Archivio per febbraio 2021

Media bias


Nonostante il dogmatico rispetto di tanti verso le informazioni dei media mainstream, un numero sempre più crescente di persone si sta accorgendo che siamo entrati in un totalitarismo mascherato da prevenzione sanitaria.
In psicosociologia delle comunicazioni si definiscono “Media bias” quelle distorsioni o parzialità delle notizie nei mezzi d’informazione per finalità propagandistiche.

Conoscere è difendersi.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.
< Il libro prima censurato e ora silenziato dai media mainstream >

Manipolazione oscura. La triste lezione di Goebbels. – Il Secolo XIX


Onore al Secolo XIX! Che oggi buca la rete di silenzio assordante attorno al mio libro. Con un pezzo del Caporedattore centrale, Roberto Onofrio. Tutto da leggere!―

È un ritratto storico, come testimonia anche lo stesso titolo: “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura” (Piano B, 198 pagine, 15 euro). Ma la ricostruzione asciutta e dettagliata dell’anima nera che ha tessuto, dall’inizio alla fine, i fili della propaganda al regime di Adolf Hitler, vuole essere soprattutto uno specchio attraverso il quale riuscire a percepire le trame che ancora oggi pervadono i meccanismi della comunicazione, dell’informazione, della gestione del consenso di sistemi politici agli antipodi del nazismo, ma che, nonostante il loro ordinamento fondato sui principi della democrazia, adottano a volte, più o meno coscientemente, le stesse tecniche messe a punto dal grande manipolatore tedesco.

D’altronde, l’autore di questo libro, Gianluca Magi – storico delle idee e delle religioni, orientalista, psicoanalista e fondatore, insieme a Franco Battiato, di Incognita, laboratorio transdisciplinare di idee che dirige, a Pesaro, insieme a Grazia Marchianò – chiarisce sin dall’inizio che «la volontà di dominio dell’uomo sull’uomo, le strategie di manipolazione, il controllo sociale e l’arte dell’inganno sono antiche quanto la storia dell’umanità». E in effetti il libro, uscito in questi giorni per i tipi della casa editrice Piano B – l’unica a non avere avuto perplessità sulla pubblicazione, osteggiata invece, come lo stesso autore ha denunciato a più riprese in questi mesi, da molti altri editori – focalizza la sua analisi intorno all’universo del Terzo Reich, che Joseph Goebbels è riuscito a plasmare grazie alle sue tecniche, trasmettendo il suo disprezzo per l’umanità e la sua glaciale malvagità a un intero popolo. Ma, nello stesso tempo, ricorda anche – come nota Jean-Paul Fitoussi nell’introduzione al testo – che «le accoglienze trionfali agli imperatori romani di ritorno dalle campagne belliche non avevano nulla da invidiare alle grandi masse organizzate per onorare Hitler, gli ayatollah, i segreteri generali dei partiti comunisti ecc. Ma la vera forza dell’impresa di questo libro sta nell’aver dimostrato che questo percorso obbedisce a semplici principi, di applicazione pressoché universale».

Quali sono, dunque, questi undici principi? Bastano i titoli dei capitoli per definirli: semplifcazione e nemico unico; unanimità; volgarizzazione; orchestrazione; continuo rinnovamento; contagio psichico; trasposizione e contropropaganda; esagerazione calcolata e travisamento; silenziamento; verosomiglianza; trasfusione. Ad ogni capitolo, Magi associa anche un esperimento che la psicologia ha compiuto, in questi anni, dimostrando come alcuni comportamenti dell’essere umano, apparentemente inconcepibili, possano tranquillamente essere replicati. Il caso dell’esperimento di Stanley Milgram, sull’obbedienza all’autorità, è esemplare: il 65% dei soggetti, arruolati come insegnanti che nell’esperimento devono punire gli allievi che sbagliano con scosse elettriche, eseguono il compito – ignari che si tratti di una messinscena – arrivando a schiacciare persino il pulsante da 450 volt. Esito quasi più agghiacciante di quanto veniva concepito dalla mente di Goebbels. Perché dimostra come certi meccanismi psichici, certe risposte mentali possano essere riprodotte in laboratorio, quando si usano le chiavi giuste per intervenire sul funzionamento dei neuroni.

