmo intero.

Il “corpo di arcobaleno” o “corpo di luce” allude anche alla possibilità di uno spostamento della coscienza (tib. phowa འཕོ་བ) dal piano della dualità fisica e psichica a quello di una unificazione delle energie interiori simboleggiata dall’arco di tutti i colori dell’arcobaleno dopo una tempesta.

Il maestro Katsushika Hokusai, in un surimono, xilografia a circolazione privata, regalò la sua visione del corpo di luce. Su pianeti invisibili.
Gianluca Magi
www.incognita.online

Franco Battiato Torneremo ancora


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Con note di piano ascendenti si apre “Torneremo ancora”. Si fonde il movimento d’archi, della Royal Philharmonic Concert Orchestra diretta da Carlo Guaitoli. Che ti sospinge in una zona «in assenza di tempo e di spazio».
La voce tremante di Franco, quasi sul punto di incrinarsi, rende il brano di eterea bellezza. Che fa vibrare le corde della bellezza interiore dell’ascoltatore. Quella bellezza emancipata dai dolori che comportano le emozioni negative. Fusa col principio dell’interiorità. Che contraddistingue la vita, la natura e l’arte di Battiato.
Vita, natura e arte che sono un invito ad elevare lo stato di coscienza. Per percepire zone più rarefatte dell’esistenza. Inviolate. Invisibili.
Come il corpo di Luce in viaggio di questo brano fuori dal tempo. Scritto con l’amico storico Juri Camisasca.
In questa fase della vita di Franco.
Che il pensiero hindū e buddhista chiama, in sanscrito, “Muni”: il saggio eremita silenzioso.
Con profonda gratitudine,
Gianluca Magi

 

La forza dell’intelligenza circolare, interconnessa. Non solo dei delfini


Guarda-le-cose-non-solo
Quando un delfino viene minacciato da uno squalo, è possibile che otto/dieci delfini si dispongano in circolo attorno al predatore agitando energicamente l’acqua, convergendo verso il centro, come per schiacciarlo. In svariati casi, questa azione collettiva sventa il tentativo di attacco dello squalo.
Così in un documentario di tanti anni fa, lo psicoanalista e neuroscienziato John Lilly, che stimo non solo per i suoi studi sull’intelligenza dei delfini, spiegava l’intelligenza collettiva di questi cetacei dalla sorprendente capacità di comunicazione.

Mi ha sempre colpito e commosso questa capacità di comunicare dei delfini. Mette in luce la caratteristica cruciale dell’intelligenza: creare un campo collettivo.
Sono convinto che, allo stesso modo, per noi Sapiens un certo dialogo generativo libererà una forma d’intelligenza molto sottile e risonante che funziona quando si partecipa, si parla liberamente insieme per ascoltarsi, esplorare, creare, arricchire la mente di molteplici prospettive.
E non per avere ragione, per manipolarsi l’un l’altro o per manipolare il gruppo per uno scopo o per indurre gli altri ad adottare le nostre posizioni con pressioni, più o meno palesi, con autorità, inganni, punizioni o ricompense.

Quando si mette in moto un’intelligenza di gruppo è allora possibile attingere a una mente superiore che operi socialmente. Un’intelligenza che connetta l’uno con l’altro a un livello profondo. Circolare. Che elevi la coscienza dell’intera società.
Differentemente, non sopravviveremo.

A questo tipo di dialogo generativo, ecosofico, pietra di fondamento del Gioco dell’Eroe, ho assistito a Lecco sabato scorso per l’incontro sui 36 stratagemmi e domenica per il primo Livello del GdE. Ed è per questo che voglio ringraziare di cuore i tantissimi giunti da ogni parte d’Italia e ringraziare i fraterni organizzatori, Remo Bernardi e Fabio Abello, che hanno reso possibile questo inizio di rinnovamento a Lecco. Da far fiorire tutti insieme. In Circolo. Interconnesso.
Per un futuro che è già presente. In mezzo a noi.

