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Nicola Cisternino 8 Marzo 2020 alla AC Mind School – Incognita (Pesaro)


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Pesaro 8 Marzo 2020
CERCO UN CENTRO… Suono e Coscienza tra Giacinto Scelsi e Franco Battiato
(prof. Nicola Cisternino)

Il Corso si svolgerà a Pesaro, presso la sede di Incognita AC, domenica 8 Marzo dalle h. 9.00 alle h. 14.00.
– Non sei ancora iscritto? Puoi comunque frequentare il singolo seminario.
– – Pochi posti ancora disponibili.
info e iscrizioni: incognitamind2020@gmail.com
www.incognita.online/iniziative_acmindschool_2020.html

PROGRAMMA DEL CORSO:
Rientro: Esterno/Interno: Viaggio nel suono interiore.
Nuova nascita: Interno/Esterno: Tra orecchio intrauterino e orecchio aurale.
Ricerca di un centro-nucleo-cuore del suono (dall’Io al Sé).
La ricerca di una sola nota: Giacinto Scelsi.
La ricerca del centro di gravità permanente: Franco Battiato.

NICOLA CISTERNINO:
Il Maestro Nicola Cisternino, compositore, direttore d’orchestra, artista e docente di Arti e Musiche Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, allievo di Sylvano Bussotti, anche noto per aver elaborato dagli anni Ottanta un proprio universo grafosonoro definito come Graffiti Sonori (Alfabeta 1986), è considerato fra i compositori più originali della scena musicale italiana contemporanea per le interazioni nelle sue opere fra suono scrittura immagini e modelli compositivi quantistici.
La sua ricerca è segnata dall’opera di alcuni maestri sapienziali: Lao Tzu, Leonardo da Vinci, Giordano Bruno, W. A. Mozart, Edgard Varèse, Bruno Maderna, Giacinto Scelsi, John Cage, Luigi Nono, Carl Gustav Jung e Raimon Panikkar.

AC MIND SCHOOL. Che cosa bolle in pentola a Pesaro nel progetto di serietà estrosa di FRANCO BATTIATO, GRAZIA MARCHIANÒ e GIANLUCA MAGI?


Battiato-Marchian-Magi

INTERVISTA di Enzo Cecchini (“La Piazza”, dicembre 2019)

A INCOGNITA, Centro transdisciplinare a Pesaro diretto da Franco Battiato e Gianluca Magi, la Advanced Creativity Mind School, co-diretta da Grazia Marchianò, richiama menti connettive e creative da ogni parte d’Italia e dall’estero per scoprire le “Tracce dal corpo di arcobaleno per un umano interiormente ridestato”.

Su Wikipedia si legge che la Mind School «si propone di fondere l’immaginazione in una lega con le nuove e accreditate ricerche scientifiche, in chiave cognitiva per il XXI secolo; tesoreggiando ‘l’intelligenza del cuore’ e ciò che si è inteso per ‘principio dell’interiorità’ in Oriente, Occidente e in ciò che sopravvive dei mondi indigeni».

INCOGNITA a Pesaro è nata dalle ceneri della scuola di studi comparativi, un progetto che fondasti nel 1995 a Rimini. Perché hai sentito di dover fondare INCOGNITA e la AC Mind School?
Perché il tempo è mutato rispetto a quegli anni. Allora io aprii uno spiraglio. Ora INCOGNITA allarga quello spiraglio a tutto spettro con un progetto coraggioso e d’avanguardia. Che ha trovato fin dagli esordi il sostegno di Franco Battiato e l’aiuto di Grazia Marchianò. L’intento costitutivo è formare all’ascolto e alla ricezione delle menti più brillanti oggi disponibili nell’ambito italiano, che povero non è di ingegni intellettualmente liberi ed emancipati.

Mi dicevi che INCOGNITA è parola, immagini, proiezioni, ascolti, pratiche attive che impegnano materialmente e intellettualmente.
Sì, con l’intento di apertura di orizzonti su prospettive nuove, non schierate, di apprendimento e conoscenza interiormente vissuti, spaziando in tutti i campi accessibili e ogni mezzo. Costruire per gli iscritti intese di una solidarietà consapevole del limite e dell’illimitato, lavorando a una “rettifica dei nomi”, come Confucio esortava a fare secoli fa: parole come ‘natura’, ‘spirito’,’ essere’, ‘sostanza’, ’causa’, ‘scopo’, ‘sacrificio’, per come sono state teorizzate in passato, oggi non reggono più e vanno riformulate e vivificate. A vantaggio della comunità locale e allargata. Con intimità e integrità. Ed anche in forza della serietà estrosa.

