Archive for the 'Arte' Category

Simboli. Questi sconosciuti


Poco tempo fa, ho avuto il piacere (se così si può dire) di partecipare ad una “room online” in cui è stata intervistata un’artista italiana emergente che si sta aprendo un varco nel mefitico mondo del mercato d’arte. Non citerò il nome, ne andrebbe della dignità di questa riflessione, ma dirò solamente che il suo lavoro trae ispirazione dalla “cultura pop” degli anni ‘80 e ‘90: cartoni, fumetti e così via.
Ciò che mi ha lasciata perplessa è stato il suo non sapere cosa dire a proposito delle sue rappresentazioni. Cioè, non c’è alcun significato dietro a queste “creature”, sono disegnate e basta. Come se lei fosse una sorta di “canale” (passatemi il termine) attraverso cui queste figure prendono vita.
Preciso subito che con quest’ultima frase non do adito a questo tipo di arte, anzi.
Comunque, ciò che mi ha portato alla riflessione scritta è stata l’evoluzione delle opere: da piccole tele con figure solitarie e mash-uppate (da mash-up termine che a livello d’arte significa ricomporre elementi presi da vari contesti) a grandi formati invasi da branchi di orrende creature, realizzando dei “contemporanei” last judgement o inferni. Dei nuovi “mondi”, delle “isole” come si diceva nell’intervista.

Ora, questi ultimi lavori mi hanno riportata per un millesimo di secondo alle grandi tele dei Giudizi Universali passati, in cui i grandi simboli della storia si combinavano tra loro e prendevano vita attraverso un linguaggio figurato comprensibile a tutti. O almeno così è stato, quelle grandi composizioni “parlavano” allo spettatore in maniera profonda.
Oggi, siamo diventati sordi.
E questo accade anche difronte ad opere più recenti: il “Trittico della Guerra” (1927-1928) di Otto Dix, nonostante il linguaggio crudo e diretto volto a mostrare gli orrori delle guerra, rimane comunque muto ai nostri occhi.

Oggi, per poter “arrivare alle persone” vengono utilizzate creature splatter riprese da fumetti e cartoni animati. Proprio come fa questa presunta “artista”.
E qui qualcuno furbescamente potrebbe obiettarmi: «Beh, dove sta la differenza? In fin dei conti, lei utilizza il linguaggio contemporaneo per mostrare altro.»
Mi rendo conto con grande amarezza che potrebbe essere vero, e, lo dico con una tristezza infinita, che , se prima avevamo raffigurazioni simboliche che prendevano spunto dal quotidiano e dall’immaginario (vedi Hieronymus Bosch o qualsiasi artista fiammingo), adesso i mostri che ci fustigheranno saranno quelli dei cartoni animati. Un Giudizio Universale per bambini, insomma.
Allora mi domando: come e quanto queste figure hanno contaminato il nostro inconscio? Fino a quale profondità si sono spinte? E perché un’artista, o almeno così definita, non si ponga il quesito della provenienza di queste immagini ma resti in superficie? Non saprei, sicuramente la bombola d’ossigeno della critica e della teoria le farebbero comodo. Ma, ahimè, ad una emergente non è concesso questo privilegio.
Ricordo, o almeno così imparai studiando, che il lavoro dell’artista è quello di dare una forma a qualcosa di intangibile: da un’idea a un concetto; da una parola ad un simbolo. Un lavoro estremamente complesso, se svolto in maniera “autentica”.

Poi mi è tornata alla mente l’affermazione di Joseph Beuys (1921-1986), quell’artista che si cospargeva di grasso animale dentro ad un bozzolo di feltro: «Ogni uomo è artista».
E, finalmente, ho capito quanto questa baggianata si sia radicata nelle generazioni tanto che oggi basta fare una caricatura di Spongebob Squarepants per diventare un demiurgo del 2021.

Quindi, il nostro potere di concepire il simbolico si è così rinsecchito? La nostra immaginazione è stata così tanto impregnata da queste figure inutili e vuote che si è mortificata a tal punto da non poter più decifrare il grande? Oppure è il grande che sta schifando questa rozzaggine?

Allora, mi sorge spontaneo dire, che sia giusto che la “banana” di Cattelan diventi il nuovo idolo per i seguaci di quest’arte definita contemporanea. E magari troveremo la redenzione difronte al “Made in Heaven” di Jeff Koons.

Questa violenza di immagini puerili che cosa ha tolto alla nostra immaginazione più profonda? Forse, la capacità di comprendere simboli ben più potenti che hanno la capacità non solo di aprire la strada verso un pensiero divergente ma anche alla conoscenza profonda del mondo.

La riflessione la chiudo con una domanda: saremo mai più in grado di connetterci con quel simbolico così alto ed etereo? O verremo pietrificati difronte alla forza dirompente di questo mondo sotterraneo?
A voi le critiche.

Fonti:
• Jean Clair, “L’inverno della cultura”, Skira, 2011.
• Jean Clair, “De Immundo”, Abscondita, 2016
• Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
• Gianluca Magi, “Gioco dell’Eroe. La porta dell’Immaginazione”, Presentazione di Franco Battiato, con file audio per il download, Punto d’Incontro, 2019: https://amzn.to/328mmWp

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A vostro rischio e pericolo.

Tante belle novità bollono nella pentola di GIANLUCA MAGI e 6° livello del GIOCO DELL’EROE IN ARRIVO!