Evviva!
Gianluca Magi
www.incognita.online

Ascolta il cambiamento. È l’unica costante. Per il XXI secolo.


Magi-profilo

Come affrontare le urgenti sfide e le complesse situazioni nel mondo del 2050?
Quali competenze vanno acquisite per trovare un’occupazione o per comprendere ciò che ci sta succedendo attorno?
Cosa dovremmo insegnare ai nostri figli? Visto che la teoria educativa della catena di montaggio che la Rivoluzione industriale ha lasciato in eredità alla scuola e alla università non regge più. Modello obsoleto. Privo di quella flessibilità mentale che il XXI secolo richiede.
Che cosa fare quando si è sommersi da un overload informativo e non c’è modo di poterlo assorbire e analizzare?
Come reggere le conseguenti forme pesanti e aggressive di stress?

Domande indagate dai recenti studi cognitivi che convalidano gli insegnamenti dei due testi fratelli della millenaria sapienza cinese: I 36 stratagemmi e I 64 Enigmi.
Gli esperti di pedagogia e di Lifelong Learning Programs parlano infatti delle “quattro C”: critica, collaborazione, comunicazione, creatività.
Fondamenti questi che la plurimillenaria sapienza cinese ha da sempre messo in luce. In modo cruciale.

Prendiamo a esempio uno dei libri più strani e singolari al mondo: I 64 Enigmi.
Era ritenuto tra i più singolari già alcune migliaia di anni fa in Cina dai suoi stessi contemporanei. Oggi è considerato il più attuale per definizione. Un detonatore d’idee.
Perché?
Perché è visivo. Post-alfabetico. Per l’età elettronica. Circolare non lineare. Composto di sole 64 immagini: passwords che che aprono visioni alternative delle cose, possibilità e direzioni della vita. Fuori dagli schemi e dalle sbarre.
Un’immagine giunge come una freccia. È una comunicazione diretta. Sottocorticale. Suscita emozioni forti. Ti coinvolge. Ti spinge a riflettere. Ti sollecita a essere flessibile, a sentirti connesso con te stesso, con chi ti circonda, con ciò che ti sta attorno: pensieri inclusi. A riformulare i problemi. Non impulsivamente. Ma in modo critico. Amplificato. In espansione. Per cerchi concentrici. Come quelli di un sasso gettato in uno stagno. Per le possibilità di scelta, decisione e risoluzione che si profilano allo sguardo.

A chi è tornata proficua la versione 2.0 dei I 64 Enigmi?
Non certo a qualche anziano orientalista piombato in buie stanze refrattarie al mondo.
Dunque, a chi?
In particolare alle giovani menti creative, millennial e pre-millennial, impegnate nei campi più disparati: dal business al marketing, dalla psicologia alla filosofia, dall’educazione alla tecnologia.
Alle giovani menti che sentono che critica, collaborazione, comunicazione e creatività sono e saranno ancor di più il pane quotidiano per rimanere rilevanti, non solo economicamente e socialmente.
Che sentono che occorre continuare a imparare e a diventare noi stessi, sia da giovani sia a sessant’anni.
Che sentono che non ci si può più fidare troppo della maggior parte degli adulti che, seppur animati da buone intenzioni, sono impreparati per le rapide e rivoluzionarie trasformazioni dell’habitat culturale indotte dai nuovi media. Perché chi cerca di aggrapparsi a una qualche identità definita, a un lavoro-vita-natural-durante, a una concezione del mondo stabile, lineare e permanente, ha una visione nello specchietto retrovisore del suo mondo: e sarà così lasciato indietro mentre il mondo se ne vola via con un rombo possente.
Che sentono che non sarà possibile non affidarsi alla tecnologia, ma che se non sappiamo cosa vogliamo davvero nella vita, sarà sin troppo facile per la tecnologia prendere il controllo della nostra vita. Per farci vivere nel Truman Show o in Matrix.
Quelle menti che coltivano l’intelligenza divergente. Interconnessa come il linguaggio delle cellule. Che fa avanzare la conoscenza. L’intelligenza di chi vuole avere controllo sulla propria esistenza e sul futuro della vita. Il futuro che è già presente, in mezzo a noi.
L’intelligenza di chi ascolta il cambiamento. L’unica costante. Per il XXI secolo.

