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Atomi per la pace


Isole Marshall. 1954. Esperimento segreto americano Castle Bravo: esplosione di una bomba a idrogeno la cui potenza è sottostimata di tre volte.
Gli uomini sul peschereccio che si trova nel raggio d’azione dell’esplosione sono ricoverati; il marconista della nave muore per sindrome acuta da radiazioni. Tracce di radioattività anche nei tonni pescati nel Pacifico. L’America è costretta ad ammettere le proprie responsabilità. Dilaga il panico da radiazioni. L’opinione pubblica s’incrina schierandosi contro il governo americano, il quale, temendo che il Giappone possa schierarsi con l’Unione Sovietica, interviene tramite i media nipponici associando strategicamente parole come “pace”, “giustizia” e “sicurezza alla promozione dell’energia nucleare”.

Matsutarō Shōriki, noto giornalista al soldo della CIA, comincia a tessere la trama a favore degli USA: lancia una potente campagna a favore del nucleare, reprimendo e riducendo ai minimi termini la voce dei movimenti anti-nuclearisti; l’opinione pubblica viene convinta che il nucleare non solo è una scelta saggia, ma indispensabile.

Per rimuovere il ricordo delle bombe sul Giappone, il presidente americano Eisenhower lancia il programma “Atoms for Peace” e inaugura a Hiroshima un simposio sul nucleare.
Matsutarō Shōriki è eletto presidente della nuova commissione per l’energia atomica. È costruita la prima centrale nucleare.«Non è sufficiente togliere l’arma atomica dalle mani dei militari, va messa nelle mani di coloro che sanno adattarla alle arti della pace»: l’orchestrazione del discorso di Eisenhower ha solo fermato illusoriamente gli utilizzi esplicitamente malevoli della fusione per promuoverne un uso comunque non proprio benevolo, supportato subito dalle autorità politiche e scientifiche internazionali (International Atomic Energy Agency).

A distanza di anni, gli effetti dell’«utilizzo pacifico» della fusione si mostrano non meno preoccupanti degli altri. Ciononostante l’orchestrazione mentalizzante sul nucleare inaugurata da Eisenhower prosegue. L’11 marzo del 2011 il terremoto e maremoto del Tōhoku blocca i reattori della centrale di Fukushima Dai-ichi con la conseguente fusione dei noccioli dei tre reattori colpiti. Un disastro evitabile. Governo, agenzie regolatorie, cioè gli stessi che avrebbero dovuto “controllare”, e la società TEPCO, tutti collusi.
Ma chi controlla i controllori?

«Tutti colpevoli, nessun colpevole, come in guerra, tanto non c’è responsabilità se non c’è colpa», riassume la voce narrante del documentario “A Nuclear Story”.
Il direttore della TEPCO si scusa dicendo che quello tsunami è stato “sōteigai”, imprevedibile, non assumendosi le responsabilità dell’incidente. Il rapporto Kurokawa dimostra che le cause dell’incidente erano tutte prevedibili prima del 2011, “tutt’altro che sōteigai”.
Il giornalista Pio d’Emilia chiede: «Com’è possibile che in un Paese come il Giappone si possa nascondere, per oltre due mesi, un triplo meltdown nucleare?» e Naoto Kan, ex primo ministro giapponese, risponde: «Sono convinto che gli esperti lo sapessero, hanno giocato con le parole per mesi». Nobuko Kan, moglie di Naoto Kan, si confida col giornalista: «Il problema è se ci danno le informazioni corrette. Se ci dicono la verità. Insomma, possiamo credere alle autorità?».

Il governo giapponese, le agenzie regolatorie e la TEPCO hanno mentito e mentono su fatti tangibili svincolandosi dalle loro responsabilità dirette, hanno fatto ammalare ed ucciso, hanno messo a rischio milioni di persone, anzi il pianeta intero, per salvare i propri interessi, hanno confuso e illuso con messaggi propagandistici supportati da politici e scienziati e nel mentre ecco le uniche due soluzioni: «riversare le acque radioattive nell’oceano Pacifico», parole del ministro dell’ambiente giapponese Yoshiaki Harada in riferimento al più di un milione di tonnellate di acque radioattive di Fukushima, e in più rimettere in funzione un’altra centrale nucleare TEPCO per reperire le risorse per la bonifica di Fukushima. Sembra uno scherzo ma l’inizio del riversamento inizierà l’anno prossimo.

Ma va tutto bene, infatti l’International Atomic Energy Agency, agenzia nata per volere di Eisenhower, afferma ancora oggi che gli studi, che non citano nelle loro F.A.Q., sulla salute dei liquidatori (i lavoratori che operarono al recupero della zona del disastro di Chernobyl) non hanno mostrato alcuna correlazione diretta tra l’esposizione a radiazioni, il cancro e altre malattie.

Il National Research Centre for Radiation Medicine la pensa diversamente: la frequenza dei neoplasmi in zone radioattive è più alta rispetto alle zone non inquinate, fra cui: 40.000 liquidatori nel 2008 con neoplasie solo in Bielorussia. In più: 80 studi internazionali parlano della correlazione tra esposizione a radiazioni, neoplasie e altre malattie, senza citare gli irrimediabili danni ambientali.

Su Fukushima non si possono conoscere ancora i numeri precisi sugli effetti biologici, ma quelli sociali, politici ed economici sono palesi. Ci mostrano una sedia e vogliono farci accettare e dire che sia un tavolo. Quando i numeri, la scienza e la politica vengono distorti e usati per i propri interessi, c’è il forte bisogno di conoscere per distinguere e di distinguere per accorgersi.

«Davanti a Fukushima siamo tutti Giapponesi», chiosa Nobuko Kan.

Fonti:
• Gianluca Magi, “Goebbels. 11 tattiche di manipolazione oscura”, Prefazione di Jean-Paul Fitoussi, Piano B, 2021: https://amzn.to/3umkWUn
• “A Nuclear Story”, documentario di Christine Reinhold e Matteo Gagliardi: https://cutt.ly/7xUmW4v
• Atoms for Peace. Discorso di Eisenhower: https://cutt.ly/cxUQP6o
• IAEA (International Atomic Energy Agency): https://www.iaea.org/
• Kurokawa’s Report. The Fukushima Nuclear Accident Independent Investigation Commission: https://cutt.ly/bxUElXZ
• Acqua contaminata nel Pacifico. Japan times 2019: https://cutt.ly/axUETqb• World Nuclear News 2021 – Kashiwazaki-Kariwa Restart: https://cutt.ly/4xUEU5H
• “The true toll of the Chernobyl disaster”. BBC 2019: https://cutt.ly/yxUEPcW
• “90 studi di follow-up sul danno genomico nei bambini dopo l’incidente della centrale nucleare di Chernobyl”, “Archivies of Toxicology”, 2016: https://cutt.ly/1xUEBaA
• “Chernobyl report: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile”, Istituto superiore di sanità – OMS: https://cutt.ly/zxUE2EQ
• IAEA, “What are the major health effects for exposed populations?” Health studies of the registered cleanup workers called in (so-called “liquidators”) have failed to show any direct correlation between their radiation exposure and an increase in other forms of cancer or disease: https://cutt.ly/RxUQ3UG


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