In che senso “serietà estrosa”?
“Serietà estrosa” è la caratteristica che distingue INCOGNITA.
‘Serio’ perché i relatori sono vagliati secondo indiscutibili competenze.
‘Estroso’ perché intende scavalcare le miopie accademiche che ingessano la conoscenza, facendo perdere di vista: uno, che è un cammino aperto in tutte le direzioni; due, che si affida alla mente come un periscopio che punta il faro nella vastità di un sapere che mai come oggi deve essere consapevolizzato. L’Oriente è occidentale quanto l’Occidente è stato assunto e metabolizzato nei paesi dell’Asia aperti al futuro. La casa comune si chiama Eurasia.
Gli “incontri” della AC Mind School sono non convenzionali, dove chi parla e chi ascolta condivide in parti eguali il tentativo di cogliere nelle immersioni creative e cognitive dell’immaginario, in certi vagabondaggi illuminati e nei saperi non ancora del tutto spenti ai quattro capi del mondo, quell’indecifrabile linea dell’Oltre in cui il sovrumano e il post-umano, figli gemelli della ‘mente unificata’, si passano le consegne nell’ora presente.

“Tracce dal corpo di arcobaleno per un umano interiormente ridestato”, il programma 2020 è d’innegabile fascino.
Sì, come i suoi relatori. Pensa, avremo con noi ANGELO TONELLI, tra i grandi studiosi della sapienza greca, allievo diretto di GIORGIO COLLI, straordinario traduttore di Eschilo, Sofocle ed Euripide, esegeta di Parmenide, Empedocle, Eraclito e i presocratici, indagatore dei misteri orfici ed eleusini (tutti da lui pubblicati per Bompiani e Feltrinelli). Tonelli ci accompagnerà alla scoperta della sapienza. Che non è scialba erudizione, astronomia libraria. La sapienza si libra nel cuore del giorno, incide l’uomo, lo muta. In un imperdibile viaggio, teorico e pratico, nella sapienza orfica ed eleusina e nello sciamanesimo. Tra Grecia e Oriente.
Avremo il Maestro NICOLA CISTERNINO, compositore, direttore d’orchestra, artista e docente di Arti e Musiche Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, anche noto per aver elaborato dagli anni Ottanta un proprio universo grafosonoro definito come Graffiti Sonori per le interazioni nelle sue opere fra suono scrittura immagini e modelli compositivi quantistici. Il suo corso dal titolo “Cerco un Centro…” ci guiderà al cuore del Suono e Coscienza, tra Giacinto Scelsi e Franco Battiato.
Ci sarà GRAZIA MARCHIANÒ, figura di spicco della cultura internazionale, studiosa di estetica e orientalista, moglie di ELÉMIRE ZOLLA, che ci introdurrà nel mondo della materia che si accende di luce, cioè come destarsi alla non-dualità nella condizione vincolante dell’esperienza comune. Per un’esplorazione dell’ignoto nel noto, di donne e uomini senza paura.
Sarà dei nostri il pluripremiato regista teatrale dell’opera MACBETTU, ALESSANDRO SERRA: ha per noi in serbo un incontro il cui titolo è già un invito ad esserci: “Dentro il vuoto. Teatro, gioco, sovrannaturale”. Invito a prendere visione del programma, perché ogni sua riga ti fa vibrare come un diapason.
Con l’artista visivo e multidisciplinare, ALESSANDRO TINELLI, che vive a Parigi dove lavora per diversi marchi internazionali, attraverso i suoi video e commenti dal vivo faremo un viaggio etnografico aperto alla coscienza profonda nei luoghi sacri del corpo d’arcobaleno; non ultimo il suo documentario “Pietra specchiante” guidato dalla praticante sciamana dell’isola di Iheya (Giappone) aprirà un sentiero che porta ad un antico luogo sacro ignoto agli stessi autoctoni.
Concluderà l’a.a. il mio corso “Homo Imaginans. Strategie dell’Immaginazione” che prenderà le mosse dalla Rivoluzione cognitiva di 70.000 anni fa, allorché i Sapiens cominciarono a parlare di cose che esistevano soltanto nella loro immaginazione, per giungere all’attuale capacità di alterare il reale e generare strategie di consenso e di manipolazione attraverso l’Immaginazione. Il viaggio si snoderà, tra Occidente e Oriente, senza trascurare il pensiero magico, antico e rinascimentale, e alchemico e il suo riverbero nell’odierna psicosociologia.

Un programma davvero ricco e suggestivo.
Firmo e sottoscrivo!
Trovi il programma in dettaglio al sito www.incognita.online.

Nicola Cisternino : AC Mind School – Incognita [Pesaro] : 8 marzo 2020


 

Oriental Rock, yoga del suono, Acid Trip, reami dello spirito e la Talpa (94 Mhz FM)


Yantra-Gioco-Eroe


Alcuni mesi fa, in un libro di ricordi di una Radio, è stato pubblicato questo mio articolo (breve per un libro; troppo lungo per il web).


[Tempo di lettura: 8 minuti]

1974 (o forse 1973). Pomeriggio d’inverno.
Un raga vespertino di sitar (una variante eccezionalmente ricca della chitarra) accompagnato da tabla (tamburello indiano), esce dallo stereo di mio padre.
Credo, ma non ne sono certo, fossero Ravi Shankar e Ustad Alla Rakha.
Ma sono certo che l’andamento iniziale uniforme della melodia che via via si scatena su ritmi accelerati, dionisiaci, mi accese una lampadina.
E da allora io non fui più lo stesso.