Di questo mi piacerebbe dialogare apertamente per un paio di ore con un ristretto gruppo di persone a Lecco il 12 ottobre.
Per gli interessati: fb.com/events/514290632642367/
Info & prenotazioni:
Remo: 347.8364544 • 36stratagemmilecco@gmail.com

 

36 stratagemmi per il XXI secolo


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In questi giorni riflettevo sull’imbastitura di un tema tratto da I 36 stratagemmi su cui poi dialogare apertamente per un paio di ore con un ristretto gruppo di persone a Bari (5 ottobre) e a Lecco (12 ottobre).
Questo antico testo cinese di arte della guerra è necessario per sopravvivere nel XXI secolo.
Perché?
Perché I 36 stratagemmi «serve per lucidare la mente», per dirla con Funakoshi, il padre del moderno karate.
Ed oggi nel mondo inondato da informazioni irrilevanti e distraenti, la lucidità è potere.

Nel dibattito sul presente e sul futuro dell’umanità è assai difficile mantenere una visione lucida.
Il mondo globale esercita una pressione senza precedenti sulla nostra mente, sui nostri comportamenti, sulla nostra etica individuale.
Big Data elabora algoritmi in grado, nel futuro prossimo, di instaurare dittature digitali in cui il potere è concentrato nelle mani di un’élite mentre la gran parte delle persone soffrirà più per la propria irrilevanza che per il proprio sfruttamento.

La tecnologia ha trasformato l’uomo dalle origini dei tempi.
Coltelli e frecce fatti di selce si sono evoluti in missili nucleari.
Le pitture rupestri si sono evolute in programmi televisivi.
Gli antichi insegnamenti di comportamento etico si sono evoluti in algoritmi che, assai presto, potrebbero decidere per noi che cosa vogliamo dalla vita, chi siamo e che cosa dovremmo sapere di noi stessi.

Che cosa è necessario insegnare dunque ai nostri figli?
Come vivere in un mondo dove l’incertezza non sarà un errore del sistema, ma la sua caratteristica?

Ancora per pochi anni o ben pochi decenni, avremo facoltà di decisione.
Chi è incuriosito dalla sua vita, individuale e collettiva, potrà ancora indagare chi siamo davvero.
Ma per cogliere questa opportunità, dobbiamo farlo subito. Per non vivere a nostra insaputa. O in assenza. O a caso.

Un caro saluto,
Gianluca Magi
http://www.incognita.online

Di seguito, per gli interessati, le info sui due incontri a Bari e a Lecco (non ne seguiranno altri).

BARI 5 Ottobre:
Programma: fb.com/events/577693782753284/
Info & prenotazioni:
Giuliana: 320.8256783 • gdenewlecce@gmail.com

LECCO 12 Ottobre:
Programma: fb.com/events/514290632642367/
Info & prenotazioni :
Remo: 347.8364544 • 36stratagemmilecco@gmail.com

ECCO L’AGGIORNAMENTO DEL “GIOCO DELL’EROE. La porta dell’IMMAGINAZIONE” di Gianluca Magi



 

Presentazione di FRANCO BATTIATO per il libro più atteso del 2019. «Una delle opere più importanti della mia carriera».

Al primo posto dei libri più attesi del 2019 (fonte: Messaggerie Italiane, wuz.it].
È uscito il 5 settembre ed è balzato subito ai primi posti della classifica Amazon dei libri più venduti nelle sezioni Filosofia, Psicologia e Capacità cognitive.



di Enzo Cecchini

Qual è la novità della nuova edizione?