E sta qui il grande merito di questo libro di Gianluca Magi. Perché il concetto sotteso a tutte le pagine, un’appassionante altalena che oscilla tra la storia recente e gli squarci di presente e futuro che si possono intravvedere attraverso gli strumenti dell’alta tecnologia che circonda la nostra quotidianità, è soprattutto un costante avvertimento rivolto al lettore, che l’autore esplicita già nelle sue pagine introduttive: «La funzione di questo libro – scrive Magi – è dirigere l’attenzione, nel modo più serio, critico e scientifico possibile, verso quegli strati di rilevanza umana che stanno sotto i fenomeni più banali ed evasivi dell’esperienza sociale. Strati imprescindibili, se vogliamo costruire una società in cui valga la pena vivere. Costruzione che non accadrà per conto proprio: ciascuno di noi è impegnato a farla accadere. Può farla accadere soltanto chi è allenato a usare i propri occhi e le proprie orecchie, mantenendosi distaccato dal viscerale tumulto che le passioni agitate del nostro tempo tendono a produrre. Come un maelstrom. È il tentativo di rendere il lettore un secondo Ulisse, che resiste al canto delle sirene. Chi è preda dell’inondazione mediatica è come la persona che guardava direttamente in faccia Medusa senza lo specchio della riflessione cosciente: resta congelato in un inerme automa».

Il testo di Magi coglie in pieno questo obiettivo.
Alla fine della lettura è inevitabile provare un senso di salutare straniamento rispetto al flusso nel quale siamo tutti perennemente immersi. È come sollevare la testa dall’acqua, respirare e aprire gli occhi.
Non è poco, di questi tempi.―

L’uovo del serpente. Eugenetica economica e sociale


«L’uomo è una malformazione della natura. Sterminiamo ciò che è inferiore e incrementiamo ciò che è utile. Il mio esperimento è come un abbozzo di ciò che avverrà nei prossimi anni. Tuttavia nitido e preciso: proprio come l’interno dell’uovo di un serpente. Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato».

Questo è il discorso finale del medico Hans Vergérus, alter ego del medico nazista Josef Mengele, dove si dichiara responsabile di efferati esperimenti sugli esseri umani nella pellicola “L’uovo del serpente”, capolavoro assoluto di Ingmar Bergman.

In questi giorni l’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie sta deliberando sul collocare il rischio da “alto” a “molto alto”, con conseguente chiusura totale delle attività.Mentre l’Agenzia europea fa partire il prossimo ordine di chiusura, la Commissione europea sta programmando l’operazione economica di ristrutturazione della produzione e delle attività economiche europee secondo la linea della distruzione-creatrice. Decidendo così quali imprese, tra le tantissime dilaniate dalle restrizioni del lockdown, dovranno morire definitivamente e quali sopravvivere.

Sembra abbracciare totalmente questa nuova visione europea anche il nostro Primo ministro tecnico, Mario Draghi che nel suo primo discorso al Senato ha detto:
«Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Dobbiamo proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività, alcune dovranno cambiare. Non si può e non è giusto sostenere ugualmente tutte le attività economiche colpite dalla pandemia. È responsabilità della politica economica scegliere».

Così dopo aver inflitto per un anno colpi mortali all’economia tumulandoci forzatamente in casa e devastando il mercato nazionale, ora Next Generation Italia – il nuovo piano economico per ridisegnare il futuro del paese – crea progetti fondati su visioni economiche che giustificano l’eugenetica di aziende in sofferenza e categorie di lavoratori in difficoltà come mezzo di risanamento e salvezza nazionale. Fingendo così di dimenticare che le piccole e medie aziende non sono entità astratte da eliminare come un parassita o un arto in cancrena da amputare, ma realtà dietro le quali vi sono centinaia di migliaia di esseri umani.

Ecco lo sterminio di ciò che è ritenuto inferiore e l’incremento di ciò che è considerato utile.
«Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato».
L’uovo del serpente.

Cristoforo Magi
www.incognita.online
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Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.
< Il libro prima censurato e ora silenziato dai media mainstream >

GOEBBELS: MANIPOLAZIONE COME CANCELLAZIONE DEL DISSENSO


Un articolo che analizza le strategie di propaganda, da Bernays a Goebbels, a quelle ora in atto: leggetelo per difendervi e verificate costantemente le notizie e le dichiarazioni.
Ringrazio la giornalista Livia Bidoli per aprire uno scorcio di luce sul mio libro: prima censurato e ora silenziato dai media mainstream.

