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Luis Buñuel e la macchina dei sogni


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«Il meccanismo con cui si producono le immagini cinematografiche, per il suo modo di funzionare, è, fra tutti i mezzi di espressione umana, quello che più somiglia alla mente dell’uomo o, meglio ancora, quello che imita il funzionamento della mente in stato di sonno».
Queste le parole del grande regista surrealista Luis Buñuel in una sua sua conferenza del 1953 dal titolo “El cine, instrumento de poesía”, che vi ho tradotto traendola da “Universidad de México” 1958 (13), n. 4.
Il proiettore si accende. La notte invade la sala.
Equivale a chiudere gli occhi. Inizia il viaggio nella mente. Anche quella inconscia.
«Le immagini, come nel sogno, compaiono e scompaiono tra dissolvenze e oscuramenti» – prosegue Buñuel – «il tempo e lo spazio si fanno flessibili, si contraggono e si dilatano a volontà, l’ordine cronologico e i valori relativi di durata non corrispondono alla realtà».

Lo schermo, la sala e la poltrona ripropongono all’adulto quello che lo psicoanalista francese Jacques Lacan ha chiamato “stadio dello specchio” per il bambino: tra i sei e i diciotto mesi, non avendo ancora sviluppato la coordinazione motoria, il bambino fa esperienza di sé come un corpo-in-frammenti, ma guardandosi allo specchio e incrociandovi lo sguardo della madre giungerà poi a vedersi “uno” e “integro”.
È un momento fondamentale della formazione e dello sviluppo della sua psiche, nella presa di coscienza di sé. Un collegamento tra l’organismo e l’ambiente, tra il mondo interno e quello esterno.
Col concorso della sala buia, che consente la concentrazione visiva, e le poltrone, che riconducono in uno stato di sottomotricità, lo spettatore è davanti allo schermo cinematografico: si identifica in un altro da sé. Come il bambino nello stadio dello specchio di Lacan.
E che desiderio ci spinge davanti a un film?
Cosa vogliamo vivere o rivivere?
Vogliamo rivivere il sogno dei nostri desideri più profondi. Che, con stupefacenti effetti di realtà prodotti dalla macchina simulatoria, il cinema ci offre. Agendo come un vero e proprio dispositivo psichico ausiliario.

Questa una delle ragioni dei film evolutivi degli OdeonGdE, ad hoc per ogni Livello del Gioco, durante gli incontri mensili in Circolo Magico GdE. Come anticipavo cinque anni fa in questo post del mio Blog: https://wordpress.com/post/giocodelleroe.wordpress.com/2639
oppure tre anni fa, con la complicità di Van Gogh e di Hiroshige: https://giocodelleroe.wordpress.com/2018/09/28/gde-ukiyoe/

Evviva!
Gianluca Magi. Per “Il Gioco dell’Eroe” – Livello 1

▶️ BARI 22 MARZO: Gianluca Magi. Workshop Gioco dell’Eroe.
Programma: www.facebook.com/events/502108980606898/

▶️ Ricordo che la data del 22 MARZO A BARI È UNICA E NON NE SEGUIRANNO ALTRE.
Cioè: dopo non ci saranno più Workshop di attivazione del GdE (Livello 1), ma solo i Livelli successivi (ad esclusivo svolgimento interno, come il materiale scritto e audio fornito) per i Giocatori che proseguiranno il Viaggio in mia compagnia.

▶️ COME ISCRIVERSI per il 22 MARZO:
Scrivere a: gdepuglia2020@gmail.com
oppure telefonare a: Giuliana 320.8256783

▶️ QUI LA NUOVA EDIZIONE ARRICCHITA DEL GdE: bit.ly/gioco-dell-eroe .
La Presentazione è scritta da FRANCO BATTIATO.


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