“La nuova edizione mette in luce come di tutte le facoltà umane, la meno valorizzata sia l’Immaginazione. E questo è un problema da non sottostimare, perché l’uso sistematico dell’immaginazione oggi, e ancor più nel futuro alle porte, è indispensabile non solo per l’accrescimento della tua conoscenza, ma anche per salvarci dalle apparenze, dal caos e dalla stupidità. Privo d’Immaginazione sei totalmente prevedibile. Fattore non trascurabile, se pensi che in generale il successo di un’impresa  umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.
Da questo punto di vista, il “Gioco dell’eroe” (GdE) è un immagino-stimolatore all’avanguardia, fuori dagli schemi, ad alto quoziente psico-ludico e a elevato tasso di meraviglia.”
Sei molto amato dalle persone. In rete si raccolgono giudizi entusiasti. Come ti spieghi il tuo successo nonostante la tua assenza dalla TV [fonte: Wikipedia]?

“Viviamo in una società in cui il ciclo di vita di informazione è ultra-rapido e le notizie che oggi sono sul giornale o in TV domani non ci sono più. E un quotidiano di tre giorni fa non interessa a nessuno. Io pubblico solo quando ho davvero qualcosa da dire e che possa rimanere valido oggi e nei prossimi anni. E non dico mai quello che ci si vuol sentir dire. Troppo facile. Quell’attitudine la lascio tutta al grigiore morale che ogni borghese, come si diceva un tempo, cela dietro la maschera perbenista del politically correct.
Avendo rifiutato ogni aderenza col potere, che è un grande inganno al pari dell’ego, ho la necessaria libertà nel movimento di pensiero e di espressione per mettere il dito sulle contraddizioni di ciò che sembra ovvio e incontrastato, per irridere le evidenze dei luoghi comuni e il conformismo ipocrita. C’è chi per questo mi ha definito un Trickster [N.d.R.: nel folklore, personaggio paradossale al di fuori delle regole convenzionali e categoria dell’amoralità sacra]. Chi segue il mio lavoro lo sa bene e per questo mi premia ogni volta con grande generosità e benevolenza. In più di vent’anni di carriera si è creata tra noi una singolare complicità. Un contatto speciale.”


Anna Mazzone, giornalista Tg2 RAI, con cui dialoghi nel libro, cosa pensa del tuo non rapporto con la TV?

“Anna Mazzone non è solo una giornalista ottima e coraggiosa, è una persona intelligente. Sa bene che il mio rapporto con la TV è questo: non ci vado e non la voglio: in casa mia non c’è da 16 anni.
Ti racconto questa: nel 2003 il mio libro 36 stratagemmi ha una risonanza pazzesca. Ricevo molti inviti per talk show e trasmissioni del genere. Allora ero un docente universitario. E anche un giovane padre. Che c’entra?, penserai. C’entra perché ho visto troppi studiosi seri abbruttiti dalla TV. Uno su tutti, Vittorio Sgarbi. Li ho presi a esempio per non cadere nella stessa buca. E ho ricusato cortesemente tutti gli inviti. La notorietà televisiva è come il potere o la cocaina: tende ad esaltare gli aspetti brutti in noi.
Il potere su se stessi è meglio di mille anni di potere sugli altri. Lo disse dodici secoli fa un ex bandito, poi diventato un sufi. Fudail Ibn Ayad.
È un principio che mi fa da bussola. Per non tradire me stesso e gli altri. Ne parlo nel mio libro di racconti “Il tesoro nascosto” (Sperling & Kupfer).
Amo studiare. Sondo le cose. Considero lo studio una declinazione della felicità. E poi condivido quello che so con le persone. Per pensare insieme.
Questo restare defilato dalle fiere della vanità mi ha consentito di restare un uomo tranquillo e di non abbassare lo sguardo allo specchio. Di avere un rapporto speciale con mio figlio e la mia compagna. Di aver cura di persone e cose con cui sono in rapporto.
Noi umani per essere sereni e gioiosi abbiamo bisogno di cose molto semplici. Ma tendiamo a dimenticarlo. Fa parte del gioco. Anche dell’eroe.