GOEBBELS: MANIPOLAZIONE COME CANCELLAZIONE DEL DISSENSO.
gothicNetwork.org:https://bit.ly/3u5krPb

La matrice dell’appena conclusosi “annus horribilis” 2020 sostiene che all’epicentro della crisi vi sia la pandemia, e che tutto derivi da quest’ultima, ma non è così. In realtà al centro della crisi vi è la Paura, che sta distillandosi fortunatamente da inizio 2021, ma che ha giocato il ruolo della tigre in questo globale gioco al massacro. Istituzionale, economico, sanitario.

Partendo dalla prefazione dell’economista Jean-Paul Fitoussi, Professore emerito all’Institut d’Etudes Politiques de Paris (Istituto di Studi Politici di Parigi) e a la LUISS di Roma, attualmente direttore di ricerca all’Observatoire Français des Conjonctures Econoniques, collaboratore scientifico agli indirizzi macroeconimici della politica francese ed europea, analizziamo insieme quanto l’ultimo libro edito di Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, (ed. Piano B, 2020), possa essere utile per la disanima di quanto accaduto ex post in quest’anno in cui la manipolazione dell’informazione su tutti i canali disponibili, dalla tv, ai giornali, ai social, è stata massiva e pervasiva.

Joseph Goebbels in questo ha molto da insegnare e va preso alla lettera per capire come si sono succedute svariate tecniche, strategiche e tattiche per obbligare ad un pensiero comune e non critico, partendo dalla lettura dei numeri. Il numero 11, arcano per antonomasia de La Forza – a suo simbolo una donna con un copricapo a 8 orizzontale, simbolo dell’infinito -, ci ha guidati attraverso un’esegesi del quarto potere che ha colpito per la prima volta nella storia l’occidente fingendosi democratico mentre serpeggiava inoculando stille di terrore allla sua audience, i cittadini.  

Paul Joseph Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897 – Berlino, 1º maggio 1945) è celebre per le sue massime, una delle piu’ permeanti è la seguente, con cui parte il libro:

La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità.

Il controllo sociale dell’opinione pubblica è alle radici della nascita e della crescita elettorale del Partito Nazional Socialista, che trovò in Goebbels il suo massimo assertore con il suo Ministero dell’Educazione e della Propaganda, ma le sue origini sono americane, in particolare, provengono da Edward L. Bernays, nipote di Freud (nato a Vienna) che nell’aprile 1917 riuscì a convincere gli americani che c’era un nemico da abbatttere aldilà dell’Atlantico, che era la Germania, e dovevano quindi armarsi per una guerra, la prima mondiale. A Bernays, che nel 1928 pubblicò il libro capostipite per le scienze sociali e la manipolazione di massa, ovvero Propaganda, Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia (tit. orig. Propaganda) si devono i concetti principali che hanno guidato il messianico creatore del culto del Führer ed il suo concetto di pubblico: Bernays lo descriveva infatti come “un gregge di pecore che ha bisogno di venir guidato”. Dopo Bernays venne Ivy Lee, assoldato dalla IG Farben (divenuta poi Monsanto Bayer) per occultare la consulenza diretta con il Ministro della Propaganda.

Alla base delle 11 tattiche di manipolazione oscura di Joseph Goebbels vi è una metafora per l’inganno globale, che lui trascrisse nei suoi diari in modo piu’ estensivo, uno dei fondamenti dello studio che ha fatto nascere questo libro:

Una menzogna ripetuta costantemente diventa la verità.

