Tecniche di apprendimento



Da un po’ di tempo gli insegnamenti del maestro [1] erano seguiti da molti  allievi. Ma, tra loro, ce n’era uno particolare: un vecchio brontolone, sempre di cattivo umore, che non smetteva mai di criticare ciò che veniva insegnato.

«Questo maestro non è che un ciarlatano!», sbottava insofferente, «I suoi metodi non hanno la minima base scientifica! Più che un maestro mi pare uno stregone!».

Gli allievi male sopportavano  quella presenza fastidiosa. Mentre il maestro sembrava non preoccuparsene.

Un giorno, il vecchio brontolone non si fece più vedere alle lezioni. Tutti gli allievi si sentirono immediatamente sollevati da quella assenza.

«Finalmente, il vecchio rompiscatole se ne andato!», ripetevano tra loro contenti. «D’ora in poi le lezioni saranno sicuramente più tranquille e produttive senza quel brontolone!».

Ma, con grande stupore, vennero a sapere che il maestro si recò a casa del vecchio pregandolo di tornare a frequentare le lezioni. Ma furono ancora più stupiti quando seppero che il vecchio accettò di assistere alle lezioni solo dietro lauto compenso da parte del maestro.

Il malcontento si diffuse tra gli allievi che non riuscivano a capacitarsi del fatto che il loro maestro ricompensasse qualcuno che, oltre a non aver appreso nulla, lo criticava sempre aspramente.

«In realtà», fu la risposta del maestro a tale malcontento, «io lo pago non per seguire le mie lezioni, ma affinché lui continui a dare le sue lezioni!».

«Come?», insistettero gli allievi sconcertati, «Ma se lui non fa altro che criticare le cose che dici!».

«Appunto!», commentò   il maestro, «Senza questo vecchio vicino a voi, fareste molta fatica a comprendere che cosa sono l’impazienza, l’intolleranza, la rabbia e la mancanza di compassione. Lui, invece, ci fa da esempio vivente! Mostra come tali sentimenti possano rendere la vita di una comunità un inferno! In questo modo l’apprendimento è più rapido. Voi mi pagate per imparare a vivere in armonia e io ho assunto lui per aiutarmi a insegnarvelo adottando il cammino   opposto!».



[1]
Si tratta del maestro di origine greco-armena, Georges Ivanovitch Gurdjeff (1877-1949), una delle personalità esoteriche più intriganti del secolo scorso. I suoi insegnamenti, che riprendono anche il pensiero sufi adattandolo alla mentalità occidentale, incoraggiano l’uomo a intraprendere un cammino evolutivo.

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