”
Mi accennavi prima della collaborazione di Cristoforo, tuo figlio.

“Sì, questa collaborazione è stata una manna dal cielo. Ieri, Cristoforo bambino compariva nella foto in aletta del libro GdE con me e Battiato nella sua casa a Milo. Oggi, collabora con le sue competenze musicali in questa che è una delle opere più importanti della mia carriera. Che meraviglia! 
La precedente traccia audio nel libro è stata completamente rinnovata. Cristoforo ha elaborato un Visual Ambient Sound spaziale, una strategia obliqua per indurre stati di coscienza di riflessione profonda, dal titolo “Follow the White Rabbit”. Un bijou che rasserena Cuore e Mente. Che ha cura del fruitore. C’è tenerezza. Un accompagnamento costruito secondo regole geometrico-sonore reiterate. Per agevolare l’ingresso nella Zona Autonoma Temporanea Interiore (Z.A.T.I.). Che eleva l’esperienza GdE all’ennesima potenza. È geniale! Lo dico non da padre, ma da persona esigente, rigorosa. E posso dire che rispetto alla vecchia traccia audio l’evoluzione qualitativa è sorprendente. Ascoltare per credere.”


E Battiato che dice: «Il Gioco dell’Eroe è un grande sasso gettato in un immobile stagno»?
“Franco è un grande. Un fratello maggiore.”
– Mensile “La Piazza”, Settembre 2019, p. 31

L’Immaginazione ci salverà tutti (si spera!) – Panorama


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“Che razza di macchina è l’uomo! Le metti pane, vino, pesci, rapanelli, ed escono sospiri, risate e sogni. Una fabbrica!”.

Così scriveva Nikos Kazantzakis, sapendo bene che il carburante della “macchina uomo” è un prodotto unico ed ha caratteristiche straordinarie. Quel carburante è l’immaginazione.

La capacità di creare mondi e universi con il pensiero. E questo non solo nei romanzi, dove le storie prendono forma, ma nella vita di tutti i giorni, che da ordinaria può trasformarsi in straordinaria in un batter di ciglia. Come nei giochi che facevamo da bambini, in cui tutto era possibile, perché tutto era immaginabile.
La grande assente nel mondo di oggi è proprio l’immaginazione, quella capacità di volare che gli uomini hanno sin dalla nascita, ma che spesso dimenticano chiusa nei cassetti della vita che trascorre scandita da ritmi conosciuti, sempre uguali a sé stessi.

Non è un caso che la nuova edizione aggiornata del libro “Il Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione” di Gianluca Magi, uscito il 5 settembre, sia già balzata ai primi posti della classifica Amazon dei libri più venduti nelle sezioni di Filosofia, Psicologia e capacità cognitive.
C’è fame di immaginazione, c’è fame di giocare, di leggere pensieri nuovi, di conoscere e prendere nuove strade. Il libro di Gianluca Magi, orientalista e filosofo che da anni riesce a sintetizzare le parole dell’Occidente con i densi silenzi dell’Oriente, in realtà non è un libro, ma è una possibilità. E’ una porta magica che si apre su nuovi mondi paralleli.

Autore di una quindicina di libri di successo e tradotto in 33 Paesi, Gianluca Magi in Italia è una specie di star, che brilla perché sta in ombra. Non ama apparire in tv, nonostante sia largamente corteggiato per partecipare a talk show di ogni genere, e questo già ne fa un animale raro.
Grande viaggiatore fin da giovane e docente universitario, Magi ha fondato a PesaroIncognita – Advanced Creativity”, centro d’eccellenza transdisciplinare d’Immaginazione, Filosofie, Scienze e Arti, che dirige insieme a Franco Battiato.
E nell’edizione aggiornata non poteva certo mancare la presentazione del cantautore siciliano, una sorta di fratello maggiore per Magi. I due da anni condividono storie e ispirazioni, musica, film e canzoni, in un intreccio vitale, in un gioco costante, condotto con sapienza e affetto anche a distanza.