Andiamo per gradi ed esaminiamo la prima delle 11 tattiche: la Semplificazione e nemico unico, questa tattica riunisce e rende semplice ed afferrabile anche dai meno istruiti il concetto principale del nemico cui devolvere l’odio e la violenza, nonché la censura. Il nemico pubblico numero 1 da eliminare, una volta creato, (nel caso della Germania gli ebrei), assorbirà un bombardamento propagandistico ad ampio spettro perchè sarà supportato da una “falsa realtà” (Magi, Goebbels, p. 88) proveniente dal principio tattico numero 2: l’Unanimità. “Le dittature mantengono l’illusione della libertà e fanno in modo che il plebiscito sostituisca le libere elezioni producendo una falsa unanimità” (Ibid). Questo principio va di pari passo, nell’ingegneria del consenso, con quello della Volgarizzazione (numero 3) che ha a fondamento “lo sprezzo ideologico per l’umanità: il popolo è troppo stupido per capire” (Ibid, p. 97) per cui si utilizzano i mezzi dell’intrattenimento per condurlo dove si vuole. I due strumenti clou dell’epoca erano la radio ed il cinema: e Goebbels pensò bene di impossessarsene completamente, imponendo ai fabbricanti di radio di venderle ad un prezzo esiguo per farle comprare a tutti i tedeschi, ma solo di un tipo, quelle che ricevevano soltanto frequenze nazionali. Per quanto riguarda il cinema, è famosa la prima regia olimpica di Leni Riefenstahl che emancipò lo sport sul grande schermo nel 1936.

Radio e  cinema, modellando i desideri e gli impulsi, soprattutto inconsci, della società, parlando un linguaggio semplice e rivolgendosi come ai “bambini”, aboliva del tutto il pensiero critico e razionale, sostituendolo con gli slogan persuasivi che servivano a far accettare l’inaccettabile con la gradualità delle finestre di Overton(il principio della rana bollita): creando problemi ad hoc la cui soluzione è “pubblicizzata” da un personaggio pubblico e quindi farla passare dalla “finestra dell’inaccettabile” a quella del “possibile” attraverso vari passaggi fino a “legalizzare” di fatto provvedimenti immorali, incostituzionali e liberticidi e farli richiedere dalla stessa popolazione una volta divenuti popolari.

L’Orchestrazione si basa su tecniche ipnotiche: l’audacia e la ripetizione di una “falsa rappresentazione della realtà” che usa anche una neolingua di poche parole adoperata per distorcere la percezione e condurre ad una connotazione emotiva della stessa lingua, fino a tradurre i “campi di sterminio” in “campi di lavoro”, e la “deportazione” con “reintegrazione” (Ibid, p. 110).

La tattica numero 5, o del Continuo rinnovamento, è direttamente correlata con l’infodemia odierna, ovvero il bombardamento di informazioni che letteralmente “consegna il pubblico nelle mani dell’autorità” (Ibid, p. 118): replicato fino all’inverosimile, si nutre nondimeno di dati statistici non commentati e spiegati, in modo da dirigere l’opinione pubblica verso una interpretazione univoca, quella che viene propinata acriticamente dal mainstream. Ed è quindi direttamente connessa col principio tattico numero 10, quello della Verosimiglianza, producendo una eco impossibile da demistificare perchè alla minima critica si è aggrediti dall’accusa di essere dei sovversivi (Ibid, p. 167). La tecnica del ballon d’essai (per sondare prima il consenso) insieme alla Echo chamber hanno prodotto una “bolla nmediatica” che ha degli eco autoreplicantisi, “una trappola che ingabbia in un frame”, un fotogramma filmico e spinge all’autocensura per non essere violentati dalle critiche di chi è ormai preda inonsapevole dell’ipnosi di massa.

La Social Media Intelligence sfrutta quello che Goebbels ed Hitler propugnavano con il cinema di Leni Riefenstahl e la radio: il cosiddetto Contagio psichico. Si propone un’idea, un asset da propagandare e lo si presenta con “intenti civici e morali” (Ibid, p. 132), per esempio facendo circolare appositamente un post che diventa virale, questo genera dipendenza gregaria, tutti si vogliono conformare in assenza di una verifica cognitiva e razionale. E’ la cosiddetta Shadow Maniuplation studiata dalla NATO: una “guerra ibrida” preconizzata dagli antichi cinesi (cfr. Gianluca Magi, I 36 stratagemmi, BUR) “che può avere effetti sulla volatilità dei governi” (Ibid, p. 134).