0.-copertina-GdE

Con grande gioia annuncio che TANTE BELLE NOVITÀ BOLLONO IN PENTOLA!
E il 6° LIVELLO del GIOCO DELL’EROE è in dirittura d’arrivo!

Sono molto soddisfatto di come stanno prendendo vita le 80 pagine illustrate e coloratissime in carta opaca patinata da 135 gr. + CD audio con Sound Design spaziale.
La dimensione sonora e la psicoacustica rivestono un ruolo rilevante in ciascun livello del GdE (pur essendo sullo sfondo).

Il buddhismo Zen descrive il 6° Livello del GdE con queste parole:

Tutto è parte del Vuoto.
Le parole non riescono a descrivere il blu sconfinato del cielo.
Può la neve conservarsi sopra la rossa fiamma del fuoco?
Soltanto a questo livello puoi unirti all’insegnamento degli antichi maestri.

Le passioni mondane sono svanite e con essi si è svuotato ogni significato di santità.
Non indugi nei luoghi in cui ha dimora la santità.
Ti allontani dai luoghi in cui non dimora la santità.
La dualità è scomparsa.

Mille occhi non riuscirebbero a scorgere ciò che si cela nel suo intimo.
In un soffio, il cielo immenso è di colpo andato in briciole.

Sacro, mondano: tutto svanito senza lasciare traccia.
La via sfocia nell’intangibile.
Le acque di tutti i fiumi fluiscono insieme nel grande mare.

Chi riuscirà a scoprire la grande ESPERIENZA METAFISICA e sperimentare la nuova geometria delle cose?

Restiamo connessi e nel frattempo:

Prossimi WORKSHOP “GIOCO DELL’EROE” 1° Livello  di Gianluca Magi
:

PESCARA 18 Settembre
INFO: segreteria@manaike.com ::: 333.5344793
Evento Facebook: www.facebook.com/events/1753498284899086/

RIMINI 6 Novembre
INFO: giocodelleroe.rimini@gmail.com
Jessica 340.3820327
Laura 339.7450313
Evento Facebook: www.facebook.com/events/1015244225219889/

CESENA 27 Novembre
INFO: giocodelleroe.cesena@gmail.com
Jessica 340.3820327
Laura 339.7450313
Evento Facebook: www.facebook.com/events/275183439525640/

Altre tappe del MAGIc MYSTERY//SOUND+VISION// TOUR di GIANLUCA MAGI:

www.giocodelleroe.it/corsi_seminari.html

☞ Iscriviti al mio canale Youtube per vedere i miei video: https://goo.gl/9QFfHb

Evviva!
Gianluca Magi.

Magi e ilMagio. Il viaggio straordinario di questa notte


Un principe decise di compiere un pellegrinaggio in Terra Santa.
Calcolò la lunghezza totale del cammino, divise tale lunghezza per quella del cammino da percorrere in un giro completo del suo grande palazzo, e ne risultò un numero di giorni pari ad alcuni anni.
Fissato il giorno della partenza, accompagnato dal suo vecchio fidato servo, compì il primo giro del palazzo: camminavano tutto il giorno, recitando preghiere e conversando poco, fermandosi solo per brevi soste di ristoro (il servo portava una sporta), e alla sera giungevano/tornavano negli appartamenti del principe per riposarsi.
Così per tutti i giorni. Per il numero prefisso di anni.
Alla fine del viaggio, secondo i calcoli, giunti a Gerusalemme, vi si fermarono per un paio di settimane, con sincera devozione.
Quando poi il principe disse al servo: «Domattina si riparte. Torniamo a casa», quegli rispose: «Andrete solo, Eccellenza; io intendo passare il resto dei miei giorni qui in Terra Santa».

Specchio nello specchio


“Spiegel im Spiegel” di Arvo Pärt.

Musica Magica.
Il respiro lento, aggraziato tra un suono e l’altro, come lo spazio che si apre tra le cose.
Il mondo che circonda sfuma nell’indistinto e si è condotti nel mondo extra-ordinario, alla ricerca di una risposta, di protezione dai turbamenti, ispirazione creativa, Amore: momento di trasformazione magica.

Il potere liberatorio dell’Immaginazione creatrice…


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VIDEO:

Dialogo con mio figlio


Qualche giorno fa, dopo la lettura dello Straniero misterioso di Mark Twain, Cristoforo, mio figlio di nove anni, vuole provocarmi: «Papà, che effetto fa leggere un racconto di uno che scrive molto meglio di te?».
«Un bell’effetto! Tanta bravura e bellezza sono uno stimolo per migliorarmi, per evolvermi. Preferisco sentirmi un nano di fronte a un gigante che un gigante di fronte a un nano».

Nierika


Nieríka è la parola Huichol per definire il corridoio cosmico, o interfaccia, fra la realtà ordinaria ed extra-ordinaria.
Di questa soglia di un altro mondo e, al contempo, barriera tra la realtà visibile e invisibile, ne parlano tutte le grandi tradizioni dello spirito, dal sufismo persiano al Vedānta, dal buddhismo tantrico al taoismo al paleo-cristianesimo.

Accompagnamento visuale di Alex Grey, ottimo esponente dell’Arte visionaria…

L’impossibile è un concetto relativo


L’impossibile è un concetto relativo.
L’unica via per ottenere l’impossibile è pensare che sia possibile,
se l’Immaginazione lo accetta.

L’arte suprema



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