Il Gioco dell’Eroe è in realtà un grande sasso gettato in un immobile stagno”, scrive Battiato, cogliendo in pieno la capacità dinamica del libro di Magi, che smuove acque immobili, che imprime nuova forza alle gambe per seguire nuovi percorsi.

E se Paul Gauguin chiudeva i suoi occhi per poter vedere, il Gioco dell’Eroe li spalanca invece su nuovi mondi. Come in un’avventura. Ognuno ha la sua. A ognuno il suo gioco.
La nuova edizione mette in luce come di tutte le facoltà umane, la meno valorizzata sia proprio l’immaginazione. Spesso sottostimata, eppure fondamentale per salvarci dalle apparenze e dal caos che impregnano le fitte trame di questa epoca in bilico che ci ritroviamo a vivere.

Prima del cane, il miglior amico dell’uomo è l’immaginazione – ci dice Gianluca Magi – e purtroppo invecchia precocemente. Aggrinzisce, man mano che cresciamo. Per diventare prima un’ombra e poi una menzogna.
Ma perché l’immaginazione è così importante?
Perché privo d’immaginazione sei totalmente prevedibile. Fattore non trascurabile, se si pensa che in generale il successo di un’impresa umana è inversamente proporzionale alla sua prevedibilità.

Il Gioco dell’Eroe è quindi una sorta di stimolatore dell’immaginazione. Attraverso una traccia audio, completamente rinnovata nella nuova edizione grazie alla creazione di un Visual Ambient Sound spaziale a firma di Cristoforo Magi (figlio dell’autore), è possibile indurre uno stato di coscienza di riflessione profonda.
La musica si intitola “Follow the White Rabbit”, segui il coniglio bianco, ed è impossibile non pensare immediatamente al Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E il gioco è già iniziato.

– Articolo di Oriana Allegri.
Panorama, 6 settembre 2019: https://www.panorama.it/cultura/libri/gianluca-magi-gioco-eroe-porta-immaginazione-salvera-tutti-si-spera/

Gianluca Magi e il nuovo Gioco dell’Eroe


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Oggi abbiamo dimenticato che non sono le fortune a determinare il nostro stato d’animo, ma è lo stato d’animo a determinare le nostre fortune.
Lo abbiamo dimenticato perché preferiamo barattare la felicità per un pugno d’illusoria sicurezza. Chiudere nel cassetto gli slanci vitali. A fare la muffa. In compagnia degli scheletri nell’armadio.

Perché, in un punto della sua Presentazione al libro, Franco Battiato scrive: «Il Gioco dell’Eroe è un invito diretto alla vita interiore, e alla sua (inevitabile) trasmutazione evolutiva»?
Perché ogni Giocatore sa che il GdE è un piccolo grande miracolo di ecosostenibilità della Mente, di rinnovamento delle risorse interiori e delle relazioni con gli altri. In chiave ecosolidale. A cui ciascun Giocatore contribuisce. In un’azione collettiva. Che genera sentimento.
Quel sentimento che genera slanci vitali. Fuori dal cassetto. E dall’armadio.

Il nuovo GdE lo puoi acquistare qui, scontato: bit.ly/gioco-dell-eroe

Evviva!
Gianluca Magi

AC MIND SCHOOL – Grazia Marchianò


Brillante articolo di Roberto Onofrio, caporedattore centrale de Il Secolo XIX, sul corso “Umano, disumano, sovrumano, postumano” di Grazia Marchianò alla AC Mind School presso Incognita • Advanced Creativity diretta da Franco Battiato e Gianluca Magi.
Buona lettura!

 

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