La tecnica della Trasposizione e contropropaganda è basata principalmente sulla “distrazione” dalle notizie centrali e l’indirizzamento verso quelle adoperate per creare nuovi valori sociali e screditare l’avversario (che, ricordo, è diventato “unico”). L’industria delle fake news serve soprattutto a questo: “il manipolatore maschera l’errore che ha commesso: il ladro chiama ladro il suo nemico” (Ibid, p. 140), e generando quindi dei dubbi nel pubblico, per questo motivo “Goebbels rispondeva  all’attacco con l’attacco frontale e incolpava costantemente l’avversario (Ibid, p.141). Naturalmente, per generare tutto questo “fuoco informativo” si ha bisogno di una “cava dei rettili”, il totale asservimento della stampa che non confuta direttamente la tesi, piuttosto la deride mettendola in ridicolo e delegittimandola. L’istinto gregario al conformismo farà il resto.

L’Esagerazione calcolata ed il travisamento sono il motore della tattica che provoca ansia e paura a livelli calcolati per inibire all’azione da una parte, e non condurre a rivolta (se sono eccessive) dall’altra. Titoli shock per far digerire provvedimenti inaccettabili e compensarli con future migliorie che non ci saranno mai, insieme al Silenziamento, ovvero alla cancellazione sistematica di tutte le notizie sfavorevoli alla “dittatura psicologica”. Delle direttive di Goebbels “un quarto erano operazioni di silenziamento” (Ibid, p. 156) tutte volte a “non disturbare il manovratore e la credibilità del regime” e a silenziare il dissenso.

Vale piu’ una menzogna che non può essere smentita, di una verità inverosimile” (Goebbels, ibid, p. 164): per attaccare la Polonia nel 1939, Hitler aveva bisogno di una scusa, e Goebbels la fabbricò letteralmente. Fece pubblicare notizie false di tedeschi uccisi da polacchi sul confine, adirittura ne quantificò il numero: 5437. A quel punto la “soluzione” voluta, ovvero l’invasione, fu richiesta dalla stessa popolazione germanica inferocita. Era tutto pianificato. Per quanto riguarda le “troike” odierne, si agisce allo stesso modo: “si produce una crisi economica per far accogliere come male necessario lo smantellamento dei servizi pubblici, del welfare state, l’imposizione di un regime di austerità e l’arretramento dei diritti sociali finchè non sarà la popolazione a richiedere leggi o decreti draconiani sulla sicurezza e le politiche liberticide” (Ibid, p.165).

L‘infotainment serve differentemente ad ognuna di queste tattiche, e spinge diritto all’astensione dalla visione critica della storia, ad un’analisi fredda e circostanziata dei fatti, in modo da generare un corto circuito emotivo tale da rendere le persone “totalmente” dipendenti dai meccanismi che si sono impadroniti del loro inconscio, divenuto collettivo con la propagazione virale attraverso i social media. Il gioco è fatto: come asseriva Goebbels, “Dobbiamo fare leva sugli istinti primitivi delle masse” (Ibid, p. 171). La narrazione allora si abbellirà di substrati mitologici per trascinare le masse e di una narrazione univoca in cui il Messia è il Capo di Stato, in una parola, il Salvatore. La Trasfusione, l’undicesimo principio di manipolazione oscura è giunto al termine: il controllo è completo, la massa è asservita al potere in modo permanente. Saranno loro stessi ora che ripeteranno, come marionette, il gergo, gli slogan, i protocolli totalitari del Gerarca di turno, convinti, ancora una volta, che siano loro scelte e che tutti i procedimenti sono democratici.
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Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.
< Il libro prima censurato e ora sabotato dai media mainstream >

La disgraziata trinità sanitaria


Nell’iconografia rinascimentale la Trinità è da sempre stata associata al trionfo della razionalità (la solidità simbolica del triangolo) al di sopra della cieca devozione religiosa medievale.
Ben lontana dalla rigorosa Trinità del Masaccio, oggi in Italia ci troviamo ad essere diretti dall’assurda e sconclusionata trinità Speranza-Ricciardi-Arcuri, trinità ribaltata che, attraverso i media, sussurra ossessivamente alle orecchie degli italiani e alimenta ipocondria, insicurezza e terrore.