Ma ancora non lo sapevo. Avevo quattro anni, forse tre.
Così come ignoravo che un pugno di anni prima, i Beatles decisero di frequentare i corsi di meditazione del Maharishi Mahesh Yogi in India.
La musica rock non solo scoprì nuove sonorità e altri mondi, ma le tendenze spirituali che arrivavano dall’Est presero corpo attraverso la musica dei Beatles.

Intanto due psicologi anticonformisti, Timothy Leary e Richard Alpert attribuivano all’Lsd la capacità di una espansione cosmica della coscienza.
I loro dibattiti rinviavano a testi sacri della tradizione orientale, dalla Bhagavad Gita indiana a al Libro tibetano dei morti (Bardo Thodol).

John Lennon, sotto l’effetto dell’acido, lesse alcuni passi di quest’ultima opera e ne uscì la canzone “Tomorrows Never Knows“, con note del sitar suonato da George Harrison.
Le dottrine dello yoga e di altre scuole brahmaniche cominciarono così a srotolarsi come un tappeto indiano non solo nel mondo sonoro dei Beatles, ma nell’intero tessuto del rock. E dal tessuto del rock al tessuto del pensiero occidentale.

La musica occidentale aveva scoperto l’enorme patrimonio culturale e spirituale dell’India, del Medioriente, della Cina e del Giappone prima che i Beatles ne facessero da grancassa.
Jazzisti come John Coltrane e Miles Davis, in particolare, recepirono prontamente la musica modale, con la sua tipica ripetizione di una serie minima di note. Furono gli iniziatori. Coltrane cominciò a lavorare con i raga della musica indiana già dalla metà degli anni Cinquanta.
Un libro spirituale, che molti musicisti (e tanti lettori) scopriranno più tardi, lo infervorò e lo aiutò a distaccarsi dalla droga: Autobiografia di uno Yogi di Paramahansa Yogananda.
Nelle note di copertina di “A Love Supreme” ricorda come nel 1957 attinse un risveglio spirituale che gli consentì di condurre «una vita più ricca, più piena, più produttiva».

L’universo compositivo della musica minimalista, che amo particolarmente, attinse grandi fonti d’ispirazione e stili compositivi dalla filosofia zen, dal sufismo, dai raga indiani, dai gamelan giavanesi: Moondog, La Monte YoungSteve Reich, Terry Riley, Philip Glass, Jon Hassell ne sono l’emblema.
Senza dimenticare l’antecedente microtonale di un illustre italiano (purtroppo ancora poco noto), Giacinto Scelsi, con le sue ricerche sugli armonici.
Scelsi si spinse nel centro del suono ignoto alla tradizione musicale occidentale: l’insistenza su una stessa nota fa sperimentare come ogni suono contenga delle melodie, ripetendolo se ne verifica la profondità. L’incontro con il TIbet e l’India fu determinante per l’universo sonoro di Scelsi, in cui il musicista è visto come un messaggero degli dèi.
Solo se sei audace, ascolta “Canti del Capricorno” a occhi chiusi per sperimentare lo yoga del suono.

Altrettanto lungo sarebbe l’elenco dei compositori classici influenzati dal vento d’Oriente, a cominciare dallo spirito irriverente di E(sote)rik Satie
Prova ad ascoltare le sue “Gnossiennes“, non potrai impedirti di condividere «il piacere quasi ipnotico del musicista, che ripete a se stesso, senza stancarsi, la stessa frase che accarezza il suo orecchio, come un orientale che respiri, un minuto dopo l’altro, il penetrante profumo di una rosa che si sfoglia» (Erik Satie, Quaderni di un mammifero).

L’elenco di come l’Oriente sia stato una fonte di trasformazione dello spirito dei musicisti occidentali sarebbe lunghissima: le influenze Zen di Leonard Cohen, i viaggi astrali di Van Morrison, gli spazi interstellari nel progressive rock dei Van der Graaf Generator, Robert Fripp e i King Crimson alla corte di Georges Ivanovitch Gurdjieff, David Sylvian e il misticismo Bhakti Yoga delle sue guru femminili, Brian Eno e i suoi tappeti sonori del Nirvana, senza trascurare una gloria nazionale, Franco Battiato, di cui l’esistenza mi ha regalato l’amicizia, il quale si è abbeverato da ogni fonte spirituale possibile, Oriente incluso: musica per il Terzo Orecchio.

Questi mondi cominciai a conoscerli a cavallo degli anni Settanta e Ottanta.
In diverse ore del giorno (e, alcune volte, della notte), mi sintonizzavo sui 94 Mhz FM. 
A quella frequenza incontravi una emittente di Cattolica che alle mie orecchie di bambino e poi di ragazzino aveva qualcosa di mitologico.
Entrai nella sede della talpa occhialuta con tromba in mano un paio di volte.
Eri accolto da un cartello che mi suonava molto bene: 
«Vietato vietare».
A distanza di oltre trent’anni, sono certo che anche quel cartello del Maggio francese e i 94 Mhz FM di Radio Talpa siano stati sproni per addentrarmi nel cuore dei reami dello spirito asiatico…

 

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