KOKORO. Il principio dell’interiorità


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Alba del 30 marzo 1880.
Yamaoka Tesshū, uno dei più famosi maestri samurai del periodo Meiji, è in meditazione. Raggiunge il satori, il risveglio.
Ottiene il fondamentale stato del “non-c’è-avversario”.

«Per tanti anni ho forgiato lo spirito nella spada, affrontando con fermezza ogni sfida. Le mura che mi rinchiudevano sono ora crollate. Il pieno risveglio mi ha trasformato in fresca rugiada che riflette il mondo con purezza cristallina. La mente realizza che la realtà è illusione. Preoccupati di vincere o perdere si verrà sconfitti per sempre».

Che cos’è la “mente” di cui ci parla il samurai?
In giapponese è kokoro 心.
Significa anche “cuore”, “spirito”, “coraggio”, “risoluzione”, “sentimento”, “affermazione”.
È “il cuore delle cose”. “Il principio dell’interiorità”.
Senza kokoro, anche se in cima alla scala sociale, si è morti verticali. Anime sperdute. Sconfitte.
Senza il principio dell’interiorità, gli stessi antichi nobili 36 stratagemmi si ridurrebbero ad espedienti meschini.

19 luglio 1888.
Yamaoka Tesshū è in posizione zazen. Scrive il suo poema di morte. Chiude gli occhi. Con animo sereno. Trapassa. Il suo spirito di pura rugiada specchiante a Noi.

Gianluca Magi
www.incognita.online

 

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