Questa trinità bislacca si fa portavoce del Verbo di una scienza dalle sembianze dogmatiche e indiscutibili che va esclusivamente abbracciata con sentimento devozionale, medievale. Ma che porta con sé le inevitabili conseguenze:

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, non appena riconfermato al governo, riprende a monopolizzare le televisioni con terrorismo, richiedendo un nuovo rigido lockdown totale quasi a voler celebrare l’anniversario del precedente, il tutto ben condito da un mal celato risentimento verso l’Italia per non essere stato eletto ministro.

Gli scandali non mancano neppure per il commissario per l’emergenza epidemiologica, Domenico Arcuri: dal tragicomico fallimento dell’App Immuni e il suo costo di due euro per ogni like sulla relativa pagina Facebook, alla ben più grave accusa di aver inviato – per inettitudine o per malafede – partite intere di tamponi che NON rivelavano i positivi asintomatici in alcune regioni col risultato, voluto o non voluto, di pilotare i colori di certe zone e le relative restrizioni, chiusure e confinamenti (il numero dei positivi incide sull’indice Rt).E la lista di danni e pasticci si allungherebbe ancora, esorbitando lo spazio di un post e la nostra tolleranza davanti a questo tragico carnevale sperimentato sulla nostra pelle.

Cristoforo Magi
www.incognita.online
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Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.
< Il libro prima censurato e ora silenziato dai media mainstream >

Gianluca Magi recensisce George Orwell


George Orwell, Il potere e la parola. Scritti su propaganda, politica e censura, Piano B, febbraio 2021.

Gianluca Magi, Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, gennaio 2021.

Il politicamente corretto è la religione pù infelice del mondo


Attualità alla luce delle 11 tattiche di manipolazione oscura.
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Gianluca Magi, GOEBBELS. 11 TATTICHE DI MANIPOLAZIONE OSCURA, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B

Attualità alla luce delle 11 tattiche di manipolazione oscura.“Realtà concreta” vs. “realtà poetica”.


Mentre c’è chi gioisce per la pantomima parlamentare di schiacciapulsanti guidati da governi ombra, nelle città e nelle zone industriali un numero spaventoso di attività hanno le porte chiuse. Molte delle quali non riapriranno più.

Nella Germania nazista, Joseph Goebbels, il genio del Male, arricchisce il vocabolario della propaganda dell’espressione «realtà poetica» per intendere notizie inventate di sana pianta che completano con la fantasia i fatti in sé incompleti della «realtà concreta».
È ciò che Goebbels ha sempre fatto sin dal momento del suo insediamento al dicastero per la propaganda. Una «realtà poetica» da lui inventata e alla quale, in diversi casi, lui stesso crede.

Nel lontano 63 a.C., un infuriato Cicerone pronuncia un’invettiva contro l’arroganza di Catilina che mira all’instaurazione di un sistema cospirativo per gestire il potere attraverso violenza e terrore:
«Quousque tandem abutere patientia nostra?»
«Fino a quando dunque si abuserà della nostra pazienza?»

Fino a quando è possibile tirare la corda della pazienza dei singoli cittadini e della società civile e produttiva in uno stato di rabbia, esasperazione e disperazione?
Fino a quando la «realtà poetica» potrà reggere davanti alla «realtà concreta»?

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Gianluca Magi, GOEBBELS. 11 TATTICHE DI MANIPOLAZIONE OSCURA, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B

Gianluca Magi parla di Goebbels, il genio del Male


“Tutto ciò che è accaduto, dunque può accadere di nuovo”
PRIMO LEVI

Gianluca Magi, filosofo, scrittore, storico delle idee e delle religioni, autore del libro Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura.
Attraverso la figura di Joseph Goebbels, principale artefice della Propaganda nazista, Magi ripercorre le metodologie di manipolazione dell’opinione pubblica. Goebbels, autentico genio del Male, mise in pratica il sogno di Hitler, lo concretizzò attraverso metodi ideologici e manipolatori, che ancora oggi vengono utilizzati dal Potere. Il libro è un manuale di autodifesa psicologica che aiuta il Lettore a comprendere come le masse subiscano un addomesticamento ed una strumentalizzazione da coloro che sono i “padroni dell’umanità”. Grazie a Beatrice Silenzi – Giornalista e Fabbrica della comunicazione per l’intervista e l’ospitalità.

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Gianluca Magi, GOEBBELS. 11 TATTICHE DI MANIPOLAZIONE OSCURA, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B.


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