YOGA


Magi-Varanasi-Advaya-Baba
Lo yoga ha per scopo l’unione.
La parola «yoga» deriva dalla radice yuj, che significa «legare», «congiungere», «agganciare», «tenere stretto», «aggiogare».
Nel corso di anni di esercizi, lo yogin concentra la propria attenzione di volta in volta su gambe, alluci, pelle, ossa, su ciò che c’è sotto la pelle, su inspirazione ed espirazione, sul tempo tra l’una e l’altra e sulla loro ritenzione, sui battiti del cuore, pulsazioni del sangue, sul flusso e riflusso dei pensieri, che come ospiti vanno e vengono, sulle pulsioni, emozioni e sentimenti, della cui baraonda raramente siamo i registi.
Poi un giorno benedetto, magari anche per un solo istante dilatato come un elastico, giunge all’esito dell’indagine yoga: l’attenzione, sino a quel momento sequenziale e dispersa, si unifica. Tutte le parti si sommano in una sola. In un tutto che è più della somma delle sue parti.
Lo yogin è diventato uno. O, meglio, non-due.

Evviva!
Gianluca Magi
www.incognita.online

[Con Advaya Baba al Lalita Ghat di Varanasi. Scatto di Cristoforo Magiński]

BARI 22 MARZO
Gianluca Magi. Gioco dell’Eroe. Follow the White Rabbit
Programma: www.facebook.com/events/502108980606898/
Info e iscrizioni:
gdepuglia2020@gmail.com – 320.8256783 (Giuliana)

 

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