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Grazia Marchianò: TERRE E CIELI PROFONDI [2a parte]


Grazia-2parte

Seconda parte del testo TERRE E CIELI PROFONDI di GRAZIA MARCHIANÒ come avvio del progetto cognitivo di INCOGNITA (Pesaro) con la SUMMER SCHOOL del 8-9 settembre 2018.
A Grazia Marchianò un vivo ringraziamento.

AVVISO ai gentili interessati alla Summer School dell’8-9 Settembre a Incognita (Pesaro): Incognita Summer School è a numero chiuso e a posti limitati.
I posti disponibili sono ora pochi e in rapidissimo esaurimento.
Per dire: chi indugia troppo può star certo di non trovare poi più posti liberi.
[Incognita è un piccolo vascello spaziale dal sapore 70s, non un transatlantico]
PROGRAMMA dettagliato: www.incognita.online
ISCRIZIONI: incognitasummer@gmail.com – 339.74.50.313 (Laura)
Pagina EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/2053938014890971/

Buona lettura della seconda parte di TERRE E CIELI PROFONDI di Grazia Marchianò.

«La conoscenza – scriveva Elémire Zolla – tende all’amore ma finché resti conoscenza legata alle sole parole e non vissuta interiormente, è un acquisto sterile che non giova a portare la mente nel cuore» (Il conoscitore di segreti. Una biografia intellettuale, Marsilio, Venezia 2012).
E portare la mente nel cuore è ciò in cui in fondo consiste l’autentica pratica di risveglio.

In sanscrito, la lingua-madre del pensiero pan-indiano, ci sono due espressioni specifiche per designare l’idea di risveglio o illuminazione: bodhicitta e buddhi (bodhi) da cui viene il titolo assegnato al Buddha storico Gautama Siddharta. Buddhi viene dalla radice indo-europea budh, seme, germoglio, e le scuole filosofiche attecchite sull’insegnamento orale originario di Gautama Siddharta hanno adottato questo termine come il più conveniente a esprimere la potenzialità dell’essere umano a perfezionare la propria natura grezza, espandendo lo spazio e gli orizzonti della coscienza, facendo rigermogliare quelle che Zolla in un vecchio libro definì «le potenze dell’anima».

A sua volta il composto bodhicitta ha un significato cruciale nella prospettiva del risveglio.
Citta sta per ‘mente’, ‘pensiero’ e dunque bodhicitta: il pensiero «del risveglio», è visto come la condizione indispensabile per volgere la mente al principio che la regge e la cui fonte ultima è la stessa energia cosmica che anima l’uomo e l’intero mondo vivente.

Nella lingua cinese xin significa allo stesso tempo ‘mente’ e ‘cuore’ con il senso implicito di ‘sincerità’, ‘genuinità’, ‘retta intenzione’ – il che mostra la distanza esuberante con l’idea occidentale di ‘mente’ riferita esclusivamente all’attività della ragione calcolante.
Se dunque ci si dispone ad accogliere senza pregiudizio le nozioni di «pensiero del risveglio» e di «mente-cuore», i «dualismi occidentali» esplorati dallo storico delle religioni rumeno Ioan Petru Culianu (1950-12991) si mostrano una categoria angusta e miope che non giova a riconoscere la conoscenza come un processo inclusivo di tutte le vie del sapere: fisiche, sperimentali, matematiche, e mistiche, metafisiche e contemplative, non in competizione fra loro come purtroppo è accaduto finora.

Per fare un esempio, l’epistemologo Yehuda Elkana paragona la conoscenza a un organismo i cui insiemi e sottoinsiemi competono per prevalere gli uni sugli altri come su un campo di battaglia. È un paragone che parla chiaro: se invece che un’esplorazione libera e aperta di «terre e cieli profondi» la conoscenza è vista come un campo di battaglia tra ideologie in competizione, è evidente che una visione del genere poggia sull’idea di un’estraneità tra materia e mente, fisica e metafisica,razionalità e spiritualità, mito e storicità – una visione che il pensiero occidentale ha fatto sua e ha imposto negli ultimi secoli al resto del mondo.

Senonché in tempi recenti è stato scientificamente dimostrato l’inestricabile intreccio di materia e energia nel cosmo e nella natura vivente, e simmetricamente indagini sperimentali sulle condizioni cerebrali di soggetti in meditazione profonda hanno messo in luce l’esistenza di un piano sovrarazionale della mente dove si attivano dimensioni sottili e ipersottili di coscienza, caratteristiche delle esperienze di mistici, yoghi, asceti e contemplativi.

Questi accertamenti nella seconda metà del Novecento si accompagnano a un ingente lavoro di traduzione e interpretazione dei classici filosofici e religiosi asiatici nel dialogo finalmente aperto tra fisici, neurobiologi e pensatori sistemici come Fritjof Capra e esploratori della mente profonda come nel caso del XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso.

Il progetto cognitivo di INCOGNITA mostra di andare in questa feconda